di Andrea Papaccio – A Casoria sono oltre due mesi che non si riunisce il Consiglio Comunale. Due mesi di dubbi e incertezze, due mesi scanditi dal progredire della pandemia, che ha costretto gli italiani a dover cambiare radicalmente le proprie abitudini. Anche la politica ha risentito di questi mutamenti, a partire dalla convocazione delle assemblee locali e nazionali, che causa Covid si sono trasferite tutte sul web. A Casoria però secondo la consigliera Elena Vignati (M5S) il sindaco ha provveduto a convocare telematicamente solamente le riunioni della sua giunta, lasciando la comunità orfana del suo Consiglio Comunale in questo tempi difficili. Insomma il Movimento 5 Stelle di Casoria che ha una rappresentanza in consiglio comunale di 3 consiglieri, non ci sta alla lamentata,  carenza di fondi addotta- secondo l’Amministrazione comunale- a motivazione per non celebrare da remoto le sedute consiliari in tempo di lockdown. Infatti ecco quanto dichiara il consigliere pentastellato  Mauro Baratto sulla sua bacheca social:” Dopo mesi purtroppo la situazione è questa, a Casoria non ci sono i fondi necessari per organizzare le video conferenze e se ne sono accorti solo adesso. Per le delibere di giunta invece sono attrezzati. Risultato:confronto politico abolito e incontri posticipati a data da destinarsi.
Esercitare il proprio mandato conferitoci da migliaia di cittadini così diventa inutile e sconfortante.”L’opposizione chiede al Primo Cittadino chiarimenti su questa annosa vicenda, sperando che venga al più presto convocata la prima seduta del Consiglio Comunale di Casoria in tempo di CoronaVirus.
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