Un negozio, una bottega ai confini con Casavatore avrebbe subìto un grave furto; trattasi di un’attività conosciuta e ben avviata proprio ai confini di fronte a un rinomato centro commerciale.

Secondo quanto denunciato da facebook, il titolare sarebbe stato derubato in piena notte. Solo al mattino ci si è accorti della sorpresa amara, nonostante la bottega fosse piena di prelibatezze, di quanto mancasse in negozio, della stima dei danni subìti e dei sacrifici vanificati in poche ore.

Come detto, il fatto è stato subito reso noto attraverso i social: gli stessi titolari, troppo delusi da quanto accaduto, hanno voluto raccontare la loro storia, la passione che li ha spinti ad aprire l’attività nel cuore del nostro comune e di come in brevissimo tempo quel sogno tanto inseguito, si è tramutato in un incubo.

“Oltre il danno economico, ho subìto un danno morale a tal punto da pensare di mollare. Io sono originario di una città simile a Napoli, Palermo. Le accomunano sia i pregi che i difetti… Ogni giorno abbiamo la fortuna di svegliarci con il mare, il sole e l’allegria che contraddistingue la nostra gente. Però non mancano gli aspetti negativi tra cui la delinquenza. Nonostante ciò, ho voluto credere in queste due meravigliose città, che ogni giorno cerco di onorare portando bontà, ricevendo amore da tutti voi! Questo atto non ci fermerà, anzi siamo ancor più determinati a sollevare l’onore delle nostre due città! Ringrazio Napoli per avermi adottato e a coloro che hanno commesso questo atto ignobile voglio dire: non provo odio o rancore verso di voi, ma ricordate che nella vita occorre fare dei SACRIFICI, quelli che noi persone perbene DEL SUD facciamo quotidianamente migliorando non solo il meridione, ma tutta ITALIA, dimostrando che tutto ciò è possibile farlo legalmente e con onestà!”, queste sono state le parole di un commerciante ferito, ma che non ha perso la voglia di continuare a lottare e a servire una clientela sempre fedele.

“In barba” a chi voleva sconfiggere la volontà di ferro di un fiero uomo del sud, il negozio è rimasto comunque aperto.

Allo scopo, ha detto un cittadino sempre tramite facebook: “In una Casoria soffocata dalla criminalità che mette bombe ai commercianti ed intimidisce, dal disagio urbanistico che fa sprofondare strade e dimenticare centri storici di valore, dalla distrazione istituzionale che la relega nell’hinterland di serie b. Non so cosa dire a Giuseppe. Perché oggi lui ha detto molto di più a tutti noi”.

Casoria purtroppo, oggi più di prima, continua a essere il territorio di nessuno. Pochi controlli, carenza di un adeguato sistema di videosorveglianza, menefreghismo, negligenza, terrore, rappresentano quel mix di “ingredienti” che hanno portato al “ribasso” del comune.

Oggi più di ieri si teme per il futuro e su cosa si potrà mai fare per limitare al massimo misfatti simili. La domanda dunque è: quali misure potranno mai essere adottate per impedire altri fatti del genere? Al momento, resta tutto un fitto mistero.

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