12648167_10208960223392192_87162790_nCarnevale è alle porte ed insieme alla voglia di abbigliarsi per divertirsi, spopola da un pò di anni il fenomeno del “mal costume”, inteso come abito scelto, ispirandosi a personaggi di cronaca o discutibilmente famosi.
Dopo il fenomeno Raffaella Fico e Balotelli, che hanno ispirato bimbi travestiti in coppia con bambolotta di colore, per emulare la vicenda mediatica che ha coinvolto la soubrette ed il calciatore, è stata la volta di Schettino, capitano “sopra le righe”, imitato dai bambini, fino ad arrivare al macabro costume di Michele Misseri, con tanto di corda in mano, come cimelio di un’orrenda vicenda di cronaca nera.
Quando si tratta di mascheramenti per Carnevale la fantasia non ha limite. Ecco che quest’anno si prepara a sfilare per le strade napoletane il famoso Boss delle Cerimonie, Don Antonio de La Sonrisa, con tanto di crocifisso al collo ben in vista e anellone al dito. Il noto personaggio che arricchisce e colora il palinsesto di Real Time, è diventato così famoso, da essere riprodotto in un costume per il Martedì Grasso.
Fa discutere invece la vendita poi censurata su Amazon, del costume da profughi, diretto ai bambini. La proposta non è piaciuta agli utenti italiani della piattaforma di e-commerce, che hanno protestato contro il pessimo gusto della proposta commerciale. “È una cosa vergognosa”, commentava un utente; “Andate a farvi un giro tra i veri profughi, così vi renderete conto della vostra stupidità”, replicava un altro. Così l’Italia ha mostrato il suo disappunto per una estremizzazione del Carnevale che arriva perfino a speculare sul dolore. Il travestimento messo sotto accusa, era curato nei minimi particolari: una valigetta di cartone, lo completava rendendo bene l’idea del senso della precarietà di vita, trovata deprecata perfino dal noto giornale Famiglia Cristiana, che ha così riportato a mezzo stampa:  L’azienda Amazon potrebbe investire gli stessi soldi per comprare un giubbino per un bambino che magari si trova in questo momento in mezzo al mare“.

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