“Non siamo ancora fuori dalla crisi emergenziale e non bisogna mollare, bisogna restare a casa per 2-3 settimane almeno”, afferma il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Nicola Magrini, sottolineando come gli ultimi dati “sono buoni e indichino una decrescita di casi e decessi, e ciò è di fondamentale importanza” ma “non si deve mollare”. Magrini quindi aggiunge che “altri due studi su nuovi farmaci per il trattamento del Covid-19 sono in valutazione oggi da parte dell’Agenzia italiana del farmaco”.
Aumentano i contagiati nell’ultima giornata in Lombardia, annuncia il presidente della regione Attilio Fontana: “Non sono ancora state fatte analisi su quali zone siano più colpite. Non so se è arrivato il picco o se ci è sfuggito qualcosa, queste valutazioni spettano ai tecnici, posso solo dire che personalmente sono preoccupato”.
“Pronti per l’onda d’urto”, afferma il presidente della regione Veneto, Luca Zaia: “Ci siamo per tutto quello che dovevamo allestire come attività di terapia intensiva. Aspettiamo le ultime macchine ma ci siamo per l’onda d’urto”.
Anche la regione Lazio si dice capace di gestire l’emergenza Covid-19: “Il Sistema sanitario regionale mette a disposizione 2 mila posti letto di degenza ordinaria e 450 posti di terapia intensiva di fatto raddoppiando il numero delle terapie intensive e andando oltre la previsione nazionale del 50%. Gli ospedali ‘hub’ sono destinati a gestire i casi di maggior impegno clinico e assistenziale, gli ospedali ‘spoke’ sono strutture destinate alla gestione di casi Covid19 a minor impegno e collegati con l”hub’ di riferimento per la consulenza infettivologica” spiega l’assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato.
“In questi anni – dichiara il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi – la sanità è stata tagliata ed è stato fatto un errore gravissimo: soprattutto è stato tagliato il personale e si è badato poco alle cure a domicilio, al territorio”. Secondo Rossi, è necessario “sviluppare le cure intermedie”, e “dobbiamo dotarci della protezione civile. Siccome tutti dicono che siamo in guerra, uso questa metafora: come abbiamo armi nei depositi, non possiamo trovarci senza avere mascherine, tute, respiratori, e poi dobbiamo dotarci di posti letto di bassa intensità di cura e di posti letto di alta intensità di cura”.
“In Toscana l’autoproduzione di mascherine e’ arrivata a 200 mila al giorno, ottenuta riconvertendo parte del settore della moda, e anche le grandi marche hanno contribuito e per questo dobbiamo ringraziarle”.
Entro dieci giorni sarà consegnata a tutti i comuni della Regione Friuli Venezia Giulia la prima dotazione di mascherine, la cui distribuzione sarà gestita direttamente dai sindaci in base alle priorità definite dalle strutture territoriali”, annuncia il vicepresidnte con delega alla Salute e alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi.
Le persone “con gravi disabilità intellettive, con disturbi dello spettro autistico e patologie psichiatriche ad elevata necessità di supporto” potranno uscire di casa “per brevi passeggiate e spostamenti”. Sono queste le indicazioni contenute in una circolare inviata a tutte le Ats e Asst dalla Direzione generale Welfare di Regione Lombardia.
“Su mascherine non erano Regioni a doversi occupare di approvvigionamenti straordinari”, rileva l’assessore Giulio Gallera: “E’ una corsa su tutto, sui farmaci anestetizzanti, di cui abbiamo iniziato ad avere scorte esigue e che dovrebbero essere arrivati stanotte, e sull’ossigeno. C’è un problema di ossigeno sia per il domicilio sia per gli ospedali, siamo al limite”.
“Per quanto possibile – dichiara il presidente della regione Liguria Giovanni Toti – aiutiamo la Lombardia, oltretutto alcune cliniche private della Liguria ci hanno messo a disposizione le loro sale di terapia intensiva e quindi anziché trasportare lì pazienti Covid che rischiavano di infettare un’intera struttura, abbiamo deciso di dedicarle ad altri”.
“Dopo la lettera di ieri al Governo, – osserva il presidente della regione Campania, Vincenzo de Luca – sono arrivate dalla Protezione Civile, nella giornata di oggi, 33.000 mascherine Ffp2 e 2.729 mascherine Ffp3. Non e’ un grande quantitativo, ma ci auguriamo che sia l’inizio di un programma piu’ ampio di consegne alla Campania del materiale sanitario necessario”.
“Per il resto, sta andando a regime il piano di potenziamento sugli esiti dei tamponi”, aggiunge De Luca, “proseguono i lavori appaltati dalla Regione per realizzare altre strutture ospedaliere nuove per 120 posti letto Covid. Saranno pronte in due settimane, sara’ un’altra eccellenza campana”.
In Emilia-Romagna se la sperimentazione sui pazienti positivi di Medicina “si rivelerà efficace, la estenderemo al territorio regionale”, spiega il presidente Stefano Bonaccini, a proposito dello screening a tappeto nel comune alle porte di Bologna, dichiarato zona protetta nei giorni scorsi a causa dell’elevata diffusione del contagio: “unità mobili per curare a casa i pazienti positivi al Covid-19, per evitare che peggiorino e che arrivino in ospedale in condizioni ormai critiche, spesso non più recuperabili”. Questa, prosegue, “è la nuova strategia che l’Ausl di Bologna sperimenta da oggi a Medicina, il comune che abbiamo chiuso vista l’anomala diffusione del contagio”. Si tratta “di una terapia farmacologica precoce con un’azione antivirale che eviti la progressione della malattia, somministrata a domicilio dagli operatori sanitari, per provare a giocare d’anticipo sulla possibile azione del virus: se si rivelerà efficace, la estenderemo al territorio regionale”.
Infine il ministro della Salute Speranza spiega che sull’uso dei tamponi, i protocolli “sono indicati dall’Oms, dai nostri

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