(Di Massimo Rea)La vicenda del mercato rionale, di cui ci siamo occupati a più riprese, ha riportato l’attenzione sul tema della gestione e dell’utilizzo del territorio per offrire servizi alla cittadinanza, nel rispetto dei criteri di efficienza ed efficacia.

A tal proposito, abbiamo approfondito un argomento rimbalzato sui social nei giorni scorsi, legato agli spazi comunali siti in via Macello, nell’intersezione con Via Pio XII e via Michelangelo che, a quanto pare, dovrebbero essere destinati ad ospitare un parcheggio pubblico nell’arco di poche settimane.

L’idea di un utilizzo diverso era stata lanciata poco fa da Mauro Iavarone, ex dipendente comunale e avvocato del comune, attualmente libero professionista.

Lo abbiamo incontrato per farci illustrare la sua idea; nell’area dell’ex macello comunale sono in corso lavori di ristrutturazione volti a creare le condizioni idonee ad ospitare il predetto parcheggio, compresi alcuni uffici in dotazione ai futuri preposti al servizio, questi ultimi scelti probabilmente tra gli addetti alla sosta ed al verde pubblico, quindi già dipendenti comunali.

Tutto ciò, però, allo stato dei fatti interesserebbe solo una parte della proprietà comunale che, ricordiamolo, è particolarmente estesa; la parte attualmente non agibile, secondo Iavarone, potrebbe essere destinata ad altri usi attraverso una manifestazione d’interesse, così da coinvolgere soggetti pubblici e privati i quali potrebbero collaborare ai lavori di ristrutturazione.

Successivamente si potrebbe immaginare l’affidamento di suddetto spazio ad associazioni o enti, ovviamente di rilievo nazionale (Associazione Nazionale Carabinieri, Croce Rossa…) che ben potrebbero utilizzare un’area ormai da diversi anni inutilizzata e lasciata in stato di abbandono ed inagibilità.

L’interesse delle associazioni è già stato manifestato e, a quanto pare, lo stesso sindaco avrebbe trovato l’idea fattibile.

Se dovessero essere compiuti concreti passi in tal senso (del resto tale sistema è già stato utilizzato dall’amministrazione per altri lavori di sistemazione urbana), presumibilmente dopo l’approvazione del bilancio consuntivo, il comune potrebbe raggiungere un doppio risultato: trovare una destinazione utile ad un’area inutilizzata e farlo attraverso risorse esterne altrimenti impossibili da rinvenire nelle casse pubbliche, dato che il bilancio comunale non consente margini di manovra.

Non ci resta che augurarci almeno una concreta valutazione di fattibilità della proposta, possibilmente in tempi brevi; chissà che non possa essere un segnale di risveglio amministrativo e civico in grado di riqualificare un territorio martoriato e mortificato da mille problemi.

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