Nicola-LaezzaIl Giornale di Casoria ha raggiunto l’ex consigliere d’opposizione Nicola Laezza. Di seguito l’intervista rilasciata dall’esponente del PD di Casoria.

Lei è stato uno dei consiglieri più critici verso la coppia Casillo-Carfora. Cosa non ha funzionato in questi quattro anni di amministrazione?
Praticamente non ne hanno imbroccata una, un’amministrazione fallimentare. Partendo dalla disastrosa gestione della macchina comunale con sprechi evidenti su personale e dirigenti. Il progetto PIU Europa è fermo al palo: in altre realtà è stata una occasione per sostenere e creare sviluppo, mentre a Casoria rischia di ridursi al solo rifacimento di alcune strade con lavori tra l’altro fatti male, visto che il faraonico ed inutile progetto del Parco delle Arti (rimasto impigliato in ritardi, ricorsi ed inchieste) non è mai partito e rischiamo di perdere i fondi comunitari. Del Piano Urbano Comunale, invece, costato 500.000 euro e poi cestinato, sostituito da un altro progetto, bocciato dalla provincia, non se n’è saputo più nulla.
A Casoria registriamo il record negativo dei comandanti della Polizia Municipale che hanno lasciato l’incarico. Ci ritroviamo un settore allo sbando, per il quale l’amministrazione non è stata mai capace di pensare ad una seria riorganizzazione, cominciando a fare in modo che i vigili siano nelle strade. Potrei continuare all’infinito! Dove hanno messo mano hanno dimostrato superficialità ed incompetenza, vedi il Palacasoria oggi ancora chiuso, perché oggetto di un intricato contenzioso che di fatto priva l’utilizzo della struttura ai cittadini.
Del resto a certificare il totale fallimento dell’amministrazione Carfora guidata da Casillo, ci sono la relazione del Ministero delle Finanze, che ha accertato gravi illegittimità, e la sentenza della Corte dei Conti, che ha accertato il mancato rispetto del patto di stabilità 2012, ponendo una seria ipoteca sul futuro della città. Si è pensato solo a foraggiare i soliti amici con nomine, incarichi, poltrone e consulenze, tenendo ai margini i bisogni della gente. Consiglieri comunali che hanno pensato solo ai propri interessi, facendo pesare il loro voto per favorire figli, fidanzati e familiari, anteponendo gli interessi di pochi a discapito di un’intera città. Questo ha dichiarato l’ex sindaco in una recente conferenza stampa: bocconi amari, costretto ad ingoiare sotto la regia di Casillo. Visto com’è andata a finire tra i due, le mie critiche ed il giudizio negativo sono fortemente meritati.

In qualità di ex consigliere d’opposizione, lei è stato tra i firmatari della lettera di denuncia inviata al Prefetto per le irregolarità dell’amministrazione Carfora. Tuttavia, al pari di altri suoi colleghi d’opposizione, non è risultato essere tra coloro i quali hanno sottoscritto la destituzione del sindaco. Ci spieghi il perché.
In prossimità del voto sul bilancio di previsione 2015, il cui termine era fissato al 30/31 luglio, il PD con il segretario politico si era fatto promotore di una riunione con segretari e consiglieri comunali di opposizione, affinché tutti garantissero la loro presenza in consiglio comunale, per liberare la città da una risicata e traballante maggioranza in preda ai soliti “mal di pancia” dovuti all’altrettanto solita richiesta di poltrone.
Era chiaro già allora che Carfora non aveva i numeri per l’approvazione del bilancio. Ancora più chiaro il fatto che “sconvocava” il consiglio comunale del 13 e 14 agosto a seguito del comunicato degli 8 consiglieri di osservanza Casilliana, che anticipavano il voto contrario. Così facendo obbedivano ad un ordine di scuderia, ed in più pensavano di scaricare tutte le responsabilità del loro fallimento amministrativo solo sul sindaco, in previsione di riprendere per i fondelli i cittadini casoriani alle prossime elezioni. La lettera al prefetto richiamava il rispetto dei termini fissati nella diffida ed era firmata dai consiglieri di opposizione. Mai avremmo confuso le nostre firme con quelle di questi otto “patrioti casilliani”, che da lì a due giorni avrebbero dovuto bocciare il bilancio in consiglio comunale, quando fino ad allora avevano sempre approvato di tutto solo per motivi di bottega. Francamente per loro non sarebbe stato facile, quindi hanno preferito una scappatoia. Carfora sarebbe andato a casa lo stesso, perché i consiglieri del PD avrebbero votato contro l’approvazione del bilancio, così come avrebbero fatto gli altri consiglieri dell’opposizione, e nessuno avrebbe potuto nascondere le sue “nobili motivazioni” durante la discussione in consiglio comunale. Abbiamo assistito ad un ritorno del vecchio e mai morto “Patto per il Progresso” con i consiglieri “patrioti” passati improvvisamente a tredici.
Non avevamo nessun bisogno di andare a firmare da un notaio per mandare a casa Carfora, ma che fosse sfiduciato nell’aula consiliare, dove avremmo evidenziato non solo il suo fallimento ma anche quello di chi lo aveva sostenuto e tenuto sotto scacco per tutta la durata della sua amministrazione. Risibile da parte di qualche “interessato” pensare di trasformare i tredici “patrioti” in “eroi” pronti all’estremo sacrificio pur di scongiurare il pericolo che Carfora arrivasse alla fine del mandato, cioè ancora 6 mesi di governo, con l’appoggio del PD. Bisogna che se ne facciano una ragione, la coerenza e la dignità per il  PD sono valori irrinunciabili.

