La seduta del Consiglio Comunale era prevista per la giornata di ieri alle ore 17 e all’ordine del giorno c’erano diversi importanti atti amministrativi da sottoporre al vaglio del consesso, tra cui la surroga della dimissionaria Maria Laura Pugliese, i regolamenti licenziati dalle commissioni permanenti, ma soprattutto lo spinoso argomento dei debiti fori bilancio che, tanto per essere chiari, ammontano a diversi milioni di Euro.

Le opposizioni, presentatesi al completo pronte per affrontare la maggioranza, magari subodorando il periodo non idilliaco che sta attraversando la Giunta guidata dal Sindaco hanno, però, trovato l’aula semideserta, vista la defezione di gran parte dei consiglieri di maggioranza.

Non si sono fatte attendere le reazioni sdegnate per quello che è stato recepito come un atteggiamento concordato, a danno della correttezza istituzionale e, di riflesso, un atto irrispettoso dei cittadini.

In particolare Gennaro Trojano, consigliere della lista Angela Russo per Casoria, parla di grande senso di responsabilità delle opposizione e, di converso, di atteggiamento irriguardoso della maggioranza. Secondo Trojano, la defezione in massa è imputabile al mero calcolo politico poiché a suo avviso la maggioranza comincia a mostrare crepe al suo interno. Dello stesso avviso Elena Vignati, esponente dei 5 Stelle, la quale parla anche di mancanza di rispetto per i dipendenti comunali, presenti anche oltre le 18 per attendere il secondo appello (e con aggravio di spese dovute al pagamento degli straordinari). Vignati ritiene mortificante per Casoria dover fare i conti, dopo appena pochi mesi dall’insediamento di Fuccio, con i problemi intestini della maggioranza che, a suo avviso, rischiano di paralizzare ulteriormente l’azione amministrativa sul territorio.

Sarebbe, dunque, a rischio il prosieguo della giuntaBene, anche se è praticamente all’inizio della sua esperienza, almeno secondo l’opposizione; sarebbe questo il motivo della mancata presenza della maggioranza, proprio nel giorno in cui si affrontavano temi di notevole rilevanza per le sorti politico amministrative della città.

Stano a questa ricostruzione, la maggioranza non ha voluto rischiare di “andare sotto” proprio a causa di evidenti problemi di assetto, preferendo affrontare la questione, in particolare dei debiti fuori bilancio, lunedì 30 in seconda convocazione, quando la maggioranza richiesta per validare l’assemblea sarebbe molto più esigua, cioè un terzo dell’assise (appena 8 consiglieri presenti).

Un’accusa forte, respinta però dalla maggioranza, dai cui scranni si tenta di gettare acqua sul fuoco. La voce preponderante parla di convocazione dovuta ad evidenti necessità tecniche, ma ricadente in un periodo in cui sarebbe difficile conciliare la disponibilità di tutti i componenti dei vari gruppi, circostanza di cui erano a conoscenza tutti, visto che la decisione era stata presa e resa nota in conferenza dei capigruppo.

L’auspicio, dunque, di chi guida la città è che si eviti di strumentalizzare una situazione contingente, rischiando di arrecare un grave danno alla città con polemiche sterili, visto che in seconda convocazione sarà comunque possibile discutere, nel breve volere di pochi giorni, gli atti di grande rilievo posti all’ordine del giorno.

Considerando il tenore delle reazioni, crediamo che l’opposizione non sarà di questo avviso; il rischio per la compagine che sostiene Raffaele Bene, è di ritrovarsi ad affrontare problemi di assetto interni, che

metterebbero ulteriormente in difficoltà l’amministrazione su temi delicati che richiedono solidità ed unità d’intenti, e di compattare un’opposizione agguerrita e pronta a dare battaglia su ogni singola delibera

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