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Casoria. Qual è la situazione dell’area verde di Via Michelangelo?

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Onestamente non ci voleva un mago, per immaginare che la data di apertura dell’area verde di Via Michelangelo (fine Dicembre 2016), fosse impossibile da rispettare. Infatti siamo a metà Gennaio e di quest’area, annunciata in pompa magna e già oggetto di polemiche sulla sua reale agibilità, non se ne vede l’ombra. L’ultimo aggiornamento durante il discorso di fine anno del sindaco Fuccio, ci illuse che per fine Gennaio ci sarebbe stata l’attesa apertura. Fonti con decennale esperienza nella macchina comunale e in questa “particolare” di Casoria, ci dicono che per un’opera del genere, partendo dallo stato in cui versa, potrebbe non bastare un anno. Noi vogliamo essere più ottimisti, anche se le foto non danno spinta al nostro entusiasmo. Il 20 Novembre scorso il sindaco Fuccio dichiarava: “Da dicembre via ai lavori, i bambini saranno le sentinelle del cantiere. Ogni domenica una tappa verso l’apertura”. Dopo circa due mesi, non si capisce quale sarà lo stato dell’area al momento dell’apertura, se venisse confermata per fine Gennaio. Nessun lavoro in corso, nessun progresso. Aldilà della scadenza non rispettata, la cosa più importante da chiedersi è quale sia lo stato del terreno sottostante, non solo per quello che si può vedere, ma per quello che purtroppo non si vede. Richiesta già fatta al momento dell’annuncio da vari esponenti politici e dai cittadini. Vogliamo ricordare che, quando aperta, sarà un’area frequentata dai bambini, che in un territorio già così martoriato hanno bisogno di poter respirare un po’ di sano ossigeno. Visitando la zona, è facilmente intuibile che di sano ossigeno ne troveranno ben poco. E’ vero che si parla di un’area verde, ma è comunque situata vicino alla circumvallazione con tutto il suo via vai di auto e mezzi pesanti. Siamo sicuri che chi ha messo giù il progetto e analizzato la situazione, prima di mettere a gara i lavori e annunciare l’apertura di un’area, che tra l’altro è stata addirittura presentata alla delegazione europea del progetto “Urbact”, ha valutato questo aspetto e anche quello del problema traffico e viabilità. Dal nostro improvvisato sopralluogo, non sembrano esserci aree per parcheggiare, ed essendo il luogo abbastanza fuori mano, ci sarà certo un buon numero di automobili da parcheggiare e gestire. Quale sarà il futuro per questa area? Quando si potrà realmente credere nell’apertura? Mancano due settimane alla data annunciata, ma sarebbe un miracolo, guardando le foto che raccontano un’altra verità. Sembrano molto lontane oggi le parole del sindaco: “E’ una sfida a cui teniamo tantissimo, in ballo c’è il futuro dei nostri figli. Restituire alla città un polmone verde di 30mila metri quadrati vuol dire far ripartire Casoria, darle una scossa, una connotazione diversa, lontana dagli stantii cliché di città dormitorio o appendice inquinata di Napoli. E’ uno dei tasselli fondamentali di quella rivoluzione della normalità che dovrà accompagnarci per l’intera durata di questo progetto di governo nato a giugno scorso per volere dei casoriani”. Tornando al parco urbano, vi è da dire ancora che nell’ultima seduta del Consiglio comunale è stato approvato il regolamento per la gestione del verde pubblico in città. L’opposizione ha sollevato notevoli dubbi su alcuni punti del regolamento che sembrano davvero tagliati su misura per favorire l’ennesima privatizzazione di beni pubblici che appartengono a tutti i cittadini. In particolare ecco i dubbi sollevati dal Movimento 5 stelle secondo quanto comunicata dalla sua Portavoce la consigliera Elena Vignati: “ È accaduto ciò che ci auguravamo non accadesse. Difatti abbiamo votato contro l’approvazione del Regolamento chiedendo di differire i termini dell’approvazione dello stesso , in quanto abbiamo evidenziato alcune approssimazioni che potrebbero indurre in errori interpretativi che vorremmo fortemente scongiurare , chiedendo di assumere le nostre osservazioni . Mancanza di una fideiussione che tuteli l’ente dagli abusi che il privato concessionario del bene potrebbe compiere , si pensi ad esempio ai reati ambientali. Abbiamo evidenziato la necessità di inserire nel regolamento gli orari di apertura al pubblico dei parchi in concessione .Abbiamo inoltre richiesto che nel regolamento venga precisato meglio l’utilizzo di gara ad evidenza pubblica ed il tipo di gara e che venissero specificati i requisiti dei privati , Durc Regolare , onorabilità dei richiedenti.  Eliminare la preferenza orientata verso chi presenta prima la domanda e prediligere chi invece presenta un progetto migliore . Nulla di fatto:  La maggioranza compatta ha votato per l’immediata esecutività della delibera di approvazione del regolamento” . Evidentemente la vicenda Palacasoria non ha insegnato nulla. Una cattedrale nel deserto, mal gestita dai privati, che non serve alla città. Nonostante sia stata finanziata e costruita negli anni novanta con 40 miliardi del vecchio conio.

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