Cosa può dirci in merito alla situazione in cui versa Casoria Ambiente, a causa della pessima gestione del servizio di igiene pubblica, nonché delle accuse di clientelismo per quanto concerne la nomina del CdA?
Attraverso interrogazioni, interventi e comunicati  abbiamo denunciato le criticità della  società Casoria Ambiente. Anche qui si è pensato solo a foraggiare i soliti amici: se consideriamo quello in carica quando si è insediato Carfora, sono quattro i Consigli di Amministrazione che si sono succeduti in quattro anni. Sempre costituiti da tre componenti per una maggior distribuzione di poltrone ed emolumenti, anche quando la spending review prevedeva un solo amministratore esterno ai ruoli comunali.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: contenziosi, sequestri dell’isola ecologica e spreco di denari in consulenze, locazioni ed affidamenti. Basta leggere al riguardo quanto rilevato dalla verifica amministrativo-contabile del Dirigente dei Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica trasmessa al Comune di Casoria. Il riassetto societario e la riorganizzazione sono imprescindibili anche alla luce dei rilievi effettuati dal Servizio Ispettivo del MEF. Non è tollerabile un costo di quasi 20 milioni di euro a carico dei cittadini per vivere in una città sporca e disordinata.

Quali sono i progetti per il futuro, sia personali che legati al PD di Casoria?
Resto convinto che a Casoria ci siano le energie umane, le capacità e la volontà per cambiare, sottrarre la città da questo collo di bottiglia che blocca e decide tutto da vent’anni. Bisogna fare in modo che i cittadini, e soprattutto i giovani, si interessino di più alla politica, che conoscano i problemi del territorio e della città. La loro partecipazione è assolutamente necessaria per contribuire allo sviluppo ed al futuro di Casoria.
Molti eventi che accadono nella nostra città sono possibili a causa di questa mancata partecipazione, sostanzialmente dovuta alla mancanza di stima nella classe politica. Per favorire ed organizzare questo cambiamento, occorre un soggetto politico organizzato, come il Partito Democratico Casoriano, in grado di sostenerlo e portarlo avanti con coerenza e decisione. Adesso, e spero anche in il futuro, mi ritengo uno della squadra.

Una speranza che vuole regalare ai cittadini Casoriani.
Sembra assurdo, ma l’amministrazione Carfora guidata da Casillo lascia la città in una condizione dove è difficile anche sperare. Spero vivamente che il ricorso prodotto dalla ex amministrazione nei confronti della sentenza della Corte dei Conti abbia un esito positivo. Un esito negativo avrebbe gravi ripercussioni: sarebbe l’ennesima beffa per Casoria, perché ci ritroveremmo con una città che dopo essere stata danneggiata per cinque anni con una guida inconcludente, si ritroverebbe ad essere penalizzata anche nel futuro per il taglio dei finanziamenti statali.
Mi auguro per Casoria che il PD vinca le prossime elezioni amministrative per realizzare quegli interventi riguardanti le politiche sociali, ambientali ed urbanistiche, tali da consegnare alla nostra città la connotazione di un paese normale, a misura d’uomo, garantendo migliore vivibilità e sviluppo ai nostri figli.

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