whatsapp-image-2016-11-10-at-10-11-32-1Francesco Tortora, un bambino di quinta della scuola Mitilini, esprime il desiderio di una città che non c’è in una poesia scritta a scuola. Il titolo “Io vorrei” è l’occasione per Francesco di mettere nero su bianco, i suoi desideri che immaginiamo siano i desideri di ogni cittadino, e in particolare di ogni bambino, che ha avuto la sfortuna di nascere in un periodo in cui la città versa nello stato peggiore si possa immaginare. Visto lo stato in cui versa Casoria, da troppi anni, facile capire che i nostri bambini e adolescenti, non hanno mai visto una città normale, sono abituati al brutto, alle difficoltà da superare ogni giorno, all’arrangiarsi nel grigiore della città.

Io vorrei
Io vorrei una Casoria che fosse tutta un’altra storia
Alberi e panchine al posto di cicche e lattine
Area giochi e pista ciclabile
Per rendere ogni giorno più abitabile
Area per lettura
Per rendere la mente più matura
E se ho una cosa da buttare?
So dove farla per differenziare
E per i nostri amici animali?
Fare in modo di avere i loro spazi naturali, dove poter fare i loro bisogni abituali
Di tutto questo io avrei bisogno
Per rendere la mia vita un vero e proprio sogno.

Non c’è altro da aggiungere al testo che abbiamo riportato in forma integrale, se non l’auspicio che gli adulti e in particolare modo chi ha la forza e il dovere di agire, possano prendere questi versi come indicazioni per il futuro e dare spunti diversi ai bambini. L’ultimo verso tocca gli animi più sensibili, non è possibile infatti, che un bambino debba avere come sogno una città, che dovrebbe essere la doverosa normalità.

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