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Come andare in pensione nel 2021: requisiti e opzioni.

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a cura del Centro Servizi Arpino Guida ai requisiti necessari nel 2021 per andare in pensione di vecchiaia e pensione anticipata in base alle opzioni previste dalla normativa vigente.

Siamo in prossimità delle ferie estive e l’argomento delle regole di come andare in pensione, in questo contesto di pandemia, è molto sentito. Di seguito alcune precisazioni sullo scenario attuale:

Siamo in prossimità delle ferie estive e l’argomento delle regole di come andare in pensione, in questo contesto di pandemia, è molto sentito. Di seguito alcune precisazioni sullo scenario attuale:

Riforma pensioni, come superare la Quota 100

Tra crisi del lavoro causata dal Coronavirus e riforma pensioni ancora in alto mare, chi è relativamente prossimo al pensionamento si interroga su quali siano le strade percorribili per arrivare all’agognata pensione il prima possibile, sia a livello di tempistiche (quando) che di assegno previdenziale (con quale importo). Gli ultimi “fortunati” sono stati i cosiddetti centisti, ossia coloro che sono riusciti ad agganciare la Quota 100, ormai alle ultime battute. Per effetto di questa formula agevolata,  nei primi sei mesi dell’anno, la decorrenza media delle nuove pensioni anticipate è scattata a 62,6 anni per i dipendenti pubblici e a 61,3 anni per quelli privati. Una chimera per chi maturerà i requisiti con le regole vigenti da gennaio 2022, quando si torna ai requisiti Fornero.

Gli ultimi a poter godere di un maggior numero di formule agevolate, per il momento, sono coloro che maturano i requisiti nell’anno in corso, quando ancora si applicano sia Quota 100 sia APE Sociale, e quando sono ancora in vigore le dilazioni di un anno per l’Opzione Donna. Vediamo dunque, allo stato attuale, quale sono le alternative possibili per andare in pensione nel 2021, caso per caso, e con quanto contributi minimi ci si può ritirare.

Assegno previdenziale 2021

Partiamo con il dire che le pensioni decorrenti dal 1° gennaio 2021 sono state caratterizzate da un assegno più basso per via della revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo, che sono passati:

•          da 4,20% in corrispondenza dei 57 anni a 4,186% (-0,33% circa);

•          da 6,513% in corrispondenza dei 71 anni al 6,466% (-0,7216% circa).

Adeguamento alle speranze di vita 2021

Per il biennio 2021-2022 non è invece previsto alcun adeguamento dell’età pensionabile con le speranze di vita. Questo significa che per il momento i requisiti richiesti per andare in pensione non subiranno delle modifiche. Poi dal 2023 ci dovrebbe essere un innalzamento legato alle rilevazioni ISTAT, ma per le pensioni anticipate (ex pensioni di anzianità ante Legge Fornero, il blocco è fino al 2026).

Pensione di vecchiaia 2021

Nel 2021 si può accedere alla pensione di vecchiaia con:

•          67 anni di età e almeno 20 anni di contributi per la generalità dei lavoratori;

•          66 anni e 7 mesi di età per gli addetti alle mansioni gravose;

•          5 anni di contributi a patto di aver compiuto i 71 anni di età per chi rientra interamente nel regime contributivo.

Come requisito ulteriore per accedere alla pensione di vecchiaia 2021, a chi rientra nel sistema misto viene richiesto di aver maturato alla data di richiesta del pensionamento un assegno previdenziale pari almeno a 1,5 volte l’assegno sociale.

Pensione anticipata 2021

Rimane in vigore per il 2021 la possibilità di andare in pensione anticipata a patto di soddisfare determinati requisiti. Si tratta di un’opzione vincolata non all’età anagrafica, ma agli anni contributivi. In dettaglio, per la pensione anticipata nel 2021 sono richiesti:

•          42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;

•          41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

L’adeguamento degli anni contributivi alle speranze di vita è stato bloccato dal decreto 4/2019, che però ha introdotto una finestra mobile di tre mesi per poter effettivamente andare in pensione anticipata.

