di Gianni Bianco – Abbiamo assistito poche decine di persone a dire il vero, al Consiglio comunale  post-covid della città di Casoria. La convocazione fissata per le ore 9,00 del 24 giugno 2020, giorno di San Giovanni Battista è stata rispettata, tutti presenti all’appello. E’ il caso di dire, per l’occasione “dove eravamo rimasti”. L’aria in consiglio comunale era quasi surreale, sembrava il ritorno a scuola a settembre per gli alunni. Il confronto nell’aula consiliare non si annunciava dei migliori. La politica casoriana si era fermata prima del flagello alla mozione di sfiducia proposta dai nove consiglieri di opposizione, dal PD al M5s, passando per il centrodestra, in pratica il 75% dell’elettorato casoriano alle amministrative del 2019. Scendere nel dettaglio dei tredici capi, dico tredici, all’ordine del giorno e soprattutto farne una cronaca, significherebbe annoiare i lettori. Ci sono alcune cose comunque su cui riflettere. Dopo gli adempimenti si è passati alla discussione sui debiti fuori bilancio. L’opposizione fa l’opposizione, fa il suo mestiere ma dalla maggioranza si alza forte la voce di Salvatore Iavarone, consigliere di maggioranza della lista di Casoria Viva. Alla votazione del punto nove e del punto dieci, si parlava di debiti fuori bilancio, Iavarone si allontana dall’aula motivando la su scelta con l’impegno mancato di svolgere una relazione su atti da votare che avrebbero comportato la responsabilità contabile dei consiglieri. Sul punto dieci insieme a Iavarone escono dalla sala, per non partecipare al voto, anche la consigliera Luisa Marro ex Campania libera e Nicola Rullo eletto tra le fila di Obiettivo comune. Il vuoto lasciato dai banchi dell’opposizione ha una sua fisiologica motivazione geografica, quello messo in campo da Iavarone, Marro e Rullo, ha un carattere politico, soprattutto se si pensa che non una ma più volte ex amministratori e consiglieri hanno dovuto pagare di tasca propria le “distrazioni” dei dirigenti.

Perché la decisione di abbandonare l’aula per la votazione dei debiti fuori bilancio?
Iavarone risponde: “Si era detto e concordato che si sarebbe effettuato uno screening per stabilire l’entità dei debiti fuori bilancio del comune di Casoria, questo ad ottobre 2019, per poi valutare il tutto. Si continuano a inserire nelle convocazioni dei consigli comunali senza regole, in ordine sparso, ho ritenuto a questo punto uscire dall’aula per evitare di votare e di avallare ancora una volta questa tipo di atteggiamento”.
Immagino saranno state queste le motivazioni che hanno spinto anche Nicola Rullo e Luisa Marro a lasciare l’aula consiliare. Dopo la votazione sul rasoio per la maggioranza dei debiti fuori bilancio si passa alla mozione di sfiducia al presidente del consiglio comunale Andrea Capano. Gli interventi dell’opposizione sono stati chiari, il presidente del consiglio comunale, in sintesi, ha più volte eluso le indicazioni della riunione dei capigruppo. Addirittura le convocazioni sono state inviate, ritirate, riproposte, l’inesperienza ha pesato ma anche il perseverare di questi atteggiamenti ha portato alla decisione, unanime, dei consiglieri di opposizione a firmare la mozione al presidente Capano. Dagli interventi comunque era palese che non ci sarebbero stati i numeri perché la mozione avesse buon fine e la maggioranza sembrava compatta. Riprende la parola Salvatore Iavarone e con un accorato intervento, forte, ricco di contenuti.
L’intervento sulla mozione di sfiducia al presidente Capano ha avuto un taglio politico. Un intervento politico di estrema sofferenza verso l’amministrazione in particolare è così consigliere Iavarone?
“Ho detto chiaro e tondo che la mozione di sfiducia nei confronti di Capano era il momento del confronto politico che manca in città da un anno a questa parte le riunioni in cui si è parlato, deciso ma poi tutto è rimasto così come era. La Giunta, partiamo dai Lavori Pubblici, otto milioni di euro persi dal Piano strategico della città Metropolitana; abbiamo perso i finanziamenti del bando per i beni confiscati alla camorra; fondi per la cultura finanziati dalla Camera di Commercio; i fondi ministeriali per le scuole;. Tutto questo mentre si preannunciava l’imminente dissesto finanziario dell’ente. Parliamo di finanziamenti che dovevano solo essere accompagnati dalla capacità dei dirigenti ma soprattutto dall’impegno degli assessori”.
Ancora adesso riecheggiano le parole verso il Sindaco che ascoltava impassibile l’intervento, gli appelli di Salvatore Iavarone, come quello più importante.
“Ho chiesto al sindaco di scegliere nomi prestigiosi da inserire in giunta, non per senso estetico, ma per salvare la nave che affonda, non credo lo farà, allora vale l’idea che ho espresso e che riguarda una metafora, se la nave non va, cambia i marinai altrimenti la nave affonda. Allora davvero viene da pensare e dire che mentre la nave affonda l’orchestrina continua a suonare come nella scena del film Titanic. Personalmente spero che Raffaele Bene riesca a mettere in campo la politica e non sopravvivere un’altra interminabile estate”.
Questo dichiara Salvatore Iavarone, che certo non sarà spettatore della politica casoriana, saprà esternare i propri pensieri, le proprie idee, cercando di stimolare soprattutto un dibattito su un argomento oggi inesistente nell’assise civica, parlo della politica. Una cosa è avvenuta ed è degna di nota dopo le dodici ore più lunghe della storia politica del primo mandato di Raffaele Bene sindaco. Chiudendo i lavori lui stesso ha dichiarato, durerà dieci anni, quindi altri nove, perché di sicuro vincerà le elezioni tra quattro anni, per la riconferma e durerà fino al 2029. Personalmente, da cronista della città di Casoria devo ricordare a Raffaele Bene, che le conosce bene e ne è stato anche partecipe, le vicende degli ultimi tre sindaci di Casoria: Ferrara, Carfora e Fuccio, attento al fuoco amico che arriverà quando meno se lo aspetterà. In particolare sulla durata deve necessariamente, il Sindaco di Casoria, mettere in campo le iniziative, il futuro di Casoria in particolare, dei suoi cittadini, non può solo dipendere da un’eterna propaganda, una campagna elettorale perpetua. Allora viene da dire che l’unica cosa che ha in mente è restare lì, ad ogni costo e senza nemmeno avere l’umiltà di comprendere che in politica come nella vita, il futuro lo disegniamo con le nostre azioni, le nostre scelte e soprattutto con la nostra coerenza, facendo il bene della propria comunità da Sindaco. Il primo anno è andato e certo non è stato dei migliori, vedremo cosa accadrà a breve e in futuro, intanto pensiamo ai prossimi quattro, è davvero fuori luogo parlare di vincere un campionato quando su settanta partite  si sono perse le prime dodici gare, servirà una grande squadra, speriamo Raffaele Bene se ne accorga e cambi il gioco, con le finte si può superare qualche avversario non necessariamente andare in goal.
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •