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Consiglio su Arpino, parla l’assessore Colurcio

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Marco Colurcio

(Riceviamo e pubblichiamo) – Nell’ultimo Consiglio Comunale c’era all’ordine del giorno la situazione riguardante la casa comunale di Arpino.
Nonostante non fossi tra gli assessori firmatari della manifestazione d’interesse per la concessione dell’immobile comunale di via Benedetto Croce all’Asl per la potenziale istituzione di un ospedale di comunità o di una casa di comunità mi sarebbe piaciuto, avendo ora tra le mie deleghe sia il patrimonio che il decentramento e le periferie, avere l’opportunità insieme ai miei colleghi di Giunta di poter intervenire e rendere edotto il consiglio ed i cittadini presenti provando a ricostruire un quadro di programmazione complesso ed articolato di razionalizzazione degli spazi della frazione di Arpino inserendolo in una visione organica più ampia che avrà un impatto diverso e positivo sulla frazione. Questo non è stato possibile poiché nell’accendersi del dibattito tra i consiglieri di maggioranza e di opposizione si è arrivati ad un punto di scontro su una votazione che ha visto poi conseguentemente l’opposizione abbandonare l’aula senza concedere l’opportunità alla giunta, spesso chiamata in causa proprio nel su citato dibattito, di poter esprimere ed illustrare ciò che si sta mettendo in campo per la tanto martoriata frazione. 
Tornando al tema delle problematiche relative all’edificio comunale di via Benedetto croce bisogna provare a riportare ordine e far chiarezza. A tale scopo è fondamentale ricordare che in un sopralluogo dell’Asl del 16 febbraio 22 si evidenziano una serie di problematiche relative agli impianti e dalle strutture portanti della scala d’ingresso, il 18 dello stesso mese i tecnici del nostro settore Lavori Pubblici evidenziavano che la struttura presentava calcestruzzo ammalorato e ferri di armatura ossidati sia nei pilastri esterni che nella scala interna inoltre nel locale una volta utilizzato dalla polizia locale era presente addirittura un abbassamento del solaio di calpestio. Il dirigente del 7’ settore in una nota ha comunicato che proprio in relazione alla struttura portante dell’edificio sarebbe stato opportuno procedere ad indagini più approfondite sui materiali costituenti ed addirittura ad una verifica di vulnerabilità sismica, cosa che sarà possibile solo dopo l’approvazione del bilancio previsionale visti gli elevati costi, ma sulla base però di quanto finora detto disponeva l’interdizione agli uffici .tutto ciò ha comportato da parte di diversi dirigenti disposizioni di servizio nelle quali il personale veniva dislocato in uffici diversi da quelli di via Benedetto croce. Qui si è aperta una prima fase di confronto politico amministrativa. Abbiamo sottolineato con caparbietà che la frazione non poteva rimanere priva di servizi fondamentali per i cittadini e si è puntato quindi a riportare i servizi demografici e lo stato civile alla cittadella (nei pressi dell’ufficio postale di via nazionale delle Puglie) mentre gli uffici ambiente e patrimonio si allocavano presso l’ufficio tributi in via Ada negri. Questo nell’immediatezza sempre in funzione della visione organica e ridistribuzione degli uffici che avremo quando grazie all’utilizzo di fondi da investire sui beni confiscati alla criminalità potremmo avere maggiori spazi per creare ed allocare anche della frazione ulteriori servizi ai cittadini.Tornando all’edificio di via Benedetto croce ed all’opportunità che la missione 6 del PNRr Che prevede il potenziamento dell’assistenza territoriale per la prevenzione e servizi sanitari sul territorio ci dava per la costituzione di una casa di comunicare un ospedale di comunità abbiamo in un secondo e più approfondito momento di confronto politico colto l’occasione per passare dall’avere l’ennesima struttura fatiscente ed abbandonata nel cuore di Arpino all’occasione di rafforzare e ridisegnare la sanità territoriale realizzando una forte rete di servizi di base quali la casa di comunità o l’ospedale di comunità con l’obiettivo di affidare agli ospedali le esigenze sanitarie acute post acute e riabilitative proprio in quella parte frazione di Arpino dove il commercio e l’assetto del territorio ha bisogno di essere tutelato e rivitalizzato. Con una delibera che altro non fa che manifestare l’interesse circa l’istanza pervenuta a firma del direttore generale dell’Asl Napoli2 nord di realizzare un’importante struttura sanitaria, e che si propone di rinviare ad un apposito successivo atto, qualora la richiesta di finanziamento dell’Asl avesse esito positivo, la definizione del contratto di comodato d’uso non necessariamente sarà vincolata ad un utilizzo gratuito prevedendo l’istituto del comodato anche una modalità modale o oneroso. Questo per sommi capi l’intervento che mi sarebbe piaciuto condividere col consiglio e con i cittadini, ma sono certo che non mancheranno occasioni per poterlo fare nel prossimo futuro
Detto ciò avremmo potuto ampliare il discorso anche tutti gli altri progetti, e non quindi solo idee, inerenti la fazione partendo ad esempio la riqualificazione di via nazionale delle Puglie, quella di via Lepori, e la tanto attesa apertura della seconda isola ecologica, per arrivare a parlare nuovamente di programmazione a breve e medio termine con gli interventi sui beni confiscati alla criminalità insistenti proprio nella frazione di Arpino.tutto ciò, mi preme ribadire, non è una semplice elencazione di sogni ma sono concrete realtà che vengono da anni di silenzioso e costante lavoro di squadra. Altri ancora saranno i motivi e le opportunità per poter dimostrare che questa amministrazione, nonostante tutte le difficoltà, non ha mai distolto lo sguardo da una frazione dimenticata da decenni anche da alcuni di quelli che in questo momento si ergono a paladini del popolo e portatori di interessi di persone che fino a ieri nemmeno consideravano, per fortuna gli atti e la storia restano scritti e vanno ben al di là delle chiacchiere.Tanti ed altre ancora saranno gli investimenti e gli obiettivi raggiunti per Arpino da questa amministrazione che i miei colleghi ognuno per le proprie competenze e capacità avrebbero voluto narrare oggi in consiglio ma che sicuramente avremo occasione di raccontare in luoghi e momenti altrettanto importanti.

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