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Corte dei conti. Durante la cerimonia di apertura, i dubbi sulla stazione Tav di Afragola

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Da qualche mese, diamo notizia dell’imminente apertura della nuova stazione TAV di Afragola. La porta del Sud, tante volte osannata, magnificata, come la più bella d’Italia, sale agli onori della cronaca anche durante la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario al Castel Dell’Ovo.

Durante la cerimonia solenne, un breve passo del discorso del procuratore generale Oricchio, diviene un campanello d’allarme sulla struttura.

La domanda posta è relativa all’effettiva dimensione e importanza dell’opera. Bisogna capire il numero di viaggiatori che ne usufruiranno. Il procuratore cita Victoria Station come metro di paragone e sottolinea, la troppa superficialità nella spesa pubblica nella nostra regione.

Ad assistere la cerimonia e ad ascoltare queste poche ma decise parole, anche il governatore De Luca, il sindaco De Magistris, il cardinale Sepe, il presidente dell’autorità anticorruzione Cantone, il neo prefetto Carmela Pagano nonché i vertici di Guardia di Finanza e Carabinieri. Ultimo ma non per ordine di importanza, vista la carica, proprio il sindaco di Afragola Tuccillo, che tanto si è prodigato per la ripresa dei lavori e per la realizzazione entro la fine di Maggio.

Il dubbio di Oricchio, nelle dichiarazioni rilasciate a Repubblica è evidente. Premettendo che le opere pubbliche durano troppo, il vero dubbio o problema è come si diceva in apertura, è il reale utilizzo della stazione. In un primo momento c’era l’intenzione di smistare anche i treni provenienti da Milano su Afragola, ma sembra ormai certo che resteranno a Napoli. Pertanto se la stazione servirà solo ai treni che arrivano dalla Puglia e dalla Calabria, l’opera sembra un tantino sovradimensionata e potrebbe essere l’ennesimo spreco.

Di contro, il sindaco Tuccillo, difende il valore indiscutibile della stazione per il territorio. Pur condividendo il timore del procuratore, invita però a non lasciare sola l’opera alla fine della realizzazione. C’è la necessità di realizzare i collegamenti su ferro, con i comuni dell’area a Nord di Napoli, per evitare che resti una cattedrale nel deserto.

 

Le opere pubbliche e i congeniti ritardi di cui soffrono, sono stati il tema del discorso del presidente della corte Sciascia. L’auspicio che si completino i lavori alla metropolitana di Napoli e di altre opere in Campania, tra cui quelle agli scavi di Pompei e alla Reggia di Caserta. Ottimista sulla conclusione delle opere riguardanti il Primo Policlinico di Caserta e la fine dei lavori dell’ospedale del Mare.

La sanità uno dei punti caldi nella relazione della corte dei conti, Sciascia invita le amministrazioni a lavorare affinché ci siano controlli mirati, a partire dall’assenteismo fino alla gestione contrattuale e immobiliare.