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Cultura. Riaperta l’inchiesta sulla morte di Pablo Neruda: cancro o assassinio politico?

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pablo-nerudaRiaperta l’inchiesta relativa alla morte del premio Nobel per la Letteratura Pablo Neruda, scomparso a Santiago del Cile nel 1973,  poco dopo il golpe militare di Augusto Pinochet che mise fine al governo di Salvador Allende. Cancro alla prostata o assassinio politico? Le indagini sono state riavviate su impulso del Partito Comunista cileno, a cui il poeta era affiliato, e dei nipoti del grande cantore dell’amore assoluto. Dopo gli esami tossicologici negativi del 2013, l’obiettivo è sottoporre i resti del vate a nuovi test al fine di stabilire la reale causa della morte. Francisco Ugas, responsabile dell’area dei diritti umani del Ministero dell’Interno, ha dichiarato: “Esistono precedenti che indicano che potrebbe essere stato ucciso e questi indizi puntano a un possibile intervento di alcuni agenti dello Stato, per cui il caso potrebbe costituire un crimine di lesa umanità”. A sospettare della fine innaturale di Neruda è pure il suo autista,  Manuel Araya. Secondo quest’ultimo il Premio Nobel è stato ucciso da un’iniezione letale fatta da un medico vicino a Pinochet. Il programma per i diritti umani del Ministero dell’Interno cileno, con il quale il Cile si renderà parte in causa, ha autorizzato, ora, nuovi test con cui si cercherà di rilevare eventuali danni ai tessuti o presenza di metalli pesanti nel suo organismo. Forte e accusatoria l’ultima poesia scritta da Neruda poco prima di morire, “I satrapi”. Nel testo Augusto Pinochet è definito ferocemente, insieme a Nixon e Frei, “…iena vorace della nostra storia, roditore delle bandiere conquistate con tanto sangue e tanto fuoco…”. Ed è proprio al dittatore Pinochet che si imputa la morte del poeta tanto impegnato ed amato. Qualcuno ha idea di come tutta questa storia andrà a finire?

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Giovane redattrice e membro della Croce Rossa Italiana. Appassionata di lettura, teatro e jazz, nel corso dei miei studi universitari alla Facoltà di Giurisprudenza ho, altresì, maturato uno specifico interesse per il tema dei diritti umani. Scrivo con lo sguardo rivolto, sempre, allo scenario internazionale. Legata alla figura autorevole di Oriana Fallaci, sprone ed esempio di coraggio, ho abbracciato un suo pensiero: “Se sono brava non lo so, lavoro duro, lavoro bene. Ho dignità. Ho una vita per dimostrarlo”.