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Casoria: il servizio civile dei giovani dell’associazione Folgore

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L’encomiabile attività di volontariato svolto dalle Associazioni di Protezione Civile locale, arriva fino a Roma. Al Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale – Presidenza del Consiglio dei Ministri. Infatti sul sito viene raccontata l’esperienza di 4 giovanissimi casoriani che svolgono il proprio servizio civile universale presso l’Associazione di Protezione Civile Folgore di Casoria. Ecco le loro storie, che possono servire da esempio ad altri giovani per poter scegliere da che parte stare!

Quattro giovani volontari, tra i 21 e i 28 anni, dell’associazione di protezione civile “Folgore”, sita in Casoria, prestano servizio presso il centralino del C.O.C. (centro operativo comunale), preparano pacchi alimentari per chi ha bisogno e vigilano fuori dai supermercati per la raccolta alimentare promossa dal Sindaco Raffaele Bene.

“Ho scelto di continuare questo percorso perché nel mio piccolo so di poter aiutare il prossimo portandogli un po’ di leggerezza. Tutto ciò mi appaga e mi dà la spinta per andare avanti!” – ha affermato Michele Trebbi, 21 anni.

“La mia scelta è derivata dalla voglia di poter fare realmente qualcosa, di poter aiutare nel mio piccolo – ci racconta Maddalena Galluccio, 24 anni. ” Sono grata alla mia associazione per avermi dato questa possibilità, perché ogni giorno i miei colleghi, con le loro azioni tempestive, mi ispirano a fare di più e a pensare che non c’è cosa più importante del donare se stessi ed il proprio tempo a chi più ne ha bisogno” – ha aggiunto.

Concetta Ferone, 27 anni, ha dichiarato: “Il servizio civile per me è stata una chiamata per dare il mio contributo alla società, ma anche un punto di forza per crescere interiormente e scoprire nuove capacità, relazionandomi con altre persone. Oggi il mio servizio civile è cambiato radicalmente, ma la scelta di continuare è stata dettata dal fatto che ho voluto affrontare senza timori questa nuova sfida. Non saprei starmene a casa ed aspettare che gli altri facciano, e unendo tre elementi fondamentali – volontà, forza e coraggio – vinceremo questa guerra. Ora mi guardo, sono fiera ed orgogliosa della mia scelta, perché so che ciò che stiamo facendo noi tutti è storia e posso dire di averne fatto parte anche io.”

Assunta Tavassi, 28 anni ha concluso così: “Decidere di continuare il servizio civile non è stata una scelta, è stata una naturale continuazione dell’impegno preso con l’associazione Folgore. Mai avrei immaginato tutto questo, e mai avrei immaginato di poter essere utile in un momento del genere. Le persone avevano e hanno bisogno, anche solo di una parola di conforto, ed è stato inevitabile non tirarmi indietro. Il tempo passa, l’emergenza continua ed emotivamente la situazione diventa sempre più complicata da gestire, ma sono certa che quando verrà la fine di tutto questo, perché verrà la fine, io sarò una persona diversa e non grazie al virus ma grazie alle migliaia di persone che hanno saputo regalarci un sorriso semplicemente per non averli abbandonati, anche se solo telefonicamente.”

La loro esperienza testimonia di come, nonostante la distanza in un periodo di emergenza, sia possibile restare uniti e che la solidarietà non conosce confini.

 

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Studentessa di psicologia presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", con la passione per la lettura e la scrittura. Amante dei viaggi con un'insaziabile curiosità di conoscere tutto ciò che vale la pena conoscere. Già redattrice per il sito Fonte ufficiale.