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Commercianti denunciano e fanno arrestare finanziere infedele ad Arpino.

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Un maresciallo della Guardia di Finanza – F.M. – in servizio presso il Comando di Portici è stato arrestato per concussione dai suoi stessi colleghi del Nucleo Anticorruzione, su Ordinanza del Gip Vera Iaselli, specializzato per i reati della pubblica amministrazione, al termine di un’indagine durata due anni coordinata dalla Procura Napoli Nord. L’indagine è partita dalla denuncia di alcuni commercianti di Arpino che si erano imbattuti nei “controlli” del finanziere che negli ultimi anni si era specializzato nel taglieggiare i commercianti per ammorbidire controlli fiscali, spesso su attività che erano anche completamente in regola, paventando spesso sanzioni ingiustificate o addirittura inesistenti.Tra le sue vittime preferite alcuni negozi gestiti da cinesi che secondo le intercettazioni raccolte dagli inquirenti erano scelti perché “essendo extracomunitari pagavano senza fare troppe storie”. Ma sono state diverse decine le attività commerciali ed i piccoli artigiani, tutte di Arpino dove lo stesso finanziere abita, presso i quali il maresciallo si recava per controlli per poi successivamente far scattare la sua collaudata trappola estorsiva che negli anni gli ha portato soldi e costosi oggetti da collezione.    Il sistema era stato messo in piedi grazie ad un complice – V.C. – anch’egli di Arpino che sfruttando la sua attività lavorativa di idraulico si portava presso i negozi “visitati” dal finanziere paventando la possibilità di aggiustare i controlli dietro lauti compensi in denaro o in oggetti, era lui stesso poi che si occupava di incassare ciò che era stato estorto. Anche per l’ariete è scattato un ordine di cattura che sarà presto eseguito perché sembra che lo stesso si trovi attualmente in Polonia e nel caso non dovesse rientrare in Italia si paventa per lui l’emissione di un ordine di cattura internazionale. Il maresciallo corrotto è stato immediatamente sospeso dal servizio e per lui sono scattate le accuse anche di falso, contrabbando e calunnia. Nel corso delle indagini è emerso infatti che lo stesso finanziere, sfruttando spesso la sua veste istituzionale, in piena pandemia si era messo a trattare mascherine, guanti, tute e gel igienizzanti che poi rivendeva a prezzi maggiorati nel periodo in cui questi erano introvabili. “In concomitanza della grave emergenza epidemiologica – si legge nell’Ordinanza – il maresciallo, approfittando della sua qualità, non disdegna di materiali a prezzi di gran lunga superiori a quelli normali di mercato, in pieno contrasto con la sua funzione, per la quale ha mostrato di non avere alcun rispetto e di non meritarla”. L’indagine ha dimostrato anche la completa estraneità ai reati di diversi colleghi del maresciallo che partecipavano inconsapevoli ai controlli senza sapere che poi – V.C. – sarebbe andato ad estorcere denaro. L’arresto del finanziere infedele e del suo complice criminale è stato accolto con un sospiro di sollievo dai commercianti di Arpino, nel quartiere serpeggiava da tempo la notizia che i due si erano specializzati in questa attività e per molti la “visita” dei finanzieri per controlli fiscali era una spada di damocle perché avrebbe significato l’inizio di un incubo.    Merito e sostegno va espresso ai commercianti ed artigiani che hanno denunciato. La loro azione, il loro coraggio, dimostra che solo attraverso la completa fiducia nello Stato e nelle sue istituzioni anche le azioni criminali più difficili da contrastare possono essere fermate ed i responsabili assicurati alla giustizia.