Home Sport Delusione e amarezza per una città intera: Il Napoli fallisce l’ultima gara...

Delusione e amarezza per una città intera: Il Napoli fallisce l’ultima gara e va in Europa League

158
0

Delusione cocente per il Napoli e per tutta la città, perché proprio quando sembrava fatta, la squadra è venuta meno, soprattutto, nella caratteristica che aveva contrassegnato questa turbolenta stagione: l’agonismo e l’approccio alla gara. Il Napoli ha letteralmente regalato, l’accesso alla Champions alla Juve che tra le 4 pretendenti era forse quella che meritava di meno. Ma la squadra deve fare mea-culpa e battersi il petto amaramente, perché non è stata in grado di mettere in campo la giusta cattiveria neanche dopo i soliti e beceri messaggi mediatici dei tifosi veronesi che non hanno perso l’occasione per manifestare ancora una volta il loro atavico odio nei confronti della città e dei suoi abitanti. Il Verona ha fatto la sua partita, forse anche di più e va lodato per questo, a differenza di altre squadre che tirano i remi in barca, loro sono venuti a Napoli con un obiettivo preciso, fermare gli azzurri e ci sono riusciti rischiando addirittura di vincere la partita. Il Napoli era anche riuscito a passare in vantaggio con il gol dell’ex al primo gol in azzurro proprio contro gli ex compagni. Ma Faraoni l’ha rimessa in parità sfruttando un lancio lungo dalle retrovie su cui nessuno è stato in grado di intervenire.

Il Napoli è parso in difficoltà fin dall’inizio, il Verona è stato bravo ad imbrigliare la manovra azzurra con un pressing alto ed asfissiante. Serata no per tutti ma soprattutto per Bakayoko, lento e macchinoso, cosa che solo Gattuso non ha notato tenendolo in campo anche dopo il botta e risposta polemico. Lozano preferito a Politano ha fallito la gara e non è mai riuscito ad uscire dal pressing degli scaligeri. Brutto primo tempo con poche occasioni e tanta paura.

L’intervallo è servito a poco, il Napoli non è riuscito a scuotersi, anzi il Verona è sembrato salire ancora di più di ritmo prendendo in mano il comando delle operazioni. Di Marco ha impegnato Meret al 50’ e 10 minuti dopo il gol che illude una città intera: angolo dalla destra, Rrahmani vince un rimpallo e mette dentro il pallone a fil di palo alla destra di Pandur. A questo punto la Juve è fuori nonostante il 4-0 al Bologna.

Juric sembrava arrendersi sostituendo Pandur con il terzo portiere e invece, su un lancio dalle retrovie di Gunter, Faraoni ha rubato il tempo a Hysaj e in diagonale ha battuto Meret, gol del pareggio, un gol che mancava da 7 anni e che arriva nel momento peggiore.

Gattuso ha tentato disperatamente il tutto per tutto inserendo Politano, Mertens e Petagna, ma i risultati sono stati peggiori delle aspettative, solo tanta confusione senza produrre reali pericoli. Il Napoli va in Europa League, buttando nella spazzatura un anno che seppur tra mille difficoltà poteva regalare l’obiettivo prefissato. Gattuso lascia nel modo peggiore e De Laurentis non perde l’occasione per diventare protagonista congedando il tecnico Calabrese con un tweet:

Caro Rino, sono felice di aver trascorso quasi due stagioni con te. Ringraziandoti per il lavoro svolto, ti auguro successi ovunque tu vada. Un abbraccio anche a tua moglie e ai tuoi figli. Aurelio De Laurentiis

— AurelioDeLaurentiis (@ADeLaurentiis) May 23, 2021

Addio freddo e asettico che conferma la mancanza di feeling tra società e tecnico e a farne le spese ancora una volta sono i tifosi, delusi amareggiati ma sempre vicino alla squadra. La colpa è di tutti, non ci sono alibi per nessuno, non si può giocare una partita importante come quella di ieri in questo modo, ne facciano tesoro per il futuro, società, tecnico e soprattutto i giocatori. La stagione post-covid riserverà novità e sorprese, c’è la crisi economica a rompere gli equilibri e bisogna essere bravi con la pianificazione. De Laurentis in questo è un maestro, ora i tifosi aspettano il nome del nuovo tecnico, anche per capire il posto che il Napoli vuole prendere nel prossimo campionato: protagonista o semplice spettatore? Ai posteri l’ardua sentenza.

Fonte foto: la Repubblica