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Corteo del Primo Maggio: un “futuro” migliore per Bagnoli

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ph. diaro partenopeo

Nel cuore dei Campi Flegrei, lì dove sorgeva l’immensa acciaieria Italsider che si è tenuta la kermesse del 1 maggio. I manifestanti, (oltre un migliaio secondo gli organizzatori, intorno ai 700 secondo le forze dell’ordine), sono partiti da Piazzale Tecchio alle ore 10.30 e, deviando il percorso dalla strada principale, sono entrati nell’area dell’ex Italsider costeggiando l’altoforno in disuso da anni, simbolo dell’antica industrializzazione del territorio. Durante il corteo non ci sono state tensioni o problemi con le forze dell’ordine. I partecipanti scandendo slogan e striscioni, hanno messo in primo piano l’obiettivo di liberare la città e restituirla ai cittadini. Il loro scopo era protestare contro la nomina del commissario straordinario per Bagnoli e contro le politiche promosse dal Governo per la bonifica ed il risanamento del territorio. I cittadini hanno così lanciato un grido contro le speculazioni, tentando di rivolgere l’attenzione verso soluzioni che partano dal basso, guardando ad interessi e a bisogni collettivi. A circa un mese dalla visita alla città da parte del Premier Matteo Renzi per istituire un commissario straordinario per il territorio, continuano le polemiche ed i disagi, in una zona vittima di un infinito disastro ambientale, di truffe speculative e di un illecito smaltimento di rifiuti.  Inoltre ancora numerose sono, tra gli ex lavoratori, le vittime dell’amianto. In quella regione che Goethe definiva “la più meravigliosa del mondo” è ancora forte l’attesa di un risanamento reale del territorio, che abbia come unico e primario lo scopo di salvare e salvaguardare una terra ormai in disuso da anni, restituendola ai cittadini con uno sviluppo che parta dal basso rispettando e preservando i bisogni collettivi, con una speranza ancora aperta verso il futuro, sebbene le delusioni siano ancora forti e il progetto “Bagnoli Futura” sia fallito dopo un mese dall’incendio di “Città della Scienza” lasciando letteralmente terra bruciata intorno a sé.