donneMondiali spiacevoli anche per le donne di Tehran. Per loro è assoluto il divieto di assistere a partite o competizioni di atleti maschili. Non c’è match o motivazione che tenga: al gentil sesso viene impedito l’accesso agli stadi per tifare. Le donne iraniane sono sempre costrette a restare dietro ai cancelli. Il divieto è attivo dal 2012. La restrizione resta tuttora in vigore. A metà giugno il primo episodio di discriminazione: le iraniane si erano presentate ad una partita di volley restando fuori dagli spalti. Nella partita per la qualificazione mondiale Iran – Brasile gli stadi erano stati resi accessibili anche alle signore, ma la legge ha avuto la meglio e 50 donne radunate davanti ai cancelli hanno protestato sventolando la bandiera iraniana. Questa la risposta delle autorità alla ribellione pacifica: “Le donne sarebbero dovute rimanere in casa e pregare per il buon esito della partita a favore della squadra nazionale”.
Le iraniane si sentono libere mentalmente ma vincolate praticamente. Un sito studentesco, la News Agency ISNA ha condannato tale restrizione titolando: “Il sangue delle donne brasiliane é piú rosso delle iraniane?”. A detta dell’ISNA Shahindokht Mowlaverdi, vice presidente del Presidente Iraniano Hassan Rohani e delegata per le donne e la famiglia, ha anch’essa criticato il divieto sottolineando i benefici della presenza femminile negli stadi: le donne procurano infatti un’ondata di felicità e la diffondono nello sport, nella società e nelle famiglie.

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