cementificazione1Se ne era avuto il sentore, ed era facilmente intuibile, che nelle nostre zone, il cemento la fa da padrone. Sempre più grigio camuffato da colori moderni, ma rimangono comunque, colate di cemento alte nei cieli che tolgono l’aria e la possibilità di guardare all’orizzonte. Un recente studio dell’ISPRA , Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale, su scala nazionale che ha pubblicato lo studio nel rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”, ha confermato le nostre “sensazioni”.
Nei primi 20 comuni Italiani più cementificati, ci sono 11 comuni del nostro hinterland. Il primato è di Casavatore, che ha l’89,3% della superficie occupata da costruzioni, case, capannoni, uffici. Segue Arzano con l’82% e Melito con l’81%. Poi vengono Cardito, Frattaminore, Torre Annunziata, la nostra amata Casoria, Portici, San Giorgio a Cremano, Frattamaggiore e Mugnano. La fotografia scattata all’Italia con questo studio è realmente poco edificante. Il consumo di suolo viaggia ad una velocità assurda, calcolata in 4 metri consumati ogni secondo che fanno 250 Km. quadrati ogni due anni. Aldilà del danno ambientale, visivo, di riduzione degli spazi per vivere una vita normale, tutto ciò sta costando 800 milioni di Euro all’anno per le conseguenze causate dalla trasformazione del terreno. Un problema sicuramente nazionale, ma che vede nei primi posti la nostra triste realtà.

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