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Casoria. Accoglienza migranti. Le parole di Francesco Polizio.

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Casoria al centro di polemiche in merito alla vicenda dell’accoglienza migranti, ai suoi costi e alla loro sistemazione.

La questione era già stata messa in evidenza, giorni prima, da Francesco Polizio, direttore del periodico Nuova Dimensione, il quale ai nostri microfoni ha affermato:”In effetti c’è stata per un periodo di tempo, durante la precedente amministrazione, la collocazione di un’ ottantina di persone sul territorio di Casoria e fu fatta una ricerca di abitazioni per poterli collocare – prosegue – per un processo di accoglienza che riguardava tutto il paese dunque anche il nostro territorio.

In merito ai costi sono a carico dello stato, solo il 5% a carico del comune. In effetti, attraverso la nostra inchiesta, abbiamo scoperto che il comune di Casoria ha collocato queste risorse umane in strutture abitative che erano sprovviste del certificato di agibilità. L’accoglienza prevedeva vitto, alloggio e anche un piccolo compenso per le spese. – precisa –  Noi abbiamo scoperto, dalle certificazioni che ha lasciato il comune, che queste case dove erano stati collocati gli immigrati, erano prive di abitabilità. Non solo: ma addirittura in qualche plesso, come quello in Via Nazionale delle Puglie, non si sa nemmeno chi è il proprietario.

Questo è un punto molto critico che comporta anche responsabilità di varia natura- continua-  Questi rilievi, critici, li abbiamo quindi riportati sulla stampa. A seguito di ciò, il comune ha indetto una gara per l’ accoglienza di queste persone, da cui abbiamo rilevato altre anomalie- ci spiega – in seguito, il dirigente di riferimento è stato obbligato a revocare la gara e farne un’altra.

Nel frattempo hanno dovuto prorogare il contratto ai migranti che già erano sul territorio, ma questa è un’altra anomalia. Da ribadire che solo il 5% delle spese era a carico del comune, ma stiamo sempre parlando di cifre che s’aggirano intorno ai 57 mila euro. Rifatto questo bando, abbiamo rilevato altre cose che non andavano. In effetti sembra che sia stata fatta una gara apposta per farla vincere alla solita struttura, ossia L’ARCI, che in più occasioni vince le gare. A carico dello stato gravitano circa 2 milioni e 818 mila euro, mentre il 5%, ripeto sono a carico del comune.

Noi chiediamo, visto che il dirigente competente sapeva la scadenza del precedente bando, come mai non si è provveduto in tempo utile a fare la gara?  Per ora è stata fatta la gara che richiederà altri mesi, quindi gli immigrati adesso sono in proroga e sempre all’ARCI, per altri 6 mesi. La gara precedente era fino al 2016, la nuova varrà dal 1 luglio 2017 fino al 2019, ma la gara non è stata ancora espletata quindi questi resteranno in proroga per altri sei mesi… Se tutto va bene!”

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Giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo questo lavoro e soprattutto raccontare liberamente la realtà dei fatti, senza remore. Tenace e appassionata della mia professione, ritengo l'attività giornalistica, dopo decenni di esperienza, preziosa e entusiasmante che contribuisce a una crescita morale e intellettiva.