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Casoria: sul bilancio è scontro tra maggioranza e opposizione

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Il ministero dell’interno, con una sua nota inviata al Comune di Casoria, chiede alcuni chiarimenti allo stesso sull’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato per il triennio 2020/2022,approvata dalla maggioranza lo scorso gennaio, chiarimenti da presentare entro il termine di due mesi.” Il ministero con i suoi rilievi al bilancio” sostieni la vicepresidente del Consiglio Comunale e guida politica del centro destra cittadino Angela Russo “ha dato ragione alle motivazioni espresse all’atto del voto contrario mio e di altri dieci consiglieri che si sono opposti”. Secondo molti osservatori politici cittadini è abbastanza forti il rischio che l’ Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Raffaele Bene chiuda anzitempo la sua esperienza alla guida della città. Da parte loro il sindaco e la sua maggioranza sono estremamente convinti della bontà della condotta seguita e di poter fornire i necessari chiarimenti al ministero. Vediamo quali sono specificamente rilievi mossi all’atto approvato. Vengono richiesti alcuni atti non presentati insieme al parere dell’organo di revisione; i bilanci dei soggetti del gruppo Amministrazione Pubblica; il programma triennale dei lavori pubblici; le delibere di approvazione dei tributi comunali; la delibera relativa ai contributi del rilascio dei permessi a costruire; quella di adeguamento dei canoni dei beni patrimoniali; il prospetto del limite massimo delle spese per incarichi di collaborazione; il prospetto delle spese per il personale; il prospetto dei mutui e l’attestazione delle effettive riscossioni. Si richiedono inoltre chiarimenti in merito all’andamento ondivago delle previsioni dell’ipotesi delle entrate da IMU e da addizionale comunale Irpef; i provvedimenti che si intendono adottare per l’evasione e la riscossione dei tributi comunali; il dettaglio della stima dei proventi dei diritti sulle pubbliche affissioni, occupazione di spazi ed aree pubbliche e chiarimenti in merito alla variazione delle previsioni dei proventi da sanzioni per violazione al codice della strada. “L’interlocuzione tra il Ministero dell’ Interno ed il Comune in materia di bilancio è una prassi abbastanza normale, che quindi non deve stupire eccessivamente” chiarisce l’assessore comunale al bilancio Francesco Girardi. “Il Ministero dopo i chiarimenti potrebbe anche non approvare il bilancio così come presentato. Se ciò dovesse malauguratamente accadere (riteniamo di no, convinti che i chiarimenti che forniremo saranno sufficienti ad ottenere il via libera ministeriale) il bilancio tornerebbe al mittente ed il Consiglio Comunale sarebbe chiamato a riscriverlo ed approvarlo. C’è il problema della presunta irregolarità della seduta consiliare in cui è stato approvato. Questo è un altro aspetto. Se l’autorità preposta dovesse accertare la sussistenza di queste presunte irregolarità, allora ci sarebbe lo scioglimento. Ma per ora parliamo solo di ipotesi” precisa Girardi. Noi andiamo avanti per la nostra strada” Ribadisce che nell’impossibilità di fare nuove assunzioni per la situazione economica comunale la privatizzazione del servizio tributi era una strada obbligata. Purtroppo ammette un periodo di difficoltà nel garantire i servizi, anche a causa della crisi economica dovuta alla pandemia, che riduce i guadagni di imprenditori e commercianti e quindi anche gli introiti del Comune dalle tasse pagate da questi soggetti. Altro problema nel garantire i servizi è la costante diminuzione del personale, ridotto già meno della metà della pianta organica e che diminuirà ancora nei prossimi anni per i preventivati pensionamenti. Una situazione che, secondo Girardi, necessita di un’attività di sostegno da parte del Governo nazionale. Per la fine dell’anno si conta di equilibrare il bilancio, mentre per l’uscita dal dissesto finanziario occorre un po’ più di tempo. I settori che in questo periodo sono comunque maggiormente all’attenzione dell’ attività dell’ Amministrazione Comunale sono politiche sociali e lavori pubblici. In chiusura Girardi rileva la necessità, stante il momento di oggettiva difficoltà, di dare nel rapporto tra maggioranza e opposizione più spazio alla politica e meno alle polemiche.