di Mariano Marino, Medico di Famiglia- Sì, mi sono vaccinato contro il coronavirus! Sono stato convocato al centro vaccinazioni di Giugliano e con gentilezza e professionalità mi hanno praticato la punturina sul braccio.  Non ho avvertito nessun dolore. Io umile medico di famiglia di provincia sono stato accolto e trattato come un Re, ma che dico?! come un Governatore!
Mi chiedete se ho avuto effetti collaterali? no, nessuno, anche se essendomi stato somministrato il vaccino della PFIZER, speravo di sviluppare qualche superpotere derivante dall’altro più famoso farmaco della Premiata Ditta.
Mentre aspettavo il mio turno insieme ad altri colleghi e mi complimentavo con una valente Pediatra del mio quartiere che non vedevo da diversi lustri, si è iniziata una discussione un po’ fantastica perché con i volti coperti dalle mascherine pareva una chiacchierata fra sculture.
Tema della conversazione: i NOVAX e il ruolo di noi medici di famiglia nell’auspicabile prossimo impegno di dover convincere e provvedere noi stessi a vaccinare i nostri assisiti.
Un medico di famiglia, vecchio stampo – distinto, solido e ben vestito con un aspetto non particolarmente pericoloso ha sbottato:” I medici possono essere dei buoni consiglieri, ma la decisione finale sul che fare o non fare tocca al paziente!”
Epperò, pur con voci asfissiate, il consesso improvvisato dei colleghi della Napoli 2 nord presenti, alla fine della discussione ha “decretato “che nostro dovere di medici e di uomini di scienza, non è quello di inculcare nelle teste dei cittadini la convinzione dell’efficacia e della sicurezza dei vaccini ma di verificare i dati forniti dalle evidenze scientifiche, filtrate dal nostro sapere, contribuendo così al blocco dell’espansione dell’università populista di formazione medica di INTERNET.
I vaccini disponibili hanno evidenze di sicurezza ed efficacia!
La comunicazione tra medico e paziente è il cuore della pratica medica, il cittadino si rivolge molto spesso a diversi specialisti, cerca notizie sui giornali e sul web ma, alla fine, cerca di trovare qualcuno che lo rassicuri e magari gli prescriva un” pacco   di Aulin”: il proprio medico di famiglia!
Nel tornare a casa ho ripensato alla vicenda dei vaccini nella storia e a Ferdinando Borbone, il re lazzarone, che con decreto del 6 novembre 1821 rese la vaccinazione contro il vajuolo (come si diceva allora) obbligatoria per alcune categorie.
 Per noi ragazzi degli anni sessanta (del ‘900) la cicatrice sul braccio lasciata dalla antivaiolosa era “a’bbona”…chissà se nella definizione non c’entri il Lazzarone.
Il vaiolo è scomparso dall’ orbe terracqueo con il vaccino e così speriamo per il coronavirus e i virologi.
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