spazio-compitiCon la ripresa dell’anno scolastico, genitori e bimbi si ritrovano alle prese con un argomento che spesso genera difficoltà e domande circa le migliori modalità per essere affrontato: i compiti da svolgere a casa! Argomento che spesso incontra tesi contrastanti, ma di cui non si può negare l’utilità e la necessità di esser vissuto come momento di crescita, motivazione, e soprattutto scoperta. I compiti a casa sono infatti  utili ai bambini e alla loro crescita poiché lo spronano al confronto con una nuova dimensione, oltre quella del gioco, e cioè la dimensione del dovere. Definiscono inoltre la capacità di organizzazione, contribuendo ad un adeguato sviluppo dell’autonomia. Certo, non è facile ‘convincere’ un bambino che i compiti sono utili ma altrettanto inutile è l’ostinazione a volerli presentare come un qualcosa di divertente.  I compiti rappresentano il primo approccio dei bimbi col  dovere e sono per loro quindi noiosi a prescindere. Inutile confondere le loro idee, e fomentare gratuite forme di stress. Più utile sicuramente comprendere quali possano essere le buone abitudini a cui avvicinare i bambini, con accorgimenti semplici e senza troppa trascendenza. Fondamentale, non lasciare al caso lo spazio di tempo dedicato ai compiti. Per i bambini è importante l’organizzazione per, aiutare i piccoli scolari ad a imparare ad autoregolarsi. Anche il luogo dove fare i compiti deve favorire la concentrazione dei bambini. Quindi, se i compiti vengono fatti nella cameretta, la stanza deve essere in ordine e soprattutto lo deve essere la scrivania.  Importante ricordare che rimproveri e urla servono soltanto a stressare il bambino e a minare la fiducia nelle sue capacità. I bimbi attraversano un viaggio verso mete a loro ancora sconosciute, che sono quelle dei saperi. Non pretendiamo che abbiano la nostra stessa facilità di approccio verso concetti che tra l’altro sono  per noi già noti, ma cerchiamo di accomodarli verso la comprensione evidenziando i primi risultati positivi. E soprattutto ricordiamo che aiutare non vuol dire sostituirsi al bimbo nello svolgimento di un compito, piuttosto impariamo a rispettare i diversi ritmi di ogni bambino, esattamente come quelli di ognuno di noi. Aiutiamo quindi i nostri figli a vivere il percorso scolastico come un’esperienza di cui essere protagonisti, incoraggiandoli, ed essendo loro complici nella scoperta, ricordando che sostituirsi al loro apprendere non li aiuta poiché saranno loro in autonomia a tornare sui banchi e relazionarsi coi pari e con i saperi stessi. E se il bimbo mostra una reale opposizione, teniamo conto che spesso il carico di lavoro assegnato può davvero essere troppo pesante e che non sempre le scelte didattiche sono consone per ogni alunno. Evitiamo quindi un aumento delle frustrazioni ed armiamoci di pazienza, pena il rischio di una reale opposizione verso la scuola che tenderà a sedimentarsi nel tempo.

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