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Coronavirus: intervista al Prof. Giulio Tarro Virologo di fama internazionale. Le abitudini igieniche sono essenziali per prevenire il contagio

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Il Prof. Giulio Tarro Primario emerito dell’ Azienda Ospedaliera “D. Cotugno”, Napoli-Chairman della Commissione sulle Biotecnologie della Virosfera, WABT –  UNESCO, ParigiRector of the University Thomas More U.P.T.M., Rome-Presidente della Fondazione  de Beaumont Bonelli per le ricerche  sul cancro – ONLUS, Napoli, è uno degli scienziati più importanti al mondo nel campo della virologia medica. E’ stato “figlio scientifico” di Albert B. Sabin, virologo polacco naturalizzato statunitense, famoso per aver sviluppato il più diffuso vaccino contro la poliomielite.Per primi hanno studiato l’associazione dei virus con alcuni tumori dell’uomo presso l’Università di Cincinnati, Ohio, dove Giulio Tarro è stato collaboratore di ricerca presso la divisione di virologia e ricerche per il cancro del Children Hospital (1965-68) e quindi assistant professor di ricerche pediatriche del College of Medicine (1968-69). Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e del National Cancer Institute (USA) a Frederick, Maryland, è stato antesignano della diagnosi e della terapia immunologica dei tumori e coordinatore dell’ipertermia extracorporea in pazienti con epatite C per il First Circle Medicine di Minneapolis. Ha scoperto la causa del cosiddetto “male oscuro di Napoli”, isolando il virus respiratorio sinciziale nei bambini affetti da bronchiolite. Grande ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica, ha ottenuto numerosissimi riconoscimenti. Tra i molti ricordiamo: il premio Lenghi dell’Accademia dei Lincei, il conferimento delle medaglie d’oro da parte del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero della Pubblica Istruzione e del Ministero della Salute, diverse cittadinanze onorarie italiane e lauree honoris causa all’estero. Questo solo una piccola parte del cursus honorem del Prof. Tarro. In questo periodo come tutti sanno, l’Italia vive il tempo del Coronavirus, l’epidemia che sta mettendo ansia e paura nel mondo. Proprio per avere informazioni di carattere scientifico e quindi certe, abbiamo chiesto all’illustre Professore, di voler rispondere ad una serie di domande. Il prof. Tarro che oltretutto è anche un giornalista, ha gentilmente, e di questo lo ringraziamo, accettato. Ecco l’intervista!

  1) Vaccino per il coronavirus: é possibile ottenerlo tra alcuni mesi o sarà necessario il tempo di almeno un anno?

Dal momento che è stato sequenziato l’acido nucleico virale del nuovo coronavirus possiamo adesso conoscere le proteine virali prodotte dal RNA sia per la produzione di anticorpi specifici e farmaci antivirali. Il discorso del vaccino prenderà tempo e sebbene possano essere usate metodologie con le cellule staminali, 12/18 mesi saranno necessari per un sicuro trattamento.

2) Attualmente quale protocollo terapeutico si adotta in caso di conclamato contagio da coronavirus?

Bisogna tenere presente una terapia sintomatica e similare a quella dell’influenza stagionale, specialmente per i soggetti più anziani e con svariate patologie che li rendono più sensibili al virus – diabetici, cardiopatici, broncopatici eccetera.

Gli antibiotici servono per le infezioni batteriche secondarie, mentre i cortisonici vengono sconsigliati.

Infine gli antivirali suggeriti vanno dall’Interferon e la Ribavirina, alla terapia antiHIV con Lopinavir/Ritonavir per finire al nuovo prodotto Remdesivir usato per l’ebola. Ovviamente come le gammaglobuline per il tetano, gli anticorpi del plasma dei soggetti guariti rappresentano un logico impiego per i pazienti più gravi.

3) Il governo italiano inizialmente é stato molto rigoroso con misure restrittive, al fine di contenere i contagi, contribuendo, però, a creare un clima di panico; poi ha mitigato i toni. Qual é il suo giudizio sulle scelte governative?

Da una settimana l’Italia settentrionale, in particolare Lombardia e Veneto, è interessata dall’epidemia da coronavirus COVID-19. Il cercare di isolare i portatori della malattia in connessione alla Cina non rappresenta una strategia efficace per contenere la malattia, dal momento che il virus si trasmette come quello influenzale e possiamo aspettarci di avere pazienti che non hanno avuto alcun contatto con possibili portatori. Molti casi non vengono diagnosticati perchè le persone non hanno ancora sviluppato sintomi e non sanno di essere stati esposti al virus. Pertanto tenendo presente di quanto realmente succede è stato inutile il blocco dei voli con la Cina, peraltro bypassato dalla connessione indiretta dei voli attraverso altre nazioni. Sarebbe stato meglio attuare la quarantena federale dichiarata dagli USA il 2 febbraio con due settimane di isolamento che corrisponde al maggior tempo tra l’esposizione e l’inizio della sintomatologia e riguarda tutti i soggetti che hanno avuto contatti sia fuori che all’interno della Cina.

4) Quando, a suo avviso, gli italiani potranno tirare un sospiro di sollievo per la certezza che non ci sia più pericolo di contagio?

Le prospettive a questo punto dipendono dal comportamento epidemiologico tipo prima SARS esaurendosi e rimanendo una zoonosi nella provincia di origine oppure dando luogo ad epidemie sporadiche come la MERS e l’influenza aviaria relativamente per pochi individui ovvero, infine, diventando una virosi respiratoria umana stagionale come nel caso dell’ultimo virus influenzale del 2009 o degli altri coronavirus regionali meno aggressivi.

5)) Saponi igienizzanti per lavaggio mani e mascherine: quali sono i suoi suggerimenti al riguardo.

Le raccomandazioni per ridurre l’esposizione e la trasmissione di una malattia respiratoria sono rappresentati dal lavaggio delle mani con sapone e soluzioni alcoliche. Evitare il contatto ravvicinato con soggetti affetti da problemi respiratori e quindi con tosse e starnuti, tenendo presente che le mascherine, pressochè esaurite e con costi eccessivi vengono consigliate ai soggetti già affetti dal contagio virale, per evitare ulteriore spargimento nell’ambiente, ed agli operatori sanitari e alle forze dell’ordine che hanno a che fare con pazienti reali o potenziali contagiati.

6) Tutti, presi dal panico, hanno riscoperto la salutare e igienica pratica del lavaggio mani: eppure, si sa, che tale sana abitudine non é praticata, in condizioni “normali”, dalla gente. Recenti ricerche hanno riscontrato presenza di colobatteri fecali su aste che si impugnano per spingere i carrelli per la spesa. Qual é il suo commento?

Ovviamente le abitudini igieniche sono correlate non tanto alla civiltà quanto alla civicità della gente.

 

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