Dopo 285 giorni Rosa Di Domenico riabbraccia la sua famiglia. Il Giornale di Casoria ha più volte riportato le notizie circa le evoluzioni delle indagini. Proviamo ora a ripercorrere i fatti e per quel che è possibile le dinamiche della scomparsa, ma soprattutto proviamo a riflettere tutti su quanto è accaduto al fine di far tesoro “della triste vicenda” della quindicenne di Sant’Antimo, in quanto, che sia una fuga d’amore o che sia confermata l’ipotesi del rapimento, resta di fatto che certe “cose”, che talvolta riteniamo così lontane da noi, invece accadono…e come se accadono!

I FATTI. Nel maggio scorso Rosa Di Domenico esce per andare a scuola e non fa più rientro a casa. Inizialmente si pensa ad una bravata adolescenziale, ad un allontanamento volontario. Con il passare delle ore però la tensione sale e i genitori ne denunciano la scomparsa. Da qui iniziano ad emergere le prime ombre sul caso. Rosa viene ripresa dalle telecamere della stazione centrale di Napoli, mentre sale su un treno diretto a Brescia e le ricerche quindi partono da lì. Dai vari colloqui delle forze dell’ordine con i familiari si scopre che la quindicenne aveva una relazione con un 28enne pakistano di Brescia, Alì Quasib. Contro questi gli stessi genitori avevano sporto mesi prima varie denunce, in quanto sembra che circuisse la piccola e la incitasse a islamizzarsi. Certo è che sicuramente l’ha convinta a seguirlo e ad abbandonare la famiglia. Non si sono avute notizie di Rosa per mesi. Alì Quasib viene intanto accusato di rapimento di una minore. Papà Luigi e mamma Rosa si sono rivolti alla redazione di “Chi l’ha visto” che si è immediatamente attivata affinchè fosse fatta luce sul caso. I giornalisti riescono a mettersi in contatto con la famiglia di Alì Quasib, grazie alla quale a dicembre i genitori ricevono un video di Rosa, in cui tenta di rassicurarli. Contrariamente le preoccupazioni aumentano, i genitori movimentano “mari e monti” per far chiarezza. Le immagini del video, in cui l’adolescente appare troppo magra e truccata, fanno pensare che la maltrattino. Le indagini continuano, e finalmente, nella scorsa mattinata, arriva la telefonata tanto attesa: Rosa annuncia alla mamma il suo rientro a casa.

Il RITORNO A CASA. Ieri, 5 Marzo, Rosa Di Domenico si è recata al consolato italiano in Turchia e ha chiesto di mettersi in contatto con i suoi genitori e di poter tornare a casa. È arrivata all’aeroporto di Capodichino alle 17:35 ed è stata subito prelevata dal magistrato che segue l’inchiesta, il quale insieme ad una psicologa, ha interrogato Rosa per circa due ore. Dalle prime indiscrezioni pare che Rosa abbia confermato di aver preso, la mattina del 27 maggio, il treno da Napoli per raggiungere Alì Quasib a Milano, per una fuga d’amore insomma. I due innamorati si erano conosciuti su facebook nel 2012, ma da due anni avevano iniziato anche a vedersi. Da Milano si sono diretti prima in Grecia e poi in Turchia e durante questi spostamenti lei ha viaggiato da clandestina, rimanendo per ore al buio, nascosta sotto degli scatoloni, nel retro di un camion. Lei e Alì sono sempre stati insieme e anche ieri mattina sembra che sia stato proprio lui ad averla accompagnata al consolato. La ragazza sta bene ed afferma di non aver subito alcuna violenza. Alì Quasib resta sotto accusa per rapimento di minore, almeno fino a quando ulteriori indagini della magistratura non dimostreranno altro.

I DUBBI. La scomparsa di Rosa è stata seguita con ansia da tantissime persone e varie sono le domande che tutti si porgono in merito. In primis come è possibile che una ragazza di quindici anni, priva di documenti, abbia potuto attraversare la frontiera superando tutti i controlli senza problemi? In secundis, perché, come spesso capita purtroppo, le denunce precedute alla scomparsa siano state prese così sotto gamba da non poter evitare questo allontanamento, volontario o no, di una ragazzina incosciente e per niente tutelata? E infine, è lecito sospettare che dietro la scomparsa vi sia l’ombra del terrorismo? Si attendono i chiarimenti del caso per eludere ogni dubbio!

FACEBOOK: IL MEZZO TALVOLTA “LETALE”. Ancora una volta è un social network a creare ansia e sgomento. Rosa ha conosciuto Alì Quasib in chat e poco sapeva di questo ragazzo molto più grande di lei e che era solito adescare ragazze su facebook. È facile circuire una quindicenne, insicura e che non si piace, facendo il coraggioso da dietro un desktop e convincendola a fidarsi, al punto da persuaderla ad avvicinarsi ad una cultura diversa, a leggere il corano, a vestire secondo le leggi musulmane, a incontrarlo, a inviargli foto osè ed infine a scappare con lui. Facebook è un mezzo che viene troppo spesso sottovalutato. Da strumento di socializzazione e condivisione facilmente può divenire un’arma letale se ad usarlo sono persone “disturbate” che tessono le loro reti con fini indegni. Quindi è bene usare attenzione e sarebbe buona abitudine controllare più frequentemente i cellulari e i computer dei figli ancora non maturi.

LA TELEVISIONE BUONA. È luogo comune ormai definire molti programmi televisivi “TV SPAZZATURA”. Di certo questo non vale per la nota trasmissione “Chi l’ha visto”, che si adopera dentro e fuori il territorio per denunce di scomparsa. Federica Sciarelli movimenta sempre tutti i suoi giornalisti per far luce su ogni segnalazione ed il caso di Rosa Di Domenico lo ha preso a cuore fin dall’inizio. L’inviato Giuseppe Pizzo è stato un braccio forte nell’inchiesta e una spalla di supporto per i genitori della piccola in questi lunghi 10 mesi. Grazie a tutto lo staff di “Chi l’ha visto” Rosa è tornata finalmente a casa. Il primo messaggio audio della quindicenne è stato inviato infatti proprio a loro: “Buongiorno. Ciao, sono Rosa. Voglio ringraziare Chi l’ha visto e tutti i telespettatori che ci hanno sostenuto e ci hanno aiutato”.

L’AMORE DEI GENITORI. Meritano un encomio papà Luigi e mamma Rosa per la forza, il coraggio e la tenacia che hanno dimostrato in tutti questi terrificanti giorni in cui sono stati separati dalla loro figlioletta. Non sono mancati momenti di smarrimento, di crollo emotivo, ma non hanno mai smesso di crederci, non hanno mai perso la speranza che Rosa fosse viva, non hanno mai rinunciato a cercarla. Il loro amore ha vinto!

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