Pensione anticipata contributiva 2021

Chi rientra nel sistema interamente contributivo ha un’opzione di pensione anticipata in più e può ritirarsi dal lavoro con 64 anni di età e 20 anni di contributi, a patto di aver maturato un assegno previdenziale di importo pari o superiore a 2,8 volte l’assegno sociale(comma 11, articolo 24, dl 201/2011). Rientrano nel sistema contributivo i lavoratori che rientrano in una delle seguenti categorie:

•          privi di anzianità contributiva al 1° gennaio 1996;

•          con anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, purché abbiano anche 15 anni di contribuzione versata, di cui 5 successivi al 1995.

Pensione anticipata precoci 2021

Ai cosiddetti lavoratori precoci – coloro che prima dei 19 anni di età avevano già maturato almeno 12 mesi di contributi – viene concessa un’ulteriore opzione: andare in pensione anticipata con soli 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica (Quota 41). Requisito valido sia per uomini che per donne, che si aggiunge a quello di rientrare in una delle categorie tutelate. Si tratta in particolare di quattro categorie di lavoratori:

1.         disoccupati a causa di un licenziamento individuale o collettivo, per giusta causa o risoluzione consensuale, che abbiano terminato da almeno 3 mesi, la fruizione della NASPI o altra indennità spettante;

2.         caregiver o lavoratori dipendenti ed autonomi che al momento della domanda, assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi della legge 104;

3.         invalidi civili almeno al 74% dipendenti o autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa;

4.         addetti a mansioni usuranti o gravose svolte per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa (sono specificate dalla legge 67/2011).

L’assegno viene calcolato con il sistema misto e la decorrenza del trattamento scatta trascorsi tre mesi (finestra mobile).

Pensione anticipata usuranti 2021

Per gli impiegati in lavori usuranti elencati nel decreto legislativo n. 67/2011 svolti per almeno la metà della vita lavorativa, o per almeno sette anni negli ultimi dieci, è prevista la possibilità di andare in pensione anticipata con la cosiddetta quota 97,6 che prevede: almeno 61 anni 7 mesi di età; almeno 35 anni di contributi.

Quota 100 2021

La Quota 100 introdotta dal Decreto 4/2019 resta in vigore fino al 31 dicembre 2021. Un’opzione che consente di andare in pensione qualora la somma tra età anagrafica e contributi sia pari a 100, a patto però di essere in possesso dei seguenti requisiti: età anagrafica pari almeno a 62 anni; anzianità contributiva pari almeno a 38 anni di contributi, di cui almeno 35 effettivamente versati). Prevista sempre una finestra mobile di tre mesi per l’accesso effettivo alla pensione.

APe Sociale 2021

L’Ape Sociale è stata prorogata per il solo 2021. Si pensava di allargare la platea dell’APe Sociale a lavoratori esclusi, come i disoccupati che non hanno diritto alla NASpI e i lavoratori fragili rispetto al rischio Covid. Ma la Manovra 2021 non ha previsto nè questa né altre novità sull’anticipo pensionistico a carico pubblico. Si tratta, lo ricordiamo, del trattamento finanziato dallo Stato che consente di accedere alla pensione anticipata a costo zero ed è riservato, fino al conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia, a specifiche categorie di lavoratori caratterizzati da condizioni di disagio, a patto che:

•          manchino solo 3 anni e 7 mesi al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia;

•          si abbiano almeno 63 anni di età;

•          si siano maturati almeno 30/36 anni di contributi a seconda dei casi, con un bonus di un anno per ciascun figlio (massimo 2) per le lavoratrici.

Opzione Donna 2021

Per il 2021 è stata estesa l’Opzione Donna con la possibilità di allargare di un anno la platea delle beneficiarie: ricordiamo che questa opzione permette alle lavoratrici di ritirarsi con 58 anni di età (59 se autonome) e 35 di contributi a patto di accettare un assegno previdenziale calcolato con il solo criterio contributivo. Il requisito deve essere maturato entro il 31 dicembre 2020. La finestra mobile in questo caso è di 12 mesi (18 per le autonome), dopo i quali si riceve il primo assegno pensionistico (calcolato interamente con il sistema contributivo, quindi con una eventuale penalizzazione sulla quota retributiva).

