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E-Mobility, svolta green per dimezzare le emissioni inquinanti a Napoli

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di Francesco Avati – Energia pulita per le auto del futuro. Graded, società napoletana attiva da 60 anni nel mercato della progettazione, realizzazione e gestione di impianti di energia da fonti rinnovabili, si affaccia sul mercato della e-mobility con un progetto presentato assieme ad Engie Spa, Siram Spa, e Thermofrigor Sud Srl in occasione dell’ultima edizione dell’Atelier della Salute, l’evento organizzato per il secondo anno consecutivo dal Policlinico e dalla Scuola di Medicina e Chirurgia di Napoli. Si tratta di una colonnina di ricarica per macchine elettriche posizionata in prossimità dell’edificio 21 del Policlinico della Federico II, presso la presidenza dell’azienda universitaria napoletana. Questa wall-box per auto ecologiche offre la possibilità di collegare e ricaricare fino a due veicoli elettrici con una potenza massima di 22 kW in totale sicurezza e con rapidità. Un lettore di badge Rfid consente di limitare l’accesso alla ricarica a un gruppo di utilizzatori pre-autorizzati dall’Azienda Universitaria mediante un’apposita applicazione sullo smartphone.

Il sistema prevede, inoltre, una lettura indiretta dei consumi attraverso la misura della corrente erogata e la protezione contro i sovraccarichi, i cortocircuiti e i guasti d’isolamento grazie a un interruttore automatico obbligatorio, oltre alla protezione differenziale esterna.

“Abbiamo accolto con entusiasmo, per il secondo anno, l’invito del Policlinico a dare il nostro contributo a un evento che punta alla diffusione di corretti stili di vita tra la popolazione – spiega Vito Grassi, amministratore delegato della società consortile costituita dalle 4 aziende che hanno aderito al progetto – in questa edizione abbiamo concentrato la nostra attenzione sui benefici della riduzione dei gas serra che si possono ottenere passando a forme di mobilità più ecologica. Si stima che l’immatricolazione di 70mila veicoli elettrici in Italia, in sostituzione di altrettanti mezzi a combustione interna, produrrebbe l’emissione di circa 63mila tonnellate di anidride carbonica l’anno, contro le 136mila del sistema tradizionale, con una diminuzione di circa il 54%. Un beneficio non trascurabile considerando che l’inquinamento atmosferico – specie nelle aree urbane – è una delle cause principali di mortalità nell’era moderna e che un quinto delle emissioni inquinanti sono causate proprio dal comparto dei trasporti. Una riduzione più ambiziosa delle emissioni di carbonio richiede sforzi maggiori e un impegno politico costante. Le politiche che riducono la necessità del trasporto individuale, così come una migliore pianificazione urbana o un maggiore uso del trasporto collettivo, possono facilitare l’implementazione di nuove tecnologie e ridurre considerevolmente l’investimento richiesto”.