Sin dai primi anni del Settecento, Casoria strinse un rapporto molto stretto con la città di Napoli: tra i motivi principali abbiamo quello di tipo religioso, ovvero la particolare devozione ai Santi Mauro e Gennaro.

Infatti, ancora oggi, è possibile ammirare una delle maggiori opere pittoriche di Domenico Antonio Vaccaro proprio a Casoria, nella Basilica di San Mauro Abate.

Il Vaccaro fu, senza dubbio, uno dei maggiori architetti, pittori e scultori del periodo Barocco – Rococò, operante maggiormente nella città di Napoli, tra i suoi dipinti, è bene citare “La Madre delle Grazie e i Santi Mauro e Gennaro” (1735-1740).

Una raffigurazione dei due Santi, non solo dal punto di vista religioso sottolineavano anche il peso ormai conquistato dalla Collegiata di San Mauro, la quale commissionò l’opera: si tratta di una Congregazione di venti sacerdoti istituita intorno al 1700, presieduta da un “Preposito”.

Tale peso fu confermato da un decreto qualche anno dopo la fondazione e fu altresì utile per porre fine alla lite tra il Clero Casoriano e quello Napoletano, in quanto l’organo Vaticano stabilì che la Collegiata aveva la precedenza sui parroci di Napoli, sia nel Sinodo diocesano che durante le processioni solenni.

L’intera opera pittorica occupa gran parte dell’altare di questa splendida chiesa, la cui costruzione attuale terminò nel 1616. Di stile romano, la basilica presenta una pianta a croce latina, una navata molto più ampia del progetto precedente, sormontata da una crociera con la cupola coperta di lastre di piombo.

Di particolare importanza, il soffitto a cassettoni decorato in oro zecchino, che la rendono elegante e raffinata, ed un grande battistero marmoreo.

La struttura ecclesiastica ha un significato molto profondo specialmente per il popolo casoriano, devoto alla figura di San Mauro, da sempre patrono della città. (Foto e fonte notizia Mauro Bene)

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