Dove iniziano i diritti umani universali? In piccoli posti vicino casa, così vicini e così piccoli che essi non possono essere visti su nessuna mappa del mondo. Ma essi sono il mondo di ogni singola persona; il quartiere dove si vive, la scuola frequentata, la fabbrica, fattoria o ufficio dove si lavora. Questi sono i posti in cui ogni uomo, donna o bambino cercano uguale giustizia, uguali opportunità, eguale dignità senza discriminazioni. Se questi diritti non hanno significato lì, hanno poco significato da altre parti. In assenza di interventi organizzati di cittadini per sostenere chi è vicino alla loro casa, guarderemo invano al progresso nel mondo più vasto. Quindi noi crediamo che il destino dei diritti umani è nelle mani di tutti i cittadini in tutte le nostre comunità».

Eleanor Roosevelt

Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Quest’anno è il 70° anniversario della Dichiarazione universale per i diritti umani e il 70° anniversario dell’Oms.

Sia la Dichiarazione che la Costituzione dell’Oms, il documento fondante dell’organizzazione mondiale della sanità, affermano che la salute è un diritto fondamentale per tutte le persone.  L’Oms indica ciò che serve per garantire il diritto alla salute.

Innanzitutto, come si rileva nella recente Dichiarazione di Astana, concordata da tutti gli Stati membri dell’Oms, bisogna considerare non solo della necessità di fornire assistenza sanitaria  idonea, ma anche di realizzare società e ambienti sani che proteggano la salute della popolazione mondiale.

Le disuguaglianze, correlate al luogo in cui si vive o dove si  nasce o, al genere, etnia, età, razza, sessualità, asilo o migrazione, salute o qualsiasi altro status di natura socio culturale ed economica,possono avere un forte influsso sulla salute
La disuguaglianza può anche manifestarsi in discriminazioni e abusi che si verificano nella sanità stessa, e riguardano sia gli operatori sanitari che gli utenti dei servizi. Ciò inficia il ruolo ed il significato della salute universale in molti modi: mettendo a repentaglio gli investimenti in salute, scoraggiando le persone dal cercare assistenza sanitaria e depotenziando o privando le persone della loro dignità.
Contrastare la discriminazione nell’assistenza sanitaria richiede una risposta unitaria, quale tutela dei diritti della persona da un lato, ma nel contempo la risposta deve essere  diversificata e contestualizzata agli ambiti territoriali in cui si opera.

Soprattutto bisogna lavorare per rafforzare la qualità del servizio, sensibilizzare i diritti degli operatori sanitari e degli utenti dei servizi – con meccanismi di fidelizzazione – e considerare ,quali criticità prioritarie, le pratiche dannose per la salute. In tale contesto, ogni attore sanitario, ovunque nel mondo, ha un ruolo da svolgere nel difendere il fondamentale, universale diritto alla salute.

La salute e i diritti umani devono sempre andare di pari passo. Le persone hanno il diritto all’assistenza sanitaria   dignitosa e rispettosa della loro individualità( non bisogna curare solo in base ai  protocolli terapeutici).

Tuttavia, le leggi, le politiche e le pratiche dannose, incluse le discriminazioni e gli abusi nei confronti degli operatori sanitari, spesso impediscono alle persone di ricevere le cure di cui hanno bisogno e possono causare gravi danni alla salute fisica e mentale.

Bisogna tutelare in particolare alcuni gruppi – tra cui donne e ragazze, persone che vivono in condizioni di povertà, persone con disabilità, migranti e popolazioni sfollate e minoranze sessuali e di genere. Questi gruppi infatti hanno maggiori probabilità di subire abusi ed essere esposti a terapie e pratiche dannose o degradanti.
L’Oms lavora con chi è coinvolto nella salute – dai responsabili delle politiche a operatori sanitari, pazienti e comunità – per garantire che tutti stiano svolgendo un ruolo nel proteggere i diritti umani e la dignità delle persone , sempre in prima linea per denunciare e impedire il perpetuarsi degli abusi ogni volta che si verificano. L’OMS si è battuta e si batte  per:

  • la fine della detenzione medica illegale. La detenzione di pazienti e familiari per il mancato pagamento delle spese mediche è dannosa per la salute e contraria al diritto internazionale.
  • Porre fine all’istituzionalizzazione dei bambini, per la loro inclusione in Comunità
  • lafine degli attacchi all’assistenza sanitaria. Gli attacchi contro l’assistenza sanitaria, violano la legge internazionale. Gli operatori sanitari, gli ospedali, le ambulanze non dovrebbero mai essere bersagli.
  • la fine della violenza contro le donne. La violenza sulle donne è sempre una violazione dei diritti umani e non dovrebbe mai verificarsi
  • fine abuso durante la gravidanza e il parto. Ogni donna ha diritto ad un’assistenza sanitaria dignitosa e rispettosa, durante tutta la gravidanza ed il parto, è violazione dei diritti umani non rispettare la loro privacy e riservatezza.
  • fine pseudo terapie per il cambiamento dell’orientamento sessuale
  • test di verginità end. Il test della verginità, chiamato anche “test con due dita” non ha basi scientifiche o cliniche. La pratica è una violazione dei diritti umani delle ragazze e delle donne, e può essere dolorosa, traumatica e umiliante.
  • la fine delle mutilazioni genitali femminili. La mutilazione genitale femminile è una violazione dei diritti umani e non deve mai essere eseguita.
  • fine coercizione e non consenso. Gli individui hanno il diritto di essere pienamente informati su qualsiasi trattamento, intervento sanitario che subiscono.
  • la fine del matrimonio infantile. Il matrimonio precoce, viola i diritti umani, mette in pericolo la salute , aumenta i rischi di violenza e abusi.
  • fornire un’educazione sessuale completa agli adolescenti
  • garantire l’accesso alla contraccezione
  • prevenire morte e malattia della madre. La salute materna è una questione di rispetto dei diritti delle donne e delle ragazze.

 

 

 

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