Lo andiamo dicendo da tempo. La politica non è un passatempo per borghesi annoiati. Le responsabilità che ne derivano, molto spesso, generano insopportabili pressioni. Soprattutto in soggetti che si improvvisano protagonisti della scena istituzionale. Ed allora può capitare quello che è capitato al rappresentante grillino in Consiglio Comunale, che ha reagito in maniera assai scomposta, ad un rilievo eminentemente politico, avanzato dalla nostra Comunità. Il classico fallo di frustrazione, insomma, che ha scatenato la gazzarra degli scherani pentastellati, pronti a ruggire dietro i monitor. Ora, di certo non ci lasceremo coinvolgere in una rissa da trivio. Come detto, possiamo comprendere che, di fronte alle difficoltà che la gestione della cosa pubblica riserva, i meno preparati perdano lucidità. E d’altro canto, la nostra Comunità non si lascia certamente insolentire da certe assurde volgarità. Oltre vent’anni di storia gloriosa, durante le quali abbiamo scritto pagine epocali di vita politica cittadina, non si lasciano processare. Da nessuno. Tuttavia, ci correva l’obbligo morale di precisare alcuni punti, per amore di verità. Quella verità, che ha sferzato il rappresentante dei grillini in Consiglio Comunale, al punto da indurlo a gridare all’attacco strumentale e scorretto. Nessuna strumentalizzazione e nessuna scorrettezza. Soltanto una semplice constatazione. La constatazione di un dato di fatto, che gli stessi grillini ci hanno fornito. Perché, nel momento in cui hanno fatto appello ad un preciso istituto di partecipazione popolare, hanno implicitamente dichiarato la loro inettitudine, ad assolvere al mandato che quello stesso popolo aveva loro conferito. Potevano assumere l’iniziativa in consiglio, chiederne la convocazione, raccogliendo le firme di un sesto dei loro colleghi: non lo hanno fatto. Si sono voluti nascondere dietro al popolo, scordandosi che il popolo li ha eletti per svolgere un compito.  Che piaccia o meno agli amici grillini, è tempo che si rendano conto che, oggi, i politici sono anche loro. E dei politici devono caricarsi gli oneri, e non godere solo degli onori. E tra gli oneri c’è soprattutto quello di mostrare a chi ti ha eletto quanto vali.

Eppure, nonostante questo, o forse soprattutto per questo, abbiamo deciso di sostenere la loro raccolta di firme, ai sensi dell’art. 13 dello Statuto. Purché, si badi bene, l’iter sia istruito correttamente, secondo i dettami della normativa e della giurisprudenza consolidata in materia. Al contrario, si tratterebbe di una banale operazione di marketing politico, cui noi non presteremo il fianco. Perché noi, il popolo, lo prendiamo sul serio. Da più di vent’anni. E lo faremo oggi e per molti anni ancora. Nonostante tutto. Nonostante gli avversari. Che numerosi ci hanno affrontato, con la stessa tracotanza mostrata oggi dai grillini. E che sono caduti, ad uno ad uno, come birilli. Mentre noi restiamo in piedi.

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