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Curcuma: valido antinfiammatorio, efficace protettore epatico

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(Di Pietro Sposito)Oramai è chiaro a tutti che quello che ingeriamo ogni giorno con i pasti influenza nel tempo il nostro stato di salute. Cibandoci di alimenti sani diamo un forte contributo nel “restare sani”. Questo splendido principio lo sfrutta da migliaia di anni la popolazione dell’India che si nutre da tempo di una preziosissima spezia: la curcuma.

Scopriamola nel dettaglio:

La curcumachiamata anche zafferano dell’India, è una bellissima pianta ornamentale che appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae :la parte che viene utilizzata per diversi scopi è il rizoma. La polvere del rizoma è usata in India da più di quattromila anni come spezia in cucina (è presente infatti nel curry), in medicina ayurvedica (come antireumatico e contro malattie infettive) e per tingere in arancione la tonaca dei monaci buddisti.

Il principio attivo della curcuma è la curcumina; è anche ricca di flavonoidi.

Oltre che come spezia, in tutto il mondo la curcuma viene anche sfruttata per i suoi effetti terapeutici. Attualmente nella medicina tradizionale le attività riconosciute sono diverse:

  1. È un protettore del fegato, ne migliora la funzionalità e riduce le alterazioni dei processi digestivi attribuibili a disfunzione epatica come mal di stomaco, nausea, ecc. La curcumina (principio attivo della curcuma), possiede la capacità di aumentare la produzione della bile e la motilità delle vie biliari.
  2. È un antinfiammatorio, con un duplice meccanismo d’azione dosaggio-dipendente. A basse dosi diminuisce l’attività delle ciclossigenasi (azione simile ai FANS), mentre a dosi più alte inibisce la lipossiggenasi (azione similare ai farmaci antiinfiammatori cortisonici). D’interesse è l’impiego della curcuma per il trattamento dell’artrite reumatoide.
  3. È un antiossidante che protegge le cellule da patologie degenerative ad essa associata, dal morbo di Alzeimer, da malattie cardiache….
  4. Ha proprietà antibatteriche e antivirali, immunoregolatrici e antitumorali.
  5. Infine viene impiegata per uso esterno per la cura d’ infezioni ed eczemi.

 

Avvertenze

La curcuma è una droga innocua con bassa tossicità, è da somministrare comunque sotto controllo medico in caso di calcolosi biliare.

In che forma e dove si trova in commercio?

La troviamo polverizzata come spezia, presente oramai in tutti i supermercati e dà un sapore (e anche colore) caratteristico agli alimenti.

La curcumina ha una bassa biodisponibilità, pertanto per ottenere una certa attività terapeutica si necessitano  concentrazioni alte di tale principio. A tale scopo possiamo trovare la curcuma sotto forma di:

  1. tisana (1,0g di droga in 150ml di acqua bollente, infondendo per 15 minuti, bere due-tre tazze al giorno lontano dai pasti)

 

  1. Polvere: 0,5g per capsula; 1 capsula più volte al giorno lontano dai pasti.

 

  1. Estratto fluido: 0,25g-0,5g, due – tre volte al giorno. Diluire con acqua.

 

  1. Tintura madre: 30 gocce diluite in acqua, due-tre volte al giorno lontano dai pasti.

Tutte le formulazioni appena citate è possibile reperirle nelle erboristerie, farmacie e parafarmacie. Oltre che come composto unico la si può trovare associata a componenti diversi a seconda della finalità terapeutiche del prodotto.

 Conclusioni

La curcuma si è rivelata una pianta dalle preziose proprietà: le principali sono protettive per il fegato e antinfiammatorie, da non trascurare anche l’azione antiossidante e antitumorale. Detto ciò, il suo utilizzo in cucina come spezia è da incoraggiare assolutamente anche se, per avere un’azione significativa, occorrono alte concentrazioni di curcumina ottenibili solamente con l’impiego di preparazioni specifiche, quali gli integratori alimentari.

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