12000079_10208094482709216_983316716_nCiò che viene svuotato dal tempo, è rivalutato dalla musica. Una canzone, una traccia melodica, riporta le vie del cuore lungo quelle della memoria e spesso induce all’autoanalisi finendo per mettere a posto tutto.

Il rock, l’amore per l’esibizione live tra la gente, è la passione più grande di Ricki Rendazzo, interpretata da Meryl Streep, donna vicina alla terza età che seppur lentamente, arriva a una graduale ma duratura presa di consapevolezza nel film ‘Dove eravamo rimasti’.

Fin troppo sopra le righe con i suoi abiti  giovanili  e pettinatura scapigliata, Maryl sostituisce la borsetta con la chitarra acustica, le ore ai fornelli con esibizioni da urlo sui palcoscenici intimi di un locale di Tarzana, nella Valley fuori Los Angeles. La vera famiglia di questa donna ultrafemminista è una band. Ex marito e figli sono diventati figure sbiadite dalla paura di una scelta non condivisa, avvenuta molti anni prima. Per amore di un sogno, più che per desiderio di carriera, Ricki lascia il consorte, pur non avendolo mai tradito, così che un’altra donna finisce col crescere i suoi tre figli, giunti ormai in età adulta.

Quando Ricki sceglie di ritornare a casa perchè chiamata dall’ex marito, scopre cose mai sapute sulla primogenita che vive al limite tra nevrosi e follia a causa di un matrimonio finito male, al punto di tentare il suicidio. Il senso di colpa dell’abbandono della famiglia, diventa una zavorra per la mamma-cantante che si sente non accettata e inadeguata per riprendere i rapporti con chi tempo addietro ha abbandonato. Ricky scopre che un figlio sta per sposarsi e l’altro invece è gay.

La carica eversiva della protagonista si avverte in ogni singolo passaggio della pellicola. Ricki viaggia tra i binari della delusione e la voglia di conservare ancora un disincato per la vita. Spiantata e insoddisfatta del suo lavoro di cassiera in un supermercato, la mamma rock comunica tutto l’amore che ha dentro attraverso le corde della sua chitarra.

Condizionata dai rimorsi per il passato, la donna rischia quasi di gettare la spugna e abbandonarsi alla solitudine. Sono la musica ed un nuovo compagno, a darle l’occasione del riscatto. Ricki capisce che il passato non si può cambiare, che inconsciamente anche se facciamo del male a chi amiamo, dobbiamo perdonarci e donarci una seconda possibilità.

In ‘Dove eravamo rimasti’ viene raccontato il paradigma di ogni vicenda umana: tutti sbagliamo o fuggiamo da qualcuno/qualcosa, ma arriva un punto della vita in cui per poter andare avanti bisogna guardare in faccia al passato senza paura e capire che in fondo ciò che è andato male, serve per far meglio e non per dannarsi.

Nel film diretto da Jonathan Demme, la musica incontra il cinema, fondendosi in una pellicola discreta, ma non pedante, che può dare ore di svago e una piccola occasione di riflessione.

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