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Casavatore. Arte e cultura con i proverbi napoletani

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appuntamenti-col-libroNon poteva concludersi che in bellezza, la rassegna culturale “AppuntaMENTI col libro” che da mesi ci ha avvicinati al mondo dell’arte e della cultura, grazie alla cura e all’impegno dell’associazione Clarae Musae insieme a “Legambiente Casavatore”.

Primattore dell’ultimo incontro, di lunedì 19 maggio presso la Biblioteca comunale di Casavatore, è stato il Vocabolario di proverbi napoletani (Cuzzolin editore), di Claudio Pennino. Una singolare restituzione di tradizioni popolari dalla A alla Z. Pezzi di storia, esperienze di vita vissuta, arte dell’arrangiarsi e napoletanità rivivono nei detti riportati dall’autore. Uno ‘scorrere alfabetico’ che deve la sua particolarità alla scelta di parole chiavi, da «Abbrìle, corcate ampressa e susate matino» a  «cu Zuoppo nun fa a correre e cu cacaglio nun fa a cantà». Ma è la “F” di «femmena» che lascia stupore nel lettore: cinque pagine di proverbi sul gentil sesso che racchiudono tratti da amare e da temere in una donna, donati con umile raffinatezza.

L’originalità dell’autore si riscontra anche in molti proverbi che rispecchiano sentenze e motti latini tradotti nel dialetto napoletano, come Qui tacet consentire videtur in Chi tace accunzente, Noli equi dentes inspicere donati in A cavallo rialato nun se guarda mmocca, e ancora Mors tua vita mea in Si uno nun more n’ato nun gode, e tanti altri.

«Se il dialetto riflette la ricchezza culturale della nostra Napoli, i proverbi, a loro volta, sono un concentrato di tradizioni» ha sottolineato la prof.ssa Vittoria Caso, presidente dell’associazione culturale e curatrice della rassegna. Una tradizione napoletana ricca di memoria, ripercorsa dallo storico e archeologo Emilio Verze in una sintesi di 2500 anni di storia della Neapolis, terreno di dominazioni e culture diverse. Il prof. Giulio Mendozza, illustre filologo e cultore della materia, ha offerto al pubblico un’accurata analisi dei proverbi, con particolare attenzione alla lingua napoletana. Il tutto è stato stavolta incorniciato in una bizzarra interpretazione di Carmine Bocchetti della compagnia teatrale “I Carmenauti” – guidati dall’abile regia di Carmela Giacometti – nelle vesti de ‘O Pazzariello, che ha aperto la serata creando un acrostico, “CULTURA”, con noti proverbi napoletani.

Diverse le figure istituzionali presenti che sono intervenute: il Sindaco Salvatore Sannino, l’ Ass. Salvatore Pollice, e l’ex Ass. alle Politiche della scuola Mario D’Esposito, ideatore della rassegna, ed il senatore Pasquale Sollo.

Ma la tradizione napoletana rivive ancor oggi nei testi e nelle melodie che hanno fatto la storia della canzone italiana, come “Malafemmena” interpretata dalla splendida voce di Antonietta Ranieri.

A chiudere l’incontro, l’artista e dott.ssa Stefania Ianniello con un’estemporanea dai tratti delicati: con tecnica mista su cartoncino, ha raffigurato la maschera napoletana per eccellenza, Pulcinella, e un bimbo dal volto innocente e con in mano una delle ultime tecnologie, un tablet. Una chiara rappresentazione del confronto tra i vecchi valori della napoletanità e i miti falsi e moderni prodotti dalle nuove tecnologie, che lascia spazio alla riflessione.

Chissà cosa ci riserberà Clarae Musae per il prossimo anno! Noi nel frattempo attendiamo impazienti ancora una volta “quella cultura che riempie il cuore e la mente”.

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classe 89. Laureata in Culture digitali e della comunicazione, sta per concludere il ciclo di studi magistrali in Comunicazione pubblica, sociale e politica. Già redattore del giornale L'altrolato, da due anni fa parte della redazione de “il Giornale di Casoria”. Si è sempre occupata di eventi culturali e di attività giovanili sul territorio casoriano, e non solo. Amante della fotografia, della musica e della lettura.