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Divertirsi per far divertire: l’Associazione Artistico Culturale “San Gregorio Magno” si racconta

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Associazione CrispanoUna storia di miseria e povertà, ambientata nella Napoli degli anni ’40 prende vita sul palcoscenico del Teatro Lendi di Sant’Arpino: l’Associazione Artistico Culturale “San Gregorio Magno” sabato 5 e domenica 6 marzo presenta “La fortuna l’effe maiuscola”, commedia in tre atti scritta da Eduardo De Filippo e Armando Curcio nel 1942. Il Giornale di Casoria intervista alcuni membri  per conoscere l’associazione e i suoi progetti futuri.
Com’è nata l’idea di un’associazione artistico culturale?
L’idea nasce nella corale della chiesa “San Gregorio Magno” di Crispano, dalla quale deriva il nome della nostra associazione, con l’intenzione di attirare tanti ragazzi e giovani per coinvolgerli in attività sociali, offrendo contemporaneamente al territorio nuove iniziative e spunti culturali.
E il progetto del teatro?
La passione per il teatro si è sviluppata pian piano, in quanto molti di noi non si erano mai avvicinati al teatro. Nel corso del tempo, il gruppo ha iniziato a crescere, abbiamo scoperto molti talenti e ci siamo sentiti sicuri nel portare avanti i nostri progetti.
Qual è stata la vostra prima commedia?
Ad aprile 2014 è stata fondata la compagnia teatrale e ci siamo esibiti con il primo spettacolo “Arezzo 29”, seguito da “Nu bambinello e tre San Giuseppe” a Gennaio 2015, entrambi di Luisa Conte e Nino Taranto. Il nostro impegno è stato ben ripagato, il pubblico ha risposto sempre con entusiasmo alle nostre iniziative.
Come siete cresciuti in questi anni?
Un momento fondamentale è stato costituirci come associazione artistico culturale ad Ottobre 2015. Attualmente il gruppo, aperto a chiunque voglia prenderne parte, si è allargato ed è diventato molto numeroso, grazie anche al supporto che il nostro parroco non ci ha mai fatto mancare. Annualmente partecipiamo ad una rassegna di compagnie teatrali gestita dall’Opera Punto Cuore della chiesa del SS. Rosario di Afragola. Nel 2014 abbiamo vinto il primo premio come migliore compagnia.
Obiettivi futuri?
Dopo la commedia “La fortuna con l’effe maiuscola” inizieremo le prove per uno spettacolo in programma per il mese di Novembre. Dall’idea del nostro regista Nicola Auletta, abbiamo intenzione di dare vita ad un’opera avente come fulcro la violenza sulle donne e il femminicidio, tema costante della cronaca degli ultimi anni. Poi ripartiremo con una nuova commedia.
Quali sono i valori e i principi su cui si basa la vostra attività?
Innanzitutto “divertirci e far divertire”, che è diventato il nostro motto. Ciò che ci interessa è lo stare insieme, fare le cose con passione e creare legami di amicizia che vadano anche oltre l’esperienza del teatro. I ricavati delle esibizioni sono devoluti interamente alla caritas parrocchiale per il sostegno alle famiglie più bisognose. La nostra gratificazione più grande è nel fare del bene offrendo un momento di pieno svago a tutti coloro che ci seguono.

Fulcro della storia è ancora una volta la commedia umana, che da secoli si ripete invariata: l’arroganza dei nobili e dei ricchi, la fame e la miseria dei poveri, destinati a pagare anche quando la fortuna sembra loro arridere, perché “Quando uno nasce disgraziato non c’è niente da fare: non lo aiutate, è tempo perso.”
Il valore artistico delle opere del grande Eduardo va oltre il tempo e non muore mai. In una società dove sempre più spesso ci troviamo di fronte a tanta banalità e volgarità, la riscoperta di questa eccelsa scuola di “racconto”, attraverso una comicità agrodolce ed intelligente, ci procura una boccata d’aria fresca, facendoci sorridere saggiamente sulle disgrazie della vita. Mentre vengono descritti i sentimenti che albergano nel cuore, la commedia racconta la fatica di vivere in un mondo in cui “La legge è uguale per tutti, ma non tutti sono uguali per la legge”.
Il teatro dei De Filippo sopravvive felicemente al trascorrere del tempo, perché in esso la comicità rende fluido il racconto dell’amaro senso della vita, lasciando sempre viva la speranza in un domani migliore. E ricordando che per tutti, al di là delle fortune, “ ‘a vita è ‘n’affacciata ‘e fenesta”.