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Elezioni, intervista a Antonella Ciaramella

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Ai microfoni della redazione del Giornale di CasoriaMaria Antonietta Ciaramella, esponente del Partito Democratico nonché candidata alle prossime elezioni politiche, ha risposto ad alcuni quesiti riguardanti la sua corsa elettorale e le sfide che attendono il paese dopo il 25 settembre. Ecco le sue parole.  

Quello di Casoria è uno dei collegi più difficili del mezzogiorno: quali sono le sue ricette per risollevare questo territorio?

«Lavoro, ambiente, scuola. Questo è un territorio che negli anni ha perso servizi e identità e che pertanto va ricostruito a partire dal tessuto sociale e ambientale agendo su questi 3 pilastri».

In che modo i fondi del PNRR potranno essere gestiti per riqualificare le scuole dell’area nord di Napoli?

«Se parliamo di gestione non si può prescindere dalle regole stesse che impone questo piano straordinario ovvero obiettivi specifici per accrescere la qualità del servizio, la sicurezza e sostenibilità delle strutture e tempi certi. Questa la più grande sfida a cui sono chiamati i comuni e ahimè anche quella che troppo spesso non riescono a portare in porto».

Il Partito Democratico ha manifestato più di una volta l’intenzione di mantenere il reddito di cittadinanza: crede che bonus e sussidi siano davvero utili per contribuire a colmare il divario tra nord e sud?

«Il reddito di cittadinanza, così come le altre misure di sostegno alle fasce deboli, non hanno l’obiettivo di colmare il divario nord/sud bensì sostenere chi non ce la fa da solo. Il PD sostiene che una misura di sostegno come il reddito di cittadinanza sia fondamentale per coloro che non possono lavorare e per coloro che hanno perso il lavoro ma che debba essere applicato in pieno perché ora manca tutta la parte delle politiche attive e si espone a effetti collaterali che alla lunga possono fare più danni che benefici per gli stessi percettori. Per colmare il divario tra nord e sud gli strumenti sono le infrastrutture e i servizi e lavoro, lavoro, lavoro».

Il salario minimo è una proposta che può coabitare con il reddito di cittadinanza? Se sì crede che basterà per contrastare il lavoro in nero?

«Certamente si! E aiuta a contrastare il lavoro nero e sottopagato ma non basta assolutamente perché servono anche controlli e conoscenza dei propri diritti. Non possiamo sottacere però che il fatto che il sistema di erogazione e gestione del reddito di cittadinanza sia applicato solo in parte, senza i famosi centri per l’impiego a pieno regime e funzionanti, porti addirittura al rischio di agevolare il lavoro nero. Stiamo assistendo all’inserzione delle parti: imprese che vogliono fare contratti regolari e potenziali lavoratori solo a patto di lavorare in nero!»

I commercianti della zona temono l’aumento delle bollette in vista della stagione invernale. Come fronteggerete la crisi energetica se foste chiamati a governare il paese?

«Più che un timore è una tragica realtà. Già adesso sia noi famiglie che imprese stiamo avendo bollette esorbitanti. Per fronteggiare dobbiamo subito distinguere in bolletta i costi da fonte rinnovabile (rimasto basso) da quelli del gas, mettere un tetto nazionale con contratti sociali, e uno europeo stabile per il futuro in modo che mai più siamo vittime delle speculazioni sulla borsa olandese. Inoltre raddoppio crediti d’imposta per le aziende e incentivi per dotarsi di sistemi di produzione autonoma da fonti rinnovabili».

Nell’area nord di Napoli non esiste un trasporto pubblico all’altezza. Tra linee soppresse, ritardi, scioperi, infrastrutture vetuste e veicoli obsoleti sembra essere fermi agli anni settanta. È possibile potenziare il sistema di trasporto pubblico in provincia, collegando l’hinterland al capoluogo?

«È come chiedere se è possibile avere l’acqua calda in casa, è doveroso!»

Che giudizio dà all’operato del governo Draghi? 

«Concreto, serio ed efficiente e sarebbe stato giusto arrivare a fine legislatura proprio per fronteggiare in pieno esercizio le emergenze di questi mesi. Tuttavia è l’eccezione che conferma la regola, ovvero che è necessario il ritorno della politica e che i politici si prendano le proprie responsabilità».

Il no di Letta a un’alleanza con il Movimento 5 Stelle di Conte ha precluso quasi irrimediabilmente le possibilità di vittoria del PD. Dopo le elezioni potrebbe tornare un’alleanza giallorossa in parlamento per contrastare il governo di centrodestra?

«Dopo le elezioni sapremo davvero quale sarà il quadro delle alleanze. Questa legge elettorale non prevede coalizioni con unico programma e indicazione da subito del premier, pertanto le convergenze le vedremo dopo l’esito del voto. Come del resto già successo nel 2018».

In che modo proponete di rafforzare il sistema sanitario in Campania?

«Aumentando stabilmente il fondo nazionale per la sanità pubblica e riconoscendo alla Campania la quota giusta che le spetta, anche per assumere il personale in numero e professionalità adeguati. Come scritto nel programma PD, inoltre, aumentando gli stipendi dei medici e degli infermieri ospedalieri».

Temete che una bassa affluenza possa tramutarsi in un magro risultato elettorale nel collegio di Casoria? Visto soprattutto la concorrenza di FdI e del M5S di Conte?

«La bassa affluenza colpisce tutti. I trend inoltre sono nazionali e il timore è certamente diffuso. Un particolare: al sud i Cinque Stelle fecero registrare nel 2018 numeri bulgari e anche se ritengo non si ripeteranno quei numeri è naturale che saranno comunque molto alti». 

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