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Continua l’emergenza criminalità in Campania

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Sono trascorsi meno di tre anni da quando la società di sorveglianza La Pantera Security ha sventato un furto presso il Leroy Merlin di Afragola. La stessa società fa servizio di sicurezza anche in altri punti vendita della multinazionale francese, ovvero quello di Giugliano e di Torre Annunziata. Nella tarda mattinata dello scorso 23 febbraio, in seguito alla segnalazione dall’interno di un cambio dell’etichetta su un prodotto del valore stimato di circa 52,90 € per uno di circa 33, anche questa volta la società è intervenuta neutralizzando il colpevole, il quale è stato denunciato per furto aggravato.

Episodi del genere sono, purtroppo, all’ordine del giorno e sono molte le segnalazioni sui social o pervenute in redazione da parte di cittadini onesti indignati per il degrado a cui stiamo assistendo. Dai furti delle auto ai singoli pezzi di ricambio, a quelli sui mezzi pubblici fino ad arrivare ad intrufolarsi nelle case e sulle postazioni di lavoro, il fenomeno delle rapine dilaga sempre più. Probabilmente si è affievolito un po’ durante il periodo del lockdown, ma adesso sta riprendendo. Eppure, le società di sorveglianza sono sempre più richieste e pare stiano riuscendo ad arrestare questa escalation. C’è da dire che i rei ne inventano sempre una in quanto anni fa per non pagare i capi di abbigliamento nei grandi magazzini venivano indossati in camerino uno sopra l’altro per poi uscire dal negozio con tutta la refurtiva. Oggi, grazie alle nuove tecnologie e all’evoluzione della società, ci sono diversi impianti di allarme e sensori di movimento per tenere sotto controllo i tentativi di furto. Ovviamente non basta per arginare definitivamente il fenomeno, occorre fare prevenzione e, allo stesso tempo, si necessita di pene detentive più esemplari. Spesso, questi soggetti vengono semplicemente denunciati o scontano pochi mesi dietro le sbarre qualora abbiano precedenti. La nostra legislazione attribuisce alla detenzione una funzione soprattutto rieducativa, ma la verità è che chi commette queste tipologie di reati non impara nulla e non viene rieducato, anzi nella maggior parte dei casi ci sarà reiterazione.

Da qui si evidenzia la necessità di partire da una revisione legislativa, finalizzata a inserire queste persone emarginate, in difficoltà e indisciplinate all’interno della comunità, senza lasciarle indietro. Questo non significa che loro sono i buoni e che vanno giustificati, ma puntare il dito è facile, agire affinchè venga compreso il danno recato è più complesso. Non si tratta di persone disturbate, ma di individui che hanno vissuto senza un’adeguata educazione, lasciati a sé senza validi punti di riferimento. Per questo la società non può voltare loro le spalle, come una grande chiesa bisogna accogliere per dare l’opportunità di cambiare.

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Studentessa di psicologia presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", con la passione per la lettura e la scrittura. Amante dei viaggi con un'insaziabile curiosità di conoscere tutto ciò che vale la pena conoscere. Già redattrice per il sito Fonte ufficiale.