Home Afragola Cultura ad Afragola, ne discutiamo insieme con il sindaco Domenico Tuccillo e...

Cultura ad Afragola, ne discutiamo insieme con il sindaco Domenico Tuccillo e l’assessore Nunzia Porroni

227
0

12373363_10204303335938231_1679276817082202396_nSindaco, in una scala da uno a dieci a che posto colloca la cultura nel suo programma politico?
Al primo posto sicuramente colloco il rispetto della legge.
E la cultura è importante?
Io la ritengo molto importante e, se vuole una nota autocritica, le dico che su questo non abbiamo fatto abbastanza.
E cosa vorrebbe fare?
Vorrei, e glielo dico in anteprima, fare un gemellaggio Afragola – Padova – Lisbona, tre città unite dal simbolo di Sant’Antonio, e mettere al centro della riflessione il momento religioso come momento di aggregazione e di consolidamento dei valori all’interno di una comunità, giocando anche su un piano di rilievo internazionale. Tutto questo per mettere Afragola all’interno di un circuito di sprovincializzazione, che è un’altra cosa di cui questa città ha bisogno. Qui, a volte, c’è un’impostazione che tende all’autarchia. Le dico, ad esempio, che ho dovuto anche spiegare che due assessori, tecnici, che non sono di Afragola,rappresentano un valore aggiunto, perché sono un arricchimento per la comunità. Una comunità ripiegata solo su se stessa non cresce. Ho cercato nella mia giunta di fare questa sintesi: rappresentanza locale e apporti esterni, perché solo da questa integrazione tra l’esternoe l’interno si cresce e ci si libera da una visione angusta delle cose, della vita e della politica conseguentemente.
Affrontiamo il tema del cambio di gestione del teatro Gelsomino.
Anche il Gelsomino fa parte di questo discorso. Un tema di cui ho sentito tanto discettare e a vanvera.La questione del Gelsomino è l’espressione di una visione della cultura tutta autarchica e ripiegata su se stessa, chiusa nelle proprie abitudini e consuetudini, per altro poco rispondenti ai criteri di una corretta e trasparente amministrazione.
Cosa intende per poco trasparente, fa riferimento alla vecchia gestione?
Sì, era una situazione un po’ pasticciata quella del teatro. C’era il Teatro Pubblico Campano che offriva questa sua programmazione, quella era e quella ti dovevi bere, e già di per sé questo non mi sembra il massimo che si possa cercare di avere in un’attività culturale che si svolge sul territorio. Poi c’è un problema di gestione della struttura, che bisogna tenere in piedi gestendo con tutti i suoi servizi: pulizia, chiusura apertura, manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria. Tutto questo andava disciplinato in una forma chiara e comprensibile.
Non poteva esser fatto col vecchio gestore?
Stiamo riorganizzando la situazione facendo un bando e dando la gestione a qualcuno che fa questo di mestiere. Nessuno ha impedito a nessuno di parteciparese aveva i requisiti per farlo. Perché non l’hanno fatto? Probabilmente volevano cullarsi nello status quo che era molto di comodo e molto scomodo, invece, per il Comune, molto esoso per il Comune. Tra le varie problematiche, infatti,mi stoanche occupando, visto che sono cambiati i regimi di contabilità delle amministrazioni nel 2015, di mettere in equilibrio le finanze del Comune perché alcuni lussi non ce li possiamo più consentire, e questo vale per il Gelsomino come per lo stadio Moccia, e per tanti altri servizi che devono essere gestiti in un modo efficiente, funzionale, redditizio ed economico. Ma lei lo sa lo stadio quanto costava tra luci, manutenzione, danni, riparazioni? Sono cifre che non ci si può più consentire, se ne accorgeranno e se ne stanno accorgendo tutti. Prima esistevano gli avanzi di bilancio ora non piùprevisti. Chi ha gozzovigliato in passato ha creato situazioni debitorie pesanti che anche il Comune di Afragola si porta addosso, e che sto cercando di smaltire. Nello stesso tempo sto cercando di ridurre i costi perché non posso e non voglio gravare di altre tasse i cittadini, tanto è vero che ad Afragola la TASI non si paga. Tra le varie difficoltà incontrate sul cammino non dimentichiamo, sottolineo ancora, il mutato regime di contabilità dei comuni imposto per legge, insieme agli ulteriori tagli di trasferimenti statali che si sono avuti nel 2013 -2014 -2015.
Porroni_ok-234x300 (1)Assessore Porroni, quando ripartiranno le attività del teatro Gelsomino?
Già è stata fatta la verifica dei requisiti tecnici ed economici dell’azienda che si è presentata. Presumibilmente le attività ripartiranno tra gennaio e febbraio. Col bando siamo andati oltre rispetto alla sola rassegna del passato.Abbiamo previsto la rassegna cinematografica, una scuola di teatro, una scuola di prosa. Addirittura si sta pensando ad una scuola di canto. Il tutto come nasce:quando il sindaco mi ha conferito la delega alla cultura ho fatto un sopralluogoal Gelsominoinsieme al direttore artistico del Teatro Pubblico Campano, che ci aiutava a gestire questa rassegna di 12 spettacoli. Nel corso del sopralluogo mi fece notare la fatiscenza dei bagni e dei camerini. Tante compagnie non volevano venire al teatro Gelsomino perché non c’era neppure un divisorio tra i camerini.  Tra l’altro,il teatro ha una piccola saletta sopra doveci si potrebbe raccogliere un circolo di letterati, organizzare una presentazione di un libro. Ma tutto è in decadimento. Le poltrone vanno rifatte. Poi mi sono posta la domanda dell’offerta culturale alla città. Perché non alzare il livello? E come farlo, attraverso il Teatro Pubblico Campano? Assolutamente no, perché fare una scuola di teatro, una di canto, la rassegna, non è nella dotazione di tutte le associazioni e società. Ecco perché nasce l’idea della gestione delle attività da dare all’esterno. Lì non c’è un bar, non c’è nulla, bisogna uscire fuori per un caffè e una bottiglina d’acqua. Abbiamo quindi col capostaff del sindaco fatto uno studio di fattibilità, abbiamo analizzato i costi, perché ci costava tantissimo il teatro,compreso tutto circa 200 mila euro, una cifra esosa per 12 spettacoli.
Cosa c’è in programma nell’immediato futuro per la cultura ad Afragola?
Girando un po’ nelle scuole abbiamo percepito molta sensibilità dei ragazzi ai temi culturali. Stiamo organizzando numerose manifestazioni, coinvolgendotutte le scuole, come è avvenuto il 25 novembre in occasione della giornata della violenza contro le donne. Due in particolare in programma: una per il 27 gennaio, il giorno della shoah,e l’altra il 10 febbraio, per le foibe. Stiamo prevendendo anche all’interno della Biblioteca Comunale, che tra l’atro ha un archivio storico da valorizzare, frutto di un lavoro di anni, un mese intero dedicato alla lettura di diversi autori, con dibattiti con ragazzi e scuole su vari temi. In primo piano sempre le scuole.Credo molto pure nell’integrazione culturale, perché ormai il tessuto sociale di Afragola non è più solo dell’afragolese, ma di persone di diversa nazionalità. Mi piacerebbe organizzare un evento legato all’integrazione sociale e culturaleispirato alle diverse specialità culinarie, espressione della tradizione culturale di un popolo,ne ho parlato già con l’assessore alle pari opportunità.