“Se l’obiettivo era eliminare le sacche di precariato che infarciscono il sistema Italia, beh non soltanto questo governo non l’ha centrato, rischiando di eliminare i precari piuttosto che il precariato, ma in queste ore sta riuscendo a fare di più e di peggio: sta riuscendo, è quasi riuscito cioè, ad eguagliare il primato di Renzi con la cosiddetta riforma della Buona Scuola, trasformando il famoso Decreto Dignità in un boomerang per i lavoratori e le loro famiglie”. Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, Ermanno Russo.

“Un anno in meno di proroghe per i contratti a termine, maggior carico contributivo per l’imprenditore sui rinnovi, reintroduzioni delle causali e il conseguente timore per le imprese di incorrere in contenziosi che trasformino, nel caso di motivazioni contestate davanti al giudice, assunzioni a tempo in contratti a tempo indeterminato. Ciò procurerà un disagio non indifferente agli imprenditori, che appaiono sempre più impauriti da queste misure, drastiche e perentorie, a fronte di un cuneo fiscale che non viene per niente toccato, pur essendo a detta di tutti il vero nocciolo della questione”, prosegue Russo.

“Se non fosse pericoloso questo decreto sarebbe grottesco e ridicolo, invece rischia di rivelarsi un drammatico boomerang per tante famiglie che sbarcano il lunario con contratti a termine. È chiaro che il precariato va combattuto e possibilmente ridotto all’osso ma servono interventi chirurgici, non sommari ed ideologici. Se manca una visione complessiva del problema occupazionale, difficilmente ci sarà una risposta all’esigenza dei cittadini. Questo Governo insegue spot mediatici e non la soluzione dei problemi. Il Decreto Dignità di Di Maio finirà per scontentare tutti, più e peggio della Buona Scuola di Renzi”, conclude Ermanno Russo.

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