Il Presidente della Commissione Trasparenza del Consiglio Comunale, Domenico Palmieri, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Oggi è stata emessa la sentenza n. 4 della Corte Costituzionale la quale doveva pronunciarsi sulla costituzionalità di alcune norme di vitale interesse per il Comune di Napoli.

Ricordiamo infatti che Il Comune, in base all’ultima riformulazione del Piano di Riequilibrio approvato nell’ambito della procedura di pre-dissesto, aveva quantificato il deficit in circa 1.700 milioni. Tuttavia la Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti aveva fatto salire il disavanzo a circa 2.400 milioni. La stessa Corte dei Conti campana aveva poi bocciato anche le contromisure adottate dal Comune; in particolare su un punto, ovvero l’errato inserimento in bilancio delle anticipazioni di liquidità ricevute dal comune negli anni scorsi che, secondo i magistrati contabili, ha determinato una illegittima espansione delle capacità di spesa per un importo di 1.140 milioni di euro. Come si ricorderà, in base a tali contestazioni la Corte impose al comune anche il blocco della spesa non obbligatoria. Il ricorso del Comune di Napoli avverso la delibera della Sezione di Controllo è stato discusso il 21 novembre 2018 dinanzi alle Sezioni Riunite della Corte dei Conti le quali hanno sospeso l’efficacia della delibera in quanto è stata sollevata questione di legittimità costituzionale delle norme in base alle quali si era potuto procedere alla contestata contabilizzazione delle anticipazioni di liquidità; per effetto della sospensione della delibera è stato pertanto rimosso il blocco della spesa non obbligatoria e quindi il Comune ha potuto spendere liberamente per l’intero 2019.

Alla fine del 2018, l’assessore al Bilancio Panini affermò – con eccessiva superficialità, a mio modo di vedere – che la Corte dei Conti di Roma aveva accolto le ragioni del Comune, e invece le gravi criticità rilevate restavano tutte pendenti in attesa del giudizio della Corte Costituzionale, la quale oggi si è pronunciata riattivando la delibera 107 della Corte dei Conti della Campania che, come abbiamo visto, bocciava su tutto il fronte l’attuazione del Piano di Riequilibrio del Comune di Napoli.

Questa sentenza, com’è evidente, farà sollevare, tutta in una volta purtroppo, la polvere che l’amministrazione de Magistris ha nascosto per anni sotto il tappeto dei conti comunali, aggravando ulteriormente la gestione di bilancio e le difficoltà, già drammatiche, nell’erogazione dei servizi ai cittadini. Torna di attualità anche la possibile dichiarazione di dissesto finanziario, sebbene ormai la questione interessi esclusivamente gli amministratori comunali in quanto per i napoletani non cambierebbe nulla rispetto all’attuale situazione già disastrosa, con tasse al massimo e servizi pubblici – dai trasporti ai rifiuti alla manutenzione urbana – inesistenti.”

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