Nella serata dell’8 luglio a Casoria è stato ucciso in un agguato, avvenuto in via Castagna, il 18nne Antimo Giarnieri, residente ad Aversa. Sul luogo del delitto sono stati ritrovati 7 colpi calibro 7.65. Il giovane, incensurato, era fratello di Vittorio Giarnieri, legato al clan dei Casalesi e che sta scontando sette anni per estorsione e detenzione illegale di armi e materiali esplodenti”. “A Casoria e in tutta l’area Nord di Napoli la situazione è grave, la criminalità è in continua crescita. Proprio per questo ci stiamo attivato affinché venga costituito un tavolo in Prefettura, occorre che lo Stato faccia sentire forte la propria presenza in questi territori”, è stata la dichiarazione di Salvatore Iavarone, coordinatore di Europa Verde per l’area nord di Napoli.“Un giovano ragazzo che viene ammazzato come un boss è una sconfitta per l’intera società perché vuol dire che sono stati fatti degli errori e ci sono state delle gravi mancanze. Antimo era un ragazzo che su facebook scriveva di avere la guerra in testa, che aveva abbandonato la scuola e voleva seguire la strada di suo fratello, insomma voleva diventare un camorrista. Eppure non si è fatto nulla e lo si è lasciato proseguire sulla strada intrapresa, una strada che porta inevitabilmente alla morte precoce o, se tutto va bene, al carcere. Per questo noi è da tempo che chiediamo un programmo intensivo di rieducazione per i più giovani, un programma che deve vedere la stretta collaborazione tra genitori, forze dell’ordine e assistenti sociali.”- ha proseguito il Consigliere Regionale dei Verdi-Europa verde Francesco Emilio Borrelli”.
Casoria è la prima città alla periferia Nord di Napoli, un territorio che confina con Afragola, Arzano, Casavatore, tre comuni spesso sulle pagine dei giornali per eventi criminali. L’area a nord di Napoli è soprattutto il centro di tutte le arterie su ferro e gomma, attività industriali, commerciali e di centri di servizio di primo livello e non può, non deve, la politica abdicare. La morte di un uomo è un atto orribile se giovane terribile e il problema va combattuto alla radice, dalla famiglia sul piano sociale, la scuola su quello educativo. Le imminenti elezioni regionali sembrano essere solo la lotta all’ultimo voto e non un confronto sui problemi, sui drammi e spesso si scopre un legame stretto tra politica e delinquenza organizzata, come avviene in molti comuni, proprio dell’area a nord di Napoli. Speriamo non passi inosservato quest’ultimo atto criminale. Nel luogo dove è avvenuto l’omicidio, tanti ragazzi vivono la  vita sociale. Il dovere della politica è di rendere sicura la loro già difficile adolescenza.

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