Home Cronaca & Attualità Casoria, per dire NO alla violenza sulle donne, riaprirà il centro antiviolenza.

Casoria, per dire NO alla violenza sulle donne, riaprirà il centro antiviolenza.

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Il 25 Novembre ricorre la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in quest’anomalo periodo dove l’epidemia impone regole e modi di vivere che prescindano dal contatto sociale, è di fondamentale importanza avere ben presente anche la tutela della salute ed approcciare in maniera diversa questa ricorrenza.

In un documento a firma dell’assessora Ornella Esposito e dell’assessora Paola Ambrosio si evincono le attività messe in campo a tal riguardo dall’amministrazione Bene: “Quest’anno, a causa del covid-19, non è possibile onorare come avremmo voluto questo appuntamento così importante, ma vogliamo continuare a mantenere alta l’attenzione su un tema per noi prioritario, quello della violenza alle donne. Per farlo ricorriamo alla potenza della drammaturgia, alla forza di uno spettacolo teatrale dal titolo “Ti Amo da morirNE”, scritto, diretto e interpretato da Mena Vasellino, che su proposta e organizzazione dell’Assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità, con il supporto dell’Assessorato alla Cultura, il giorno 25 Novembre verrà proiettato in streaming, mediante un apposito link sul sito istituzionale del nostro Comune”
Questo il link – https://www.youtube.com/embed/a1jDHtODgmA , disponibile il giorno 25 novembre dalle ore 18.00 alle ore 21.00 .

In tele occasione è anche importante rendere noto il lavoro che il settore e l’Assessorato alle Politiche Sociali e Pari Opportunità ha messo in campo per prevedere nel piano sociale di zona di quest’anno, prossimo all’approvazione da parte del Coordinamento Istituzionale, una somma pari ad 85mila euro da destinare al Centro Antiviolenza, per la sua riattivazione, in ossequio al Piano Strategico Nazionale sulla Violenza maschile contro le donne 2017-2020.

Vale la pena, per meglio comprendere tale ricorrenza, ricordarne le radici facendo un salto indietro all’anno 1960. Il 25 novembre di quell’anno, infatti, tre sorelle furono uccise dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo, a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana. Dopo essere state fermate per strada mentre si recavano in carcere a far visita ai mariti, furono picchiate con dei bastoni e gettate in un burrone dai loro carnefici, che cercarono di far passare quella brutale violenza per un incidente. All’opinione pubblica fu subito chiaro che le tre donne erano state assassinate. Patria, Minerva e María Teresa Mirabal — questi i loro nomi — erano, infatti, conosciute come attiviste del gruppo clandestino Movimento 14 giugno, inviso al governo. A causa della loro militanza, nel gennaio del 1960, furono anche arrestate e incarcerate per alcuni mesi.

Le tre sorelle sono passate alla storia anche con il nome di Las Mariposas (le farfalle), per il coraggio dimostrato nell’opporsi alla dittatura, lottando in prima persona per i diritti delle donne.

A loro il nostro rispetto per il coraggio dimostrato; a noi il compito di fare in modo che la viltà di coloro, che non avendo altri modi per poter competere con le donne, cercano di sopraffarle e sottometterle con l’uso della forza e della violenza, non resti impunità mai più.

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Ci sono due cose durature che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali (cit.). Fondiamo le prime con l'educazione ed il senso civico , mentre le ali, la speranza di un futuro migliore, si conferiscono con il buon esempio di chi in prima persona si batte per ciò in cui crede. partendo da studi classici ritengo che la scrittura sia un ottimo strumento per farlo.