Il centro storico di Casoria, analogamente a quello di Napoli, è disseminato di numerose edicole sacre di varia foggia, che rappresentano una particolare forma di arte sacra e architettura religiosa, espressione della devozione popolare. Sorte spesso come ex-voto, grazie ai ceri e ai lumini accesi dai fedeli contribuivano a tenere illuminati vicoli spesso bui e pericolosi.
In alcuni casi erano dedicate alle anime del Purgatorio, raffigurate da corpi nudi parzialmente avvolti dalle fiamme, che espiano i loro peccati anche grazie alle preghiere dei vivi. Un esempio di questa iconografia, con la presenza anche dell’immagine della Madonna, che svolge una funzione di intermediazione e intercessione tra il mondo dei vivi e quello dei morti, si ritrova alle spalle della Chiesa del Carmine, nei pressi di piazza Cirillo.
La consuetudine di costruire edicole e altarini lungo le strade è radicata sin da tempi antichissimi, quando erano dedicate ai culti pagani. Oggi molte di esse necessitano di interventi di restauro conservativi, mentre di alcune sono scomparse le immagini oggetto di devozione e sopravvivono solo gli elementi architettonici.
Le vie del centro storico di Casoria in cui se ne trovano sono: S. Croce, N. Rocco, S. Rocco, S. Benedetto, Cavour. Tra le edicole votive più pregevoli, in prossimità di piazza Benedetto XV vi è quella maiolicata dedicata alla Madonna delle Grazie, sormontata da un timpano triangolare, mentre in via N. Rocco vi è quella con l’immagine della Madonna del Rosario di Pompei con S. Domenico e S. Caterina da Siena, racchiusa da una cornice con timpano ricurvo.
Un discorso a parte merita il tabernacolo sacro dedicato a S. Antonio in via A. Diaz, al di fuori del centro storico. L’edificazione originaria di quella che oggi si presenta come una pseudo-cappella con timpano ricurvo spezzato risale al 1926, ad opera dell’imprenditore afragolese Luigi D’Ambra e dei suoi operai, in occasione della costruzione del vicino ponte ferroviario. Si trova lungo via A. Diaz, realizzata due anni prima, insieme alla quale rappresenta anche il simbolico collegamento tra Casoria e la vicina Afragola, che ha come patrono S. Antonio da Padova. Nel 1932, in seguito a una grazia ricevuta, Giuseppe Storti si occupò della sua ristrutturazione in forme monumentali e da allora la famiglia Storti, di generazione in generazione, si è dedicata alla sua manutenzione.
Non è toccata la stessa fortunata sorte a molte altre edicole sacre, che meriterebbero di essere recuperate e
valorizzate, come è accaduto in via Montesilvano a Napoli, nel cuore del Rione Sanità, dove è sorto il “vicolo
della cultura”, con opere di street art e iniziative di book-sharing attraverso “edicole culturali” che affiancano le storiche edicole votive.
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