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Casoria sotto shock: impatto devastante sul territorio e sui cittadini, annunciata un’area raccolta rifiuti “nel circondario” quale sarà la risposta del sindaco?

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La notizia è recente ed è stata annunciata direttamente da Francesco Iacotucci, Amministratore Unico dell’azienda Asia: a quanto pare a Scampia e San Pietro a Patierno sorgeranno due aree destinate alla raccolta e preselezione dei rifiuti differenziati.

Nei due complessi saranno lavorate le frazioni secche, in particolare vetro, carta, plastica ma anche ingombranti e la realizzazione degli impianti, unita a complesso di compostaggio previsto per il 2020 a Ponticelli, sempre secondo Iacotucci a cui fa eco il Sindaco Luigi De Magistris, dovrebbero essere la mossa di Palazzo San Giacomo per sconfiggere definitivamente il problema rifiuti a Napoli.

I “rigetti” selezionati e lavorati, infatti, dovrebbero essere inviati alle aziende del consorzi che gestiscono il riciclo; il costo dell’operazione, tuttora in corso di finanziamento, si aggirerebbe intorno ai 6 milioni di Euro.

Fin qui nulla da eccepire: investimenti importanti, progettazione ad ampio respiro sul medio e lungo termine, ma nell’equazione si nota un certo squilibrio a favore del Capoluogo.

Nell’ammirevole progetto di cui sopra, manca un elemento importante: l’impatto sulle periferie di due impianti comunque destinati a raccogliere rifiuti.

Ad oggi non è ancora chiaro quali siano esattamente i luoghi che dovranno accogliere gli impianti, ma analizzando il territorio di San Pietro a Patierno sorge spontanea la preoccupazione che possa interessare spazi limitrofi, confinanti in particolare con Casoria.

Dunque, De Magistris in parte allegerisce Napoli dal problema dei rifiuti, ma ancora una volta mostra di non tenere in minima considerazione la condizione delle periferie, già degradate ed oberate da mille problemi. L’impatto su un’area come quella a nord di Napoli di impianti del genere, sarebbe potenzialmente disastrosa in termini di sviluppo, di investimenti, di decoro e dignità urbana ed i possibili effetti collaterali per il commercio e per il valore degli immobili sarebbero incalcolabili.

Senza contare che si tratta di aree densamente popolate ed è alta la possibilità che le ricadute negative possano riguardare zone residenziali e strutture scolastiche.

Insomma: che prezzo Napoli e la Campania sono disposte a pagare per mettere una pezza ad un problema annoso che richiederebbe studi ben più ampi ed un approccio molto più moderno e tecnologico?

A questo punto ci attendiamo una forte presa di posizione del Sindaco Fuccio in qualità di responsabile del territorio ma anche alla luce del recente ruolo di Presidente dell’Ato Rifiuti Napoli; sarebbe inaccettabile se venisse fuori che la decisione è stata presa senza sentire i sindaci dei comuni interessati oppure senza che questi abbiano preliminarmente tastato il polso dell’opinione pubblica.

La presenza di discariche (comunque le si voglia chiamare sono sempre aree che accoglieranno rifiuti di diverso genere) nei pressi di aree abitate rappresenta un passo indietro ben più grave di quello paventato nel confronto Salvini – Di Maio a proposito dei termovalorizzatori.

Speriamo che la ragione prevalga ma, in caso contrario, ci auguriamo che chi ci rappresenta sappia preservare la salute dei e la dignità di Casoria, sempre più mortificata ed umiliata da anni di sacchi edilizi e abusi del territorio.

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Laureato in Scienze Politiche, scrittore e giornalista iscritto all'Ordine dal 2009, direttore della rivista Link Magazine dal 2011 al 2012.