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Ciao, Rosa, donna della disponibilità e dell’altruismo

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di Margherita De Rosa – Alcuni giorni or sono, è passata, dopo lunghe sofferenze, sopportate in maniera esemplare,  a miglior vita  Rosa Ruggiero, DSGA dell’I.C. Ludovico da Casoria e, da sempre, figlia spirituale e riferimento professionale dell’Istituto Brando, nel quale si è formata sotto lo sguardo benevolo, e nel contempo, esigente, della zia, la compianta Madre Gemma Imperatore; la sua dipartita ha lasciato tutti sgomenti, perché, pur essendo al corrente del terribile male da cui era affetta, anche la scrivente l’aveva salutata appena qualche giorno prima del decesso e lei si era mostrata sorridente e affettuosa, tanto da far pensare ad una situazione di stabilità del male: invece era il commiato definitivo di Rosa, che si avviava alla Patria Celeste: dopo 48 ore da quell’incontro, un’emorragia  sopraggiunge inattesa e, dolcemente, Rosa se ne va, senza soffrire, senza spasmi, serenamente chiude gli occhi e si addormenta per sempre… Ma chi era Rosa per coloro che l’hanno conosciuta? Per la congregazione delle suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato certamente una figlia, una sorella; per la preside dell’Istituto, suor Giocondina Ciervo, Rosa era tutto questo ma anche di più, una compagna di viaggio, di cui ha sottolineato la fedeltà alla memoria del marito, la dedizione totale alla famiglia e al lavoro, insomma, una donna che può essere considerata un vero modello di virtù….certo, la sua vicenda umana non può definirsi facile: rimasta vedova dopo pochi anni di matrimonio, con un bimbo molto piccolo, Rosa ha vissuto di sacrifici e fatica, abnegando se stessa per il bene di quel bambino, che era diventato l’unico amore e lo scopo esclusivo della sua vita; ora quel bambino è un giovane uomo, solo, che la famiglia saprà sostenere ma al quale mancherà quella figura che ha incarnato per lui tutto, fino a qualche giorno fa, prima che mamma Rosa fosse ormai pronta per il Paradiso, quel Paradiso degli umili, dei silenziosi, di quanti,  nel nascondimento, si adoperano, instancabilmente, per il bene altrui: Rosa è stata tutto ciò e i tanti casoriani e no, che l’hanno conosciuta, la rimpiangono accoratamente, come emerge dalle testimonianze raccolte e qui di seguito riportate con nomi di fantasia: << E’ stato difficile recarmi all’Istituto  e passare davanti alla stanza di Rosa…le ho voluto bene, è sempre stata per me un riferimento: chiacchieravamo a lungo, di tutto…..la vita non è stata generosa con lei ma, in compenso, le ha donato una famiglia di cui andava fiera: è scomparsa in fretta e l’unico conforto, in tanto dolore, è rappresentato dalla certezza che il Signore ha voluto risparmiarle altra sofferenza….>> (Angela); << Rosa sarà per sempre nei nostri cuori, i suoi simpatici rimproveri erano solo un modo per poi darti sempre di più di quanto le chiedevi….>>(Livia); << Sono scioccato…ho sempre pregato per lei e continuerò a farlo per la sua anima e per suo figlio…>> ( Antonio) ; <<Non ho potuto darle l’ultimo saluto, ma la porterò sempre nel cuore per tutti i momenti vissuti insieme. Mi ha aiutata in ogni modo, consentendomi, professionalmente , di vivere esperienze bellissime….>> ( Laura ); << Avevamo tanta speranza, abbiamo pregato tanto….le siamo riconoscenti per il suo servizio, continueremo a pregare perché Dio le conceda il premio eterno per l’amore e la disponibilità che lei ha donato a quanti l’hanno conosciuta>> (Consacrate). La Comunità religiosa di Casoria , così come la Madre Generale, suor Carla di Meo, si è stretta intorno alla famiglia della compianta Rosa e la sorella, la prof.ssa Angelica Ruggiero, ha espresso con una lettera la sua gratitudine, affermando quanto segue: << Con il cuore ancora affranto e le idee in disordine tento di raccogliere i pensieri intorno a quanto mi ha travolto. Dopo mesi di angoscia, fronteggiata coltivando la speranza, vivo ora giorni  di indicibile dolore per la scomparsa non solo dell’amata sorella maggiore, ma di una madre; sempre al mio fianco, a cuore aperto, solidale, disponibile, competente! Il mio mondo è fermo lì, nella storia di vita condivisa; una sensazione strana, come di abbandono nel vuoto, una vertigine…ora, con il passo pesante, con il buio che invade l’anima, devo riprendere la marcia, nella consapevolezza, però, di essere sostenuta dall’affetto che mi avete fatto sentire forte. Avrei voluto ringraziare ciascuno di voi ma siete stati in tanti a manifestarmi premurosa vicinanza, oltre ogni mio merito! Affido, dunque, ad un abbraccio collettivo, come corale è stata la condivisione del mio dolore, il sentito ringraziamento alla grande famiglia delle suore VEGS; la congregazione dell’amata “zia Gemma”, nella quale Rosa è cresciuta ed è stata amata da tutte voi di un amore ricambiato e testimoniato dalla dedizione con la quale, prima al fianco di “zietta” per una vita, e poi, in prima linea, negli ultimi anni, ha sempre collaborato per il buon andamento dell’Istituto. Ha salito il Calvario, ha sofferto molto, ma ora sento il conforto al pensiero che, finalmente, per lei, ci sia la gioia senza fine>>….Ecco, Rosa era questo e molto di più: che Dio possa consolarla nel suo regno e concedere ai suoi cari e a quanti l’hanno amata la forza di accettare il Suo progetto e riconoscere, pur nello struggimento umano del dolore di una grave perdita, i segni di una dimensione provvidenziale indubbia.

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