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Come è cambiata la politica, intervista a Francesco Polizio

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L’ANALISI DELL’ AVV. POLIZIO: ‘I GIOVANI DEVONO SCENDERE IN CAMPO…’

Intervistato da Il giornale di Casoria, l’avv. Francesco Polizio si è raccontato a tutto tondo, partendo dalle radici della passione verso il mondo della politica, una costante nella sua vita, fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui, nonostante la sua apparente assenza dallo scenario politico, osserva in maniera analitica e critica la gestione amministrativa di Casoria.

Ci racconti la sua carriera politica, a partire dagli anni profondi della prima repubblica, ad oggi.

‘Posso affermare che la politica sia entrata nella mia vita già a partire dagli anni del liceo, poi ho avuto un percorso ‘’facilitato’’ anche per via delle presenze politiche di mio fratello, Stanislao, esponente della DC (direttivo n.d.r) e di mio padre, all’epoca assessore all’acquedotto del comune di Casoria. Ho maturato dunque questa passione mediante azioni di militanza, parliamo di proteste, di manifestazioni in piazza… L’attività politica vera e propria è iniziata nelle giovanili della Democrazia Cristiana e, proprio durante una delle prime competizioni giovanili che si svolsero sul territorio, scesi in campo, mi candidai e ottenni il primo dei successi elettorali. Ovviamente fui supportato in primis dalla famiglia, ma anche da tanti giovani e, alcuni di questi, ancora oggi ricoprono dei ruoli all’interno della macchina comunale. Mi fu chiesto in quegli anni di passare da consigliere ad assessore, tuttavia rinunciai a quest’ultimo poiché ero alla ricerca di una posizione ‘politica’ e non amministrativa, tanto che divenni capogruppo della D.C all’interno del consiglio comunale. Da quella prima nomina, iniziò la mia ascesa politica, divenni in poco tempo anche dirigente politico provinciale (della D.C), e credo che in quegli anni avvenne la mia completa formazione politica.’

Molti lettori sicuramente si aspetteranno questa particolare domanda: passando alla ‘substantia’ del suo operato politico a Casoria, cosa ha fatto per la città e cosa no? In quest’ultimo caso ci racconti anche quali sono stati i motivi per cui non è riuscito.

‘Diciamo che il vertice del mio operato per questa città è stato esserne il Sindaco. Divenni primo cittadino di Casoria in un momento disastroso, da un punto di vista economico-finanziario le casse comunali mostravano conti in rosso, a causa della cattiva gestione della Sinistra. La mia candidatura fu un azzardo, una grande sfida contro tutti e tutto, anche alcuni che mi supportavano, avevano il desiderio di bruciare la mia carriera politica. Posso affermare che gli anni da Sindaco sono stati essenziali per il mio background politico, ebbi l’opportunità di confrontarmi con i guai economici e amministrativi che ereditai dalle amministrazioni precedenti. Erano anni diversi, avvenivano assunzioni illecite, operazioni ad oggi improponibili legalmente e quindi la prima azione necessaria che dovetti eseguire fu proprio quella di sistemare la situazione interna alla macchina comunale. Successivamente, nei 3 anni in cui ricoprii la carica di Sindaco avviammo la realizzazione di ‘grandi opere’, parliamo di servizi essenziali, ossia la realizzazione di reti fognarie e, in particolare, degli importantissimi collettori per la raccolta delle acque piovane e fognarie. Comunque, non ci limitammo ‘solo’ a questo; pur perimetrati dalle scarse risorse nelle casse comunali, riuscimmo a realizzare: le ville comunali (a Casoria e nella frazione di Arpino n.d.r.), la caserma dei carabinieri, la pretura, l’azienda sanitaria locale che non costò una lira al Comune, ma fu messa in piedi grazie ai finanziamenti provenienti dalla Regione Campania e, infine riuscimmo a progettare un’impalcatura per l’edilizia scolastica, parliamo dunque di circa 100 nuove aule…’

E cosa ci dice riguardo l’edilizia sfrenata, quasi selvaggia potremmo definirla, di quegli anni? 

‘In realtà l’edilizia selvaggia noi la bloccammo, fu un fenomeno attivo negli anni antecedenti la mia candidatura, basti pensare che nell’agosto del 1968 il Presidente socialista della commissione all’edilizia, rilasciò ben 360 licenze edilizie. Innescarono dubito dopo una crisi, consci che la sinistra al governo non avrebbe aggredito tale scelta, ‘gravida’ per la città di Casoria, la quale, proprio per questi motivi è cresciuta in maniera disorganizzata. Un ulteriore ondata edilizia fu franta proprio da noi negli anni successivi. Tengo a sottolineare che durante il mio mandato da sindaco, dovemmo intervenire su un grosso problema che fu il crollo del rione ‘San Benedetto’. In ogni caso, posso tranquillamente affermare che il mio ruolo di assessore regionale è stato fondamentale poiché, grazie a questo sono riuscito ad ottenere dei fondi utili per Casoria che a quell’epoca non godeva di buone risorse economico-finanziarie. Diciamo che la situazione paradossalmente è simile a quella di oggi, il problema è che, per strappare i fondi per portare a casa gli obiettivi, non facendo ricorso alle casse comunali vuote, occorre una classe dirigente politica e amministrativa che si mostri capace di interloquire con la politica regionale e nazionale, impegno che ad oggi non ci è stato ancora dimostrato.’

Oltre mezzo secolo di politica attiva, cosa la spinge a non lasciare il campo?              

‘Da qualche tempo osservo la politica in modo più distaccato, considerato che nessuno in famiglia, per ragioni complicate da spiegare, ha scelto di continuare l’attività politica. In ogni caso continuo a fare politica, mediante il periodico ‘Nuova dimensione’, attraverso contatti con amministratori nel tentativo di dare ancora qualche contributo, che però, molto spesso non viene raccolto per ragioni incomprensibili. ‘

Che prospettiva ha di Casoria dei prossimi anni?

‘A Casoria dopo ben 20 anni di cattiva politica, di cattiva gestione che ha portato a disastri amministrativi e finanziari, occorre il recupero della politica, della classe dirigente, al momento assente e, infine un personale politico, amministrativo e burocratico all’altezza delle prossime sfide. Se non si prenderà la strada giusta e, se non si sarà capaci di conquistare i fondi necessari non si faranno passi in avanti. Al momento vedo che nessuno propone un’idea di Casoria.’   

Alla fine di una lunga intervista, una domanda d’obbligo è proprio sui giovani:

‘Non da politico, ma da saggio, crede che per Casoria ci sarà spazio per i giovani per fare politica attiva a Casoria?’

‘Casoria ha assolutamente bisogno di una nuova classe dirigente, politica, amministrativa e burocratica, è il momento dunque di cambiare i volti, i giovani devono scendere in campo e, con l’aiuto di chi ha ancora le forze e soprattutto le capacità devono cambiare la città. Stesso discorso dunque anche per le nuove assunzioni: fin quando si favoriranno parenti affini, non ci sarà mai spazio per gli altri. La sfida che ho sempre vinto con me stesso è stata quella di non far assumere un Polizio nella macchina comunale, ho sempre creduto di dover dare una corretta immagine meritocratica. Bisogna necessariamente cambiare registro.’

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Studente del quinto anno del liceo scientifico, è membro della ‘Commissione osservatori Esteri’ del C.N.G. Tra le sue passioni, oltre quella del giornalismo, mezzo ad altissimo impatto mediatico e sociale, vi è la lettura e un forte attivismo politico.