Ieri si è tenuto il Consiglio Comunale. È stato presentato un documento, firmato da Alessandro Graziuso, Stella Cassettino, Luisa Marro, Salvatore Iavarone, Vincenzo Ramaglia e Nicola Rullo, per invitare il Sindaco Raffaele Bene ad avere uguale considerazione delle proposte di tutti gruppi politici di maggioranza, senza alcuna esclusione e pena la conseguente sfiducia al primo cittadino. D’altro canto, anche l’opposizione è intervenuta con la Vicepresidente del consiglio Angela Russo, la quale ha invitato Bene a dichiarare il dissesto finanziario e non ha nascosto di riporre una speranza nella Corte dei Conti affinché dia risalto alla realtà dei fatti.
 “Non è possibile perdere altro tempo con la farsa dei conti comunali e del clientelismo imperante che mette a rischio presente e futuro della città” – ha dichiarato la Russo.
Alessandro Puzone ha ribadito il concetto : ” Ho abbandonato l’aula, come quasi tutta l’opposizione, per senso di responsabilità e perché ormai è giusto che l’amministrazione esca allo scoperto dichiarando il dissesto, che è l’unica soluzione possibile per chi vuole la crescita della nostra città.
Voglio, però, sottolineare il dato più evidente: la maggioranza si è presentata spaccata al suo interno e, per rispetto dei cittadini, non abbiamo potuto affrontare altri temi.

C’è bisogno di coesione dell’intero Consiglio Comunale e, per questo, è necessario che l’Amministrazione risolva prima i suoi conflitti interni per il bene di tutti.”

La seduta consiliare è poi proseguita con la votazione del rendiconto, votato solo per atto di responsabilità dai sei consiglieri dissidenti autori del documento presentato in consiglio ed indirizzato al Presidente del Consiglio comunale Capano ed al Sindaco. Il documento contabile è stato l’unico capo all’ordine del giorno approvato, grazie ad una inversione dell’ordine del giorno. Dopodichè il resto è rimandato all’indomani del chiarmento all’interno della maggioranza. A questo punto si aspettano le mosse del primo cittadino alle prese con un problema politico di tenuta della sua maggioranza.

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