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#CasoriaNellaStoria – La storia della Chiesa di San Sebastiano e di San Rocco

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CHIESA DI SAN SEBASTIANO E SAN ROCCO 1949 001L’antichissimo culto dei casoriani nei riguardi della chiesetta di San Rocco e San Sebastiano è legato al periodo delle pestilenze che afflissero la popolazione casoriana. In premessa ripercorriamo l’origine del culto popolare verso questi due grandi Santi della Chiesa cattolica, da sempre considerati ed invocati quali protettori degli appestati. San Sebastiano. Nativo di Narbona e cittadino di Milano, nella prima metà del secolo V era una guardia pretoriana di Diocleziano e svolgeva una intensa attività caritativa verso i bisognosi. è il principale santo protettore invocato contro la peste; durante il suo martirio venne condannato a morte mediante il supplizio delle frecce e sopravvisse miracolosamente ai colpi infertigli dai commilitoni. Curato da santa Irene, si presentò di nuovo all’Imperatore che lo fece uccidere a bastonate. Le ferite causate dalle frecce sono paragonate ai segni (bubboni) della peste: oltre al santo si è salvato perciò anche il popolo che, rivolgendosi a lui, spera di salvarsi dalla peste. Ma c’è un altro legame tra le frecce e la peste: l’ira divina è paragonata alle frecce scagliate da un arco e, nel Medioevo, il diffondersi della peste fu visto come lo scatenarsi dell’ira di Dio. Il suo corpo fu sepolto sulla via Appia e forse successivamente traslato. San Rocco era francese. Nacque a Montpellier in una famiglia agiata della grande borghesia mercantile tra il 1345 ed il 1350. Secondo la tradizione, una volta morti i genitori e donate ai poveri tutte le sue ricchezze, lasciò la Francia e venne in Italia, dove infuriavano pestilenze e guerre, con lo scopo di curare i pellegrini ammalati. A Piacenza, dove giunse nel luglio 1371, mentre assisteva gli ammalati di peste dell’Ospedale di Santa Maria di Betlemme, si ammalò egli stesso. Tormentato da un dolorosissimo bubbone all’inguine, si ritrovò cacciato dagli altri ammalati, stanchi dei suoi lamenti. Trascinatosi fino a Sarmato (a 17 km dalla città), Rocco si riparò in una grotta ad aspettare la morte. Fu un cane che lo salvò. La bestiola, accortasi della sua presenza e della sua sofferenza, gli portò ogni giorno un pezzo di pane, fino alla sua guarigione. San Rocco una volta guarito, non tornò in Francia, ma riprese la sua attività a favore degli appestati per la quale ancora oggi è ricordato.

MONUMENTO CHE RICORDA L'INAUGIURAZIONE DELLA CHIESETTA SAN SEBASTIANPO E SAN ROCCO 001La prima chiesetta fu eretta dopo la peste del 1635 che provocò moltissime vittime nella città. Proprio in onore dei due santi protettori degli appestati, sperando in una loro futura protezione da quella terribile malattia. Fu costruita nell’attuale Piazza Cirillo proprio davanti all’attuale entrata del palazzo comunale nuovo. Era molto piccola ed era di pianta circolare, chiusa da un cancello artistico, vicino alla chiesetta vi era una fontana, proprio davanti al Bar “Caffe’ Nuova Italia”, dove accorrevano gli abitanti di Casoria, per attingere acqua. Nei primi anni del Novecento furono messi proprio davanti alla chiesa le rotaie, su cui passavano i tranvai da Afragola a Napoli e viceversa. Purtroppo questo piccolo gioiello architettonico, di stile barocco, fu demolito per ampliare la piazza principale, ma per l’interessamento del Sindaco del tempo Raimondo Paone e dell’Assessore Conte Luigi Rocco di Torrepadula fu ricostruita dal Genio Civile ed a spese dello Stato nell’area retrostante l’antica chiesa dove vi era collocato l’autoparco comunale, area di proprietà del Comune, acquistata nel 1938 dal Podestà Luigi Del Giudice. La Chiesa era di forma più ampia e decorosa e fu dedicata sempre ai Santi Patroni, Sebastiano di cui vi e’ una bella immagine sotto al soffitto, e la statua di San Rocco; fu dedicata a perenne testimonianza di fede e di devozione e benedetta dal Rev. Preposito di San Mauro, Luigi D’Anna il 14/08/1949. Purtroppo le peripezie della Chiesa di San Rocco non erano finite ed il 13 febbraio del 1980, l’allora Commissario prefettizio Renato Profili, che era originario di Casoria, comunicava al Preposito di San Mauro dell’epoca Mons. Francesco Galdi, l’inizio dei lavori di demolizione dell’antico carcere mandamentale e dell’adiacente cappella destinata al culto dei due santi protettori degli appestati. Sbilanciandosi nelle promesse, assicurava che il  progetto del nuovo edificio comunale, prevedeva un ambiente più idoneo e degno che assicurava nella stessa piazza, in continuità con il passato, la presenza di San Rocco e del suo culto. Tutto ciò ovviamente non si verificò affatto. La chiesetta venne di nuovo abbattuta: un’altra ferita mortale inferta alla grande storia della nobile terra di Casoria.  Mentre la statua di San Rocco ed il dipinto di San Sebastiano furono ospitati nella chiesa di San Mauro. Dopo ben 16 anni nel 1994 a seguito delle numerose sollecitazioni di Don Vincenzo Scippa e Don Carmine Genovese sacerdoti casoriani succedutisi nella prepositura di San Mauro, l’allora sindaco De Luca, consegna al Preposito dei locali del vecchio edificio comunale, al piano terra, prima adibiti a sede del Comando Vigili Urbani. Gli stessi locali furono consegnati spogli di ogni arredo. E solo grazie alla tenacia di un comitato civico diretto dal Sig. Aniello De Rosa, la chiesetta fu di nuova arredata ed è stata riaperta al culto nell’agosto del 1996: è piccola ma è sorta di nuovo a testimoniare la fede e la devozione ai Santi Rocco e San Sebastiano.

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Giurista di professione, giornalista per passione. Iscritto all'Albo dei giornalisti della Campania, elenco pubblicisti dal 1982. Pratica con Il Mattino di Napoli. Direttore del settimanale Casoriadue per ben otto anni. Fondatore, insieme all'Editore Carlo De Vita del Giornale di Casoria nel 2010. Appassionato e cultore di storia locale. Ama la lettura."Chi è analfabeta, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria; chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Abele uccise Caino, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito… perché la lettura è un'immortalità all'indietro". Umberto Eco.