Nona Salvagurdia Esodati

Siamo in prossimità delle ferie estive e l’argomento delle regole di come andare in pensione, in questo contesto di pandemia, è molto sentito. Di seguito alcune precisazioni sullo scenario attuale:

Riforma pensioni, come superare la Quota 100

Tra crisi del lavoro causata dal Coronavirus e riforma pensioni ancora in alto mare, chi è relativamente prossimo al pensionamento si interroga su quali siano le strade percorribili per arrivare all’agognata pensione il prima possibile, sia a livello di tempistiche (quando) che di assegno previdenziale (con quale importo). Gli ultimi “fortunati” sono stati i cosiddetti centisti, ossia coloro che sono riusciti ad agganciare la Quota 100, ormai alle ultime battute. Per effetto di questa formula agevolata,  nei primi sei mesi dell’anno, la decorrenza media delle nuove pensioni anticipate è scattata a 62,6 anni per i dipendenti pubblici e a 61,3 anni per quelli privati. Una chimera per chi maturerà i requisiti con le regole vigenti da gennaio 2022, quando si torna ai requisiti Fornero.

Gli ultimi a poter godere di un maggior numero di formule agevolate, per il momento, sono coloro che maturano i requisiti nell’anno in corso, quando ancora si applicano sia Quota 100 sia APE Sociale, e quando sono ancora in vigore le dilazioni di un anno per l’Opzione Donna. Vediamo dunque, allo stato attuale, quale sono le alternative possibili per andare in pensione nel 2021, caso per caso, e con quanto contributi minimi ci si può ritirare.

Assegno previdenziale 2021

Partiamo con il dire che le pensioni decorrenti dal 1° gennaio 2021 sono state caratterizzate da un assegno più basso per via della revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo, che sono passati:

•          da 4,20% in corrispondenza dei 57 anni a 4,186% (-0,33% circa);

•          da 6,513% in corrispondenza dei 71 anni al 6,466% (-0,7216% circa).

Adeguamento alle speranze di vita 2021

Per il biennio 2021-2022 non è invece previsto alcun adeguamento dell’età pensionabile con le speranze di vita. Questo significa che per il momento i requisiti richiesti per andare in pensione non subiranno delle modifiche. Poi dal 2023 ci dovrebbe essere un innalzamento legato alle rilevazioni ISTAT, ma per le pensioni anticipate (ex pensioni di anzianità ante Legge Fornero, il blocco è fino al 2026).

Pensione di vecchiaia 2021

Nel 2021 si può accedere alla pensione di vecchiaia con:

•          67 anni di età e almeno 20 anni di contributi per la generalità dei lavoratori;

•          66 anni e 7 mesi di età per gli addetti alle mansioni gravose;

•          5 anni di contributi a patto di aver compiuto i 71 anni di età per chi rientra interamente nel regime contributivo.

Come requisito ulteriore per accedere alla pensione di vecchiaia 2021, a chi rientra nel sistema misto viene richiesto di aver maturato alla data di richiesta del pensionamento un assegno previdenziale pari almeno a 1,5 volte l’assegno sociale.

Pensione anticipata 2021

Rimane in vigore per il 2021 la possibilità di andare in pensione anticipata a patto di soddisfare determinati requisiti. Si tratta di un’opzione vincolata non all’età anagrafica, ma agli anni contributivi. In dettaglio, per la pensione anticipata nel 2021 sono richiesti:

•          42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;

•          41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

L’adeguamento degli anni contributivi alle speranze di vita è stato bloccato dal decreto 4/2019, che però ha introdotto una finestra mobile di tre mesi per poter effettivamente andare in pensione anticipata.

Pensione anticipata contributiva 2021

Chi rientra nel sistema interamente contributivo ha un’opzione di pensione anticipata in più e può ritirarsi dal lavoro con 64 anni di età e 20 anni di contributi, a patto di aver maturato un assegno previdenziale di importo pari o superiore a 2,8 volte l’assegno sociale(comma 11, articolo 24, dl 201/2011). Rientrano nel sistema contributivo i lavoratori che rientrano in una delle seguenti categorie:

•          privi di anzianità contributiva al 1° gennaio 1996;

•          con anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, purché abbiano anche 15 anni di contribuzione versata, di cui 5 successivi al 1995.

