diarrea-del-viaggiatoreColpisce più di un terzo dei viaggiatori occidentali che si recano in aree tropicali. È più frequente nei soggetti che provengono dalle aree più industrializzate, soprattutto se non hanno mai soggiornato nei paesi del Terzo Mondo; gli adulti sono meno colpiti rispetto ai bambini e agli anziani; i soggetti che hanno compiuto un viaggio nei paesi tropicali e sub-tropicali nei 6 mesi precedenti mostrano un maggior rischio; una ridotta acidità gastrica (presente in coloro che assumono farmaci inibitori di pompa protonica o bloccanti dei recettori H2 dell’istamina quali lansoprazolo, ranitidina, ecc. o che hanno subito una gastroresezione) costituisce un ulteriore fattore di rischio dal momento che il pH acido dello stomaco rappresenta una barriera invalicabile per molti patogeni enterici. I pazienti che assumono diuretici sono più esposti a disidratazione e squilibri elettrolitici.

Questa infezione intestinale si contrae con l’ingestione di cibi e bevande contaminate: particolarmente a rischio sono vegetali non cotti, carne, pesce, frutti di mare e derivati del latte. Compare, generalmente, nei primi giorni del soggiorno (raramente può manifestarsi al rientro del viaggio) e si manifesta con numerose scariche diarroiche (da 3-4 fino a 20-30 evacuazioni quotidiane, in alcuni casi con presenza di sangue), dolori e crampi addominali, talvolta febbre quasi mai elevata, nausea e vomito, profonda spossatezza, malessere generale; si risolve spontaneamente nel giro di 2-5 giorni. Nel 10% dei soggetti colpiti può residuare una sindrome del colon irritabile.

Nella maggior parte dei casi l’eziologia è batterica (l’Escherichia Coli è responsabile del 50% dei casi di infezione). Meno frequentemente la causa è virale o parassitaria. In una quota significativa di casi non è possibile identificare alcuna eziologia infettiva.

L’Africa, l’Asia, il Medio Oriente e il Centro e Sud-America sono le aree dove maggiore è la possibilità di incorrere nella diarrea del viaggiatore (in queste regioni l’infezione causa, ogni anno, la morte di oltre 2.000.000 di bambini).
Terapia Reidratare con abbondanti liquidi eventualmente arricchiti con sali minerali, evitando bevande gassate, caffè, tè ed alcolici, è più che sufficiente per risolvere la patologia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di bere almeno mezzo bicchiere di liquidi (50-100 ml) dopo ogni scarica nei soggetti al di sotto dei 2 anni, 1 bicchiere (100-200 ml) da 2 a 10 anni, quantità illimitate sopra i 10 anni. In commercio esistono anche delle soluzioni reidratanti già pronte. Utile può essere l’assunzione di un astringente quale la diosmectite o il racecadotril.

La eventuale profilassi, utile nei diabetici, cardiopatici, nei soggetti immuno-compromessi, nei pazienti in terapia con steroidi o farmaci immunosoppressori e in quei casi in cui non ci si può permettere di star male (viaggi d’affari, gare sportive ecc.), consiste nell’assunzione dal giorno precedente la partenza fino a 2 giorni dopo il rientro di ciprofloxacina o norfloxacina o levofloxacina o dossiciclina. Questi farmaci possono provocare fotosensibilizzazione e sono controindicati in gravidanza ed in età pediatrica. Tutti questi farmaci possono essere utilizzati come terapia quando è necessario somministrare un antibiotico; in questo caso la posologia va raddoppiata e proseguita per 3 giorni. Si è dimostrata utile anche la rifaximina. Nella prevenzione della diarrea del viaggiatore, soprattutto se ci si reca in Turchia e nel Nord Africa si è rivelata efficace l’assunzione di probiotici a base di Saccharomyces Boulardii.

In caso di vomito e diarrea profusa assumere molti liquidi. Si consiglia di utilizzare soluzioni reidratanti preparate anche personalmente (ad 1 litro d’acqua aggiungere 1 cucchiaio da tè di sale da cucina, 1 di bicarbonato di sodio, 1 di cloruro di potassio, 5 di zucchero, succo di limone o di arancia). Il bicarbonato di sodio è quello normalmente utilizzato in cucina. In mancanza di cloruro di potassio è bene aggiungere all’alimentazione banane o succo di pompelmo fresco.

È disponibile oggi un vaccino efficace nel 60-80% delle malattie diarroiche del viaggiatore dovute all’Escherichia Coli e alla Salmonella Enterica.

Prevenzione Per bere e lavare i denti utilizzare solo acqua minerale contenuta in bottiglie sigillate. Se non sono disponibili bottiglie di acqua minerale, occorre far bollire l’acqua per almeno 10 minuti oppure utilizzare un disinfettante per renderla potabile. Non aggiungere cubetti di ghiaccio, che potrebbe essere contaminato, alle bevande che devono essere sempre aperte in vostra presenza.

Per raffreddare le bevande immergere la bottiglia in acqua ghiacciata. Non mangiare verdure crude e frutta che non può essere sbucciata o con buccia rovinata. Non mangiare gelati, creme, dolci, carni crude o poco cotte, insaccati, pesci e molluschi crudi, formaggi freschi, latte non bollito, salse preparate con uova crude (es. maionese).

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