di Gianni Bianco

Un anno fa eravamo in piena campagna elettorale per eleggere al ballottaggio il Sindaco di Casoria. Erano in campo Raffaele Bene per la Coalizione civica e Angela Russo del centrodestra. La distanza tra i due sembrava incolmabile ma nel ballottaggio gli avversari politici di Bene mettono in campo la più grande campagna di diffamazione contro il “candidato sindaco di Casillo”, la solita litania. Il perché di questa scelta è facile intuirlo. Fuccio era in campo con una coalizione speculare ma con il simbolo del PD a trainare le liste civiche mentre Raffaele Bene aveva Campania libera trasformata in Casoria Libera per l’occasione più una serie di liste civiche, uno scontro tra sindaci di centrosinistra. Elena Vignati, candidata a sindaco per il M5s, al secondo turno lascia libertà di voto ai cittadini,  ma non dimentichiamo che i Grillini in città avevano raggiunto il 60% dei voti alle elezioni politiche del 2018, percentuale molto al disotto alle comunali. La santa alleanza o crociata anti-Bene, riduce notevolmente lo svantaggio ma non ottiene il ribaltone sperato, Raffaele Bene il 9 di giugno 2019 vince. Elezioni balneari a ridosso dell’estate rimandano l’azione politica all’autunno nella migliore delle ipotesi. Nemmeno il tempo però di indossare la fascia tricolore per il giovane avvocato casoriano che avviene a Largo San Mauro il crollo della strada e la chiusura della stessa con le attività commerciali ed ecclesiastiche fuori uso. Si scopre il vaso di Pandora delle casse comunali lasciate dal commissario prefettizio vuote o quasi, dopo il fallimento dell’esperienza Fuccio ma anche delle precedenti a onor del vero. Comincia a girare una voce in città, poche speranze di smentite, sarà dissesto finanziario. La questione economica è pesata come una spada di Damocle per Raffaele Bene da luglio 2019 a oggi. L’azione amministrativa non decolla, il settore urbanistico è distratto, infatti, il Dirigente di lì a poco si trasferisce a Napoli, lasciando da solo il settore “Assetto del territorio”, già privo di assessore. La perdita di finanziamenti della Città metropolitana è solo un dettaglio ma è piena la responsabilità del dirigente Salvatore Napolitano e se recuperata, in parte, quella somma, sarà per meriti altrui. Il bando per i beni confiscati non è approvato dalla regione, come i Pics, per difetto di procedura, altri soldi buttati via e speriamo anche questi si recuperino in parte. L’intera giunta, dalle politiche sociali alle opere pubbliche, dimostra lacune evidenti di esperienza e soprattutto incisività e la perdita di risorse rappresenta l’ultimo colpo per le già residue finanze comunali. I primi dissensi da parte della maggioranza in consiglio comunale dei consiglieri di maggioranza sono la cartina di tornasole di questo malessere politico. A completare il quadro già difficile la mozione di sfiducia da parte dell’opposizione al presidente del consiglio comunale Andrea Capano, bersagliato sin dal primo istante. Il prossimo consiglio comunale sarà convocato per discutere la sua sfiducia. Davvero poco per affrontare le sfide storiche e mettere fine a una serie di scelte sbagliate e sprechi del passato. Il dissesto avanza inesorabile. Unico attivo in giunta durante la prima fase dell’amministrazione Bene, l’assessore Goffredo, delega alle finanze, inutile chiedersi perché, si prepara il dissesto dell’ente. Nelle riunioni di maggioranza tra consiglieri o quelle estese ai partiti, le lamentele sono tante ma il sindaco non decide e non recede, aspetta. Come un fulmine a ciel sereno arriva il Coronavirus, il mondo di ferma, Casoria anche, una boccata di ossigeno per il sindaco. L’affidamento diretto del finanziamento statale di ottocento mila euro a una società in pochi giorni desta perplessità, come alcuni incarichi di varia natura propongono dubbi di legittimità, basta guardare l’ultima segnalazione della consigliera Vignati nei confronti dell’amministratore unico di Casoriambiente Aceto riguardo a un affidamento diretto da ventimila euro a un professionista. Vero è che l’eredità non era facile, il comune di Casoria incassa sempre meno tributi, un po’ per la crisi economica che crea sempre più poveri ma anche per un malcostume consolidato, l’evasione tributaria di un numero consistente di contribuenti. Lo stato italiano premia i comuni virtuosi condanna quelli che non lo sono, sempre meno fondi arrivano nelle casse del Comune di Casoria da Roma. Con meno soldi incassati per i tributi, meno risorse da parte dello stato, l’unica speranza sono i fondi della Città metropolitana e quelli della Regione Campania, i fondi europei. Se non si ha una classe politica e di dirigenti adeguati, per un’amministrazione è la fine. I due mesi di coronavirus sono serviti a dimenticare ma solo per un arco temporale i problemi e le soluzioni. Oggi, alla luce di quello che si legge, ma soprattutto di quello che si vede, l’unica certezza è che il sindaco punta all’opinione con una forte presenza sui territori, mentre la giunta è completamente assente, sarebbe il caso di dire, se fosse una previsione meteo “non pervenuta”.   Diciamo che negli ultimi due mesi presidenti di regione e sindaci, insieme a Conte capo del governo nazionale, hanno monopolizzato la comunicazione ma con l’autunno passerà anche perché finalmente si vota. Ancora oggi si propone questa nuova frontiera di presenza politica, in particolare sul social, video o post che siano, La politica è altro. Le assemblee elettive hanno il diritto/dovere di rappresentare i cittadini, dare indirizzi, controllare, votare e decidere le sorti di una comunità. Si profilano atti strategici per la politica cittadina. L’idea di procedere all’esternalizzazione dei servizi per avviare un ciclo virtuoso e alimentare le finanze dell’ente; il dissesto finanziario che drammaticamente o opportunamente dovrà essere messo in campo; il bilancio; il Puc, sono lì in attesa di essere discussi in commissione e votati in consiglio comunale. Quattro atti strategici che hanno bisogno di camminare sulle gambe forti del consenso politico ma soprattutto dei numeri. L’ultima tegola è l’uscita della consigliera Luisa Marro dal gruppo di Casoria libera. La decisione rappresenta comunque un’insofferenza da parte della prof.ssa Marro che non può essere circoscritta alla convivenza in un partito. Serve una svolta, al primo giro di boa questa barca ha bisogno di una strambata politica e forse rimettere in campo la politica con una modifica dell’assetto dell’esecutivo prima di presentarsi alla città con una nuova azione politica. Un anno è passato, quello dell’eredità scomoda dalle politiche passate, adesso la svolta sindaco mancano quattro anni di amministrazione, spero di buona amministrazione. In bocca al lupo per l’anniversario della vittoria che avverrà il 9 di giugno, il mio augurio a una settimana da questa data è sincero, c’è tempo per ricominciare o forse, dopo un anno di amministrazione “cominciare” a fare davvero sul serio. Auguri Raffaele di cuore.

 

 

 

 

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