Pensione anticipata precoci 2021

Ai cosiddetti lavoratori precoci – coloro che prima dei 19 anni di età avevano già maturato almeno 12 mesi di contributi – viene concessa un’ulteriore opzione: andare in pensione anticipata con soli 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica (Quota 41). Requisito valido sia per uomini che per donne, che si aggiunge a quello di rientrare in una delle categorie tutelate. Si tratta in particolare di quattro categorie di lavoratori:

1.         disoccupati a causa di un licenziamento individuale o collettivo, per giusta causa o risoluzione consensuale, che abbiano terminato da almeno 3 mesi, la fruizione della NASPI o altra indennità spettante;

2.         caregiver o lavoratori dipendenti ed autonomi che al momento della domanda, assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi della legge 104;

3.         invalidi civili almeno al 74% dipendenti o autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa;

4.         addetti a mansioni usuranti o gravose svolte per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa (sono specificate dalla legge 67/2011).

L’assegno viene calcolato con il sistema misto e la decorrenza del trattamento scatta trascorsi tre mesi (finestra mobile).

Pensione anticipata usuranti 2021

Per gli impiegati in lavori usuranti elencati nel decreto legislativo n. 67/2011 svolti per almeno la metà della vita lavorativa, o per almeno sette anni negli ultimi dieci, è prevista la possibilità di andare in pensione anticipata con la cosiddetta quota 97,6 che prevede: almeno 61 anni 7 mesi di età; almeno 35 anni di contributi.

Quota 100 2021

La Quota 100 introdotta dal Decreto 4/2019 resta in vigore fino al 31 dicembre 2021. Un’opzione che consente di andare in pensione qualora la somma tra età anagrafica e contributi sia pari a 100, a patto però di essere in possesso dei seguenti requisiti: età anagrafica pari almeno a 62 anni; anzianità contributiva pari almeno a 38 anni di contributi, di cui almeno 35 effettivamente versati). Prevista sempre una finestra mobile di tre mesi per l’accesso effettivo alla pensione.

APe Sociale 2021

L’Ape Sociale è stata prorogata per il solo 2021. Si pensava di allargare la platea dell’APe Sociale a lavoratori esclusi, come i disoccupati che non hanno diritto alla NASpI e i lavoratori fragili rispetto al rischio Covid. Ma la Manovra 2021 non ha previsto nè questa né altre novità sull’anticipo pensionistico a carico pubblico. Si tratta, lo ricordiamo, del trattamento finanziato dallo Stato che consente di accedere alla pensione anticipata a costo zero ed è riservato, fino al conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia, a specifiche categorie di lavoratori caratterizzati da condizioni di disagio, a patto che:

•          manchino solo 3 anni e 7 mesi al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia;

•          si abbiano almeno 63 anni di età;

•          si siano maturati almeno 30/36 anni di contributi a seconda dei casi, con un bonus di un anno per ciascun figlio (massimo 2) per le lavoratrici.

Opzione Donna 2021

Per il 2021 è stata estesa l’Opzione Donna con la possibilità di allargare di un anno la platea delle beneficiarie: ricordiamo che questa opzione permette alle lavoratrici di ritirarsi con 58 anni di età (59 se autonome) e 35 di contributi a patto di accettare un assegno previdenziale calcolato con il solo criterio contributivo. Il requisito deve essere maturato entro il 31 dicembre 2020. La finestra mobile in questo caso è di 12 mesi (18 per le autonome), dopo i quali si riceve il primo assegno pensionistico (calcolato interamente con il sistema contributivo, quindi con una eventuale penalizzazione sulla quota retributiva).

Nona Salvagurdia Esodati

La Legge di Stabilità 2021 ha previsto una nona salvaguardia esodati per un numero limitato di soggetti beneficiari. Il riferimento normativo è il comma 346 della Manovra (legge 178/2020), che elenca le categorie di lavoratori ammessi. La domanda, tramite procedura INPS e nei casi richiesti anche tramite comunicazione all’INL, va presentata entro il 2 marzo 2021.

Fonte foto: businessonline.it

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