Il provvedimento nazionale adottato in data 9 marzo 2020,  rinviando
all’art. 1, comma 1 del DPMC 8 marzo, impone, alla lettera l), la chiusura di musei
e altri istituti e luoghi della cultura.
Tuttavia, in ottemperanza al Decreto Ministeriale IORESTOACASA,
il Direttore delComplesso Museale Sylvain Bellenger ha disposto la chiusura oltre che del Museo, anche del Real Bosco.
La decisione ha generato non poco sconforto in città, soprattutto negli sportivi
che in seguito alle misure di sanificazione e alla successiva chiusura di palestre e
centri sportivi confidavano di potersi allenare all’aria aperta.
Viene facile pensare che, come dispone invece l’art.1 comma II del decreto
ultimo, il comportamento assunto dal premuroso direttore francese sia
indubbiamente teso ad evitare la concentrazione e gli assembramenti in spregio
alla distanza di 1 metro nel polmone verde napoletano.
D’altronde già in numerose altre città italiane come Padova, Treviso è stata
adottata la medesima misura precauzionale.
Sulla pagina ufficiale, una lettera a firma del direttore recita
<<Il piano nazionale
di salute pubblica impone alla Direzione del Museo e Real Bosco di Capodimonte
di chiudere il museo e il bosco fino al 3 aprile 2020.
Lo facciamo con grande senso di responsabilità e profonda sofferenza.
Il comportamento di ogni persona, in questo momento difficile, protegge se
stesso e gli altri dal contagio da Covid-19: è l’unica arma che abbiamo per
contenere la diffusione del virus.
Il nostro rispetto delle regole, durante questa crisi, è fondamentale per salvare
vite umane e accelerare il ritorno a quotidianità che ora ci sembra ancora più
bella
e preziosa.
Comprendo bene tutte le difficoltà e le frustrazioni legate alla chiusura: sportivi,
amanti delle passeggiate all’aria aperte, bambini, anziani e, persino, i nostri amici
cani.
Durante la chiusura sarà consentito l’accesso ai soli lavoratori.
So di poter contare sulla vostra solidarietà e sul vostro senso civico >